La valle della Badiazza a Messina : riscoperta di un percorso di valico tra i monti Peloritani
Carmelo Barbera
La valle della Badiazza a Messina : riscoperta di un percorso di valico tra i monti Peloritani.
Rel. Carla Bartolozzi, Angioletta Voghera. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2013
Abstract
Con il passare del tempo avvengono diverse trasformazioni nel territorio di una città: uno spazio inizialmente povero e malfamato può diventare in breve tempo quello ricercato e desiderato, mentre dall'altra parte, luoghi trasformati di recente, con tutte le necessità del tempo, sono spazi privi di anima.
Molte sono le sfaccettature che caratterizzano una città e molti sono i flussi che la vivono: non solo intesi come l'insieme delle persone o della mobilità, ma anche i beni storici, i dati e le informazioni di tutti i tipi. Per conoscere bene un territorio dobbiamo fare innanzitutto un esercizio di osservazione, sforzandoci di capire quali sono i meccanismi di funzionamento che regolano i flussi, concentrandoci sugli ambiti di nostro interesse progettuale e integrando la ricerca allargando il campo d'indagine.
Quello che dobbiamo predisporre è una matrice dinamica che ci permetta di visualizzare la parte di territorio che vorremmo avere, le tipologie dei servizi, le priorità di intervento, quali bisogni e quali desideri.
Il presente studio, corredato da tavole di analisi, è il risultato di ricerche, osservazioni, ma anche sensazioni avute nei luoghi interessati; esse ci consentono di delineare un quadro generale dello stato attuale di una lingua di territorio, sito nella V Circoscrizione del comune di Messina,nominato torrente "Badiazza" dalla presenza dell'omonima chiesa.
La scelta è caduta sulla città di Messina, che, oltre ad essere la mia città natale, quindi particolarmente a cuore, presenta numerose zone di degrado urbano causate dagli eventi tellurici e bellici, che hanno portato a numerose rifondazioni, con l'apporto in molti casi di cittadini di diversa origine e con diverse culture, senza legami forti con la terra, l'ambiente circostante e senza alcun identità collettiva.
Da ciò il disprezzo per ciò che è pubblico, con distruzioni e vandalismi gratuiti, l'occupazione abusiva di terreni demaniali e comunali, di strade, la nascita in modo indiscriminato e senza alcun criterio urbano di baracche, autorimesse, magazzini, depositi, discariche ecc... in ogni area libera disponibile e soprattutto nei greti dei torrenti, senza badare al degrado che si instaura.
Il recupero dei beni paesaggistici-ambientali e culturali, la ricerca del passato storico e delle tradizioni, unitamente ad un'azione di tipo educativa e informativa che deve partire dall'età scolare, possono certamente contribuire a creare le fondamenta per un definitivo e duraturo risanamento.
Il materiale raccolto ci consentirà di progettare un intervento ambizioso capace di dare la possibilità a questa zona di farsi valere non solo come quartiere abitativo, ma anche come spazio da vivere in collettività, con servizi, ricco di spazi di aggregazione e aree verdi.
L'obiettivo è di far apparire sotto nuova luce la realtà territoriale esistente, facendo per un attimo dimenticare il degrado e I' abbandono, ridando prestigio e decoro ad un territorio considerato finora simbolo di emarginazione e spesso inciviltà, che però racchiude al proprio interno un valore storico-architettonico-ambientale di grande rilievo.
- Abstract in italiano (PDF, 359kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 397kB - Creative Commons Attribution)
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