Parchi pubblici in Europa centro-orientale tra XIX e XX secolo; Vienna, Budapest e le province dell'Impero austro-ungarico
Roberta Bariani
Parchi pubblici in Europa centro-orientale tra XIX e XX secolo; Vienna, Budapest e le province dell'Impero austro-ungarico.
Rel. Paolo Cornaglia. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Progettazione Di Giardini, Parchi E Paesaggio, 2011
Abstract
Negli ultimi anni ho avuto modo di visitare alcune capitali di quel territorio oggi comunemente identificato come "Europa dell'est" o più correttamente, Europa centro-orientale, trovandomi positivamente sorpresa da quello che vi ho trovato.
Le capitali dell'Europa orientale sono città sospese, tra la ricchezza di un passato remoto ormai superato e la povertà di un presente, da cui si sente la necessità di uscire al più presto, per raggiungere la ricchezza degli altri paesi, per recuperare il tempo perso mentre gli altri progredivano.
Il fascino che queste capitali hanno prodotto su di me ha fatto sorgere alcune riflessioni; per la mia generazione, ma forse non solo la mia, i paesi e le relative culture, che rientrano da poco più di 20 anni nel nostro astratto concetto di Europa orientale, sono ancora percepiti come sconosciuti e lontani, o alla peggio indifferenti, nonostante l'estrema vicinanza. È un dato di fatto che la travagliata storia politica di queste aree non abbia favorito i contatti, ne tantomeno uno sviluppo e una crescita unitaria e parallela con la parte occidentale dello stesso continente di appartenenza, come ormai è comunque un dato di fatto che questi paesi siano parte integrante della nostra vita, attraverso le abbondanti migrazioni di lavoratori e lavoratrici stabiliti ormai da tempo nella nostra società. Mi sono chiesta che cosa ne sapessi io di queste città e di questa gente, della loro cultura e della loro identità di paesi, che per secoli sono stati dominati da altri e che per secoli hanno sempre lottato per essere sé stessi.
La scelta di investigare le conoscenze relative ai parchi pubblici di queste capitali nasce da queste riflessioni e dal fatto che sono una studentessa di paesaggio e come tale ho ormai sviluppato un occhio critico, che istintivamente cade su ogni tipo di manifestazione di quest'ultimo, ma è diventata più complessa dal momento in cui ho scoperto che queste conoscenze sono veramente scarse. La bibliografia storica e la critica sono povere, spesso mancanti e frammentarie, al contrario del resto d'Europa, dove sulla nascita e l'evoluzione del parco pubblico c'è sovrabbondanza di materiali e studi, giustificati dal fatto che è in capitali come Londra e Parigi che nasce il parco pubblico.
Questa tesi nasce dalla volontà di capire se esiste un "parco pubblico centro-orientale", dotato di uno stile proprio, di caratteristiche peculiari e ben distinguibili, che possano rendere riconoscibile e alternativo questo lembo di paesaggio urbano. Questa analisi non sarebbe però stata possibile senza l'impegnativo e a volte faticoso lavoro di raccolta, catalogazione, riordino di dati, immagini, descrizioni e nomi di tutto il materiale sparso che sono riuscita a recuperare dalle fonti più
disparate, per poter creare una storia cronologicamente corretta e una selezione dei parchi pubblici più significativi di questo territorio.
L'unico punto fermo della ricerca è stato il periodo di nascita e sviluppo del parco pubblico in questi paesi, che si colloca tra il XIX e il XX secolo, leggermente in ritardo rispetto alle altre capitali europee, e che coincide con il periodo di maggior fermento polìtico e sociale di questo territorio. Essendo il parco pubblico uno degli elementi di evoluzione e costruzione della città moderna, il primo passo è stato quello di ricostruire la situazione socio-politica e culturale dell'epoca di riferimento nei terrìtori presi in analisi, passaggio che è stato fondamentale per capire quali fossero le città più significative da prendere in esame. Tra XIX e XX secolo, l'Europa centro orientale era governata dall'Impero asburgico, era quindi politicamente sottomessa a una monarchia, per quanto definibile "illuminata"e dalla metà del XIX secolo, si svolsero in quest'area alcuni avvenimenti socio-politici fondamentali per la sua evoluzione, anche culturale. Se nel resto d'Europa fu la rivoluzione industriale il motore di partenza per la nascita del parco pubblico, qui la stessa, arrivata comunque in ritardo, fu accompagnata da eventi come le rivoluzioni del '48, i moti per l'indipendenza, il Compromesso del '67, (che divise l'Impero in due regni e due capitali, Vienna e Budapest), i quali dettero il loro contributo anche alla nascita e alla caratterizzazione dei parchi, alcuni elementi infatti nacquero proprio come manifestazione dei sentimenti che guidarono questi avvenimenti.
