La conservazione delle architetture di Mercurino Arborio Gattinara e della sua famiglia : ipotesi di progetto di restauro e di rifunzionalizzazione del convento dei canonici regolari lateranensi come caso studio
Andrea Caligaris
La conservazione delle architetture di Mercurino Arborio Gattinara e della sua famiglia : ipotesi di progetto di restauro e di rifunzionalizzazione del convento dei canonici regolari lateranensi come caso studio.
Rel. Emanuele Morezzi, Emanuele Romeo, Gabriele Ardizio. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2015
Abstract
Introduzione
Il percorso di ricerca è incentrato sulla figura del Cardinale Mercurino Arborio Gattinara (1465-1530), Gran Cancelliere dell’imperatore Carlo V, personaggio piemontese di altissimo livello e dalle gesta di rilevanza internazionale, purtroppo non noto a livello italiano se non agli studiosi e agli storici che hanno affrontato lo studio della sua opera e quella di Carlo V. Vìsse in un importante periodo storico, quello a cavallo tra il XV e il XVI secolo, caratterizzato da molti cambiamenti ed eventi che hanno segnato il corso della storia. Il fatto che la sua figura sia stata trascurata e in parte dimenticata dalla storiografia italiana deriva da alcune cause, come la reperibilità di documenti sparsa non solo in Italia, ma anche in gran parte dell’Europa, le differenti lingue (francese, spagnolo, latino ed italiano) degli stessi; oltre a ciò molti documenti sono stati resi consultabili a partire solo dal 1980, quando la famiglia Arborio Gattinara li donò presso l'Archivio di Stato di Vercelli. Inoltre il fatto che sia nato in un piccolo borgo di provincia ha contribuito a farlo ignorare dai libri di storia italiani.
Oltre alla sua figura carismatica è stato studiato anche il resto dell’importante famiglia Arborio Gattinara, ricca di personaggi notevoli. Dal ramo di Gattinara del suo erede, il nipote Giovanni Giