Il contratto di quartiere: strumento innovativo di riqualificazione tecnologica urbana e di edilizia sostenibile
Corrado Carbonaro, Nicola Vescia
Il contratto di quartiere: strumento innovativo di riqualificazione tecnologica urbana e di edilizia sostenibile.
Rel. Gabriella Peretti, Roberto Pagani. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2005
Abstract
L'evoluzione della progettazione urbana è ormai proiettata verso temi, quali la sostenibilità ed il risparmio delle risorse, che garantiscano la salvaguardia ed il recupero del sistema Ambiente.
La ratifica del protocollo di Kyoto il 19 febbraio 2005, i continui allarmi degli organismi internazionali della Sanità, i dissesti geomorfologici in continua crescita, suggeriscono, ulteriormente, la necessità di una progettazione ambientale sistematica ed approfondita. I Programmi complessi, sia nazionali sia sovranazionali, considerano la sostenibilità come un obiettivo irrinunciabile della progettazione urbana. All'interno di questo panorama istituzionale e normativo, i contratti di quartiere rappresentano, in Italia, l'unico vero strumento che sviluppi una progettazione sostenutile, destinando a tal fine, ampie risorse finanziarie.
La sperimentazione è la voce dei bandi regionali, nella quale sono espressi i temi del risparmio energetico e delle risorse, della salvaguardia ambientale, della tutela della qualità morfologica dell'area e della progettazione innovativa, in termini di fruibilità, di sicurezza e d'accessibilità.
La libertà assegnata alle regioni, da parte del Ministero delle Infrastnitture e dei Trasporti, nella redazione dei bandi dei contratti di quartiere, è evidenziata dai differenti obiettivi su cui ogni programma regionale pone l'accento.
Nel confronto tra i bandi regionali, quello piemontese conferisce molta importanza allo stato di fatto dell'area progettuale e si affida a strumenti valutativi dei programmi urbani che sollevano alcune perplessità riguardo alla sperimentazione e alla progettazione ambientale.
Le analisi ambientali e dell'ecocompatibilità degli edifici sperimentali di alcuni casi studio, mostrano luci ed ombre di una progettazione a volte troppo improntata sull'inserimento di semplici tecnologie ecosostenibili, e poco intesa come programma organico della sostenibilità ambientale dell'area oggetto di studio.
La voce "Sperimentazione" all'interno del bando piemontese, produce buoni risultati riguardo agli edifici sperimentali, ma mostra dei limiti allorché essa è rivolta all'intero ambito del contratto di Quartiere.
Le analisi tabulari della progettazione preliminare, l'individuazione dei rischi e delle opportunità dei casi studio affrontati, le analisi della valutazione prestazionale ambientale, hanno suggerito alcuni accorgimenti per una progettazione sperimentale che sia rivolta a tutta l'area progettuale, e che consideri l'utilizzo delle tecnologie bioarchitettoniche, non come l'obiettivo del programma, ma come mezzo per il raggiungimento di un elevato standard di comfort ambientale.
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Relatori
Tipo di pubblicazione
Corso di laurea
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