Mantenendo in parallelo la lettura della storia e dell'evoluzione del parco pubblico in Europa, ho distinto ie tipologie di verde pubblico maggiormente rappresentate, l'evoluzione delle forme progettuali e alcune caratteristiche peculiari del parco pubblico in Europa centro-orientale. L'analisi parte dall'approfondimento delle capitali dell'Impero austro-ungarico: Vienna e Budapest, per spostarsi successivamente sulle provincie dello stesso Impero, dove vengono presi in esame i parchi pubblici delle città più importanti a livello amministrativo, economico e sociale, la maggior parte delle quali è oggi capitale di stato. Le due capitali, come tali, si dimostrano essere punto di riferimento per le città di provincia, anche nella realizzazione di spazi verdi pubblici; tra le provìnce si riscontra infatti una divisione nelle scelte di stili e categorie dì parco pubblico, fatte in base alla corrente culturale alle quali si avvicinano maggiormente: austriaca o ungherese. Il risultato principale dell'analisi è un elenco di schede, suddivise per città, dei maggiori parchi pubblici, corredate di iconografia, all'interno delle quali è possibile trovare le caratteristiche del parco, i dati salienti, la storia fino ai giorni nostri.
L'analisi conclusiva della tesi ha portato alla constatazione che non esiste una forma univoca e caratterizante per il parco pubblico nell'Europa centro-orientale; gli stili utilizzati sono quelli tipici dei parchi pubblici del resto d'Europa, si alterna la scelta di stile regolare e irregolare, in base alle correnti del periodo e alla cultura del progettista. La questione si fa più interessanti per ciò che riguarda le tipologie di spazi verdi, tra queste vi sono gli squares, o piazze verdi, realizzati soprattuto sulle aree precedentemente occupate dalle fortificazioni. L'occupazione francese aveva portato il suo contributo con la trasformazione diretta delle città, attuata da Napoleone III; l'imposto abbattimento delle mura fece nascere nelle città il desiderio di occupare gli spazi vuoti con del verde pubblico, trascinati dall'esempio della capitale Vienna, a sua volta immagine di Parigi. Come rilevato dall'analisi, alcune città hanno mantenuto intatta ancora oggi questa tipologia di spazio verde pubblico, tra le quali Vienna con il suo Ring.
La tipologia più diffusa è sicuramente il volkspark, il parco pubblico di derivazione tedesca, i cui elementi di base vengono teorizzati già dalla fine del XVIII secolo nell'opera di Hirschfeld. Il "parco per il popolo" è la nuova tipologia del parco pubblico, dove si passeggia lungo viali rigorosamente regolari e sicuri, ma si possono osservare paesaggi ricostruiti come dettato dallo stile "inglese", dove il divertimento dei musikpavillon e dei kaffeehaus si accompagnano alla funzione istruttiva e pedagogica dei numerosi busti di personaggi importanti per la storia e la cultura del paese. Ai volkspark sono legati anche i parchi per l'educazione, fisica e culturale, dei giovani (Jordan park) o le colline naturali, trasformate in parchi, dove è possibile immergersi completamente nel contatto con la natura.
Ulteriore categoria, degna di nota, è il parco di divertimenti, spesso legato alle esposizioni internazionali. Sia Vienna che Budapest possiedono un parco legato alle esposizioni internazionali realizzate in entrambe le città nel XIX secolo; sia nel Prater che nel Vàrosliget restano i "segni" del passaggio di queste esposizioni, ma elementi costruttivi delle esposizioni saranno fondamentali nelle scelte di evoluzione di alcuni parchi delle province.
In una estrema sintesi possiamo dire che se Vienna appare statica nell'evoluzione del parco pubblico, in un estremo sforzo di omologazione alle altre capitali europee, Budapest al confronto mostra alcuni segni di distinzione e di originalità nello stile e nelle categorie, forse perché guidata dall'istinto di emergere rispetto alla prima capitale e di difendere la sua identità di cultura sottomessa al dominio altrui. Altro carattere degno di nota sono i giardinieri, che nella quasi totalità dei casi sono di origine o formazione tedesca (Germania), caratteristica che emerge nelle loro opere; sono anche un elemento di distizione in Ungheria, dove emergono non solo per le loro
opere progettuali, ma anche per la realizzazione di scuole di formazione e di vivai.
La realizzazione di questa tesi è stata complessa, come già detto, per la mancanza di materiale o per la difficoltà nel reperirlo, senza contare che il poco disponibile è in lingua originale: tedesco, ungherese, ceco, ucraino, polacco, romeno, croato e sloveno, la traduzione di queste lingue non è stata semplice e soprattutto ha richiesto un'aggiunta di lavoro non indifferente.
Molti punti andrebbero ulteriormente approfonditi in questo "viaggio" che non si può ritenere concluso con questa tesi, ma spero che possa servire come spunto per un passo ulteriore, come il recupero di alcuni di questi parchi, che hanno perso molto del loro valore a causa degli avvenimenti storici avversi che hanno colpito i loro paesi nell'ultimo secolo.
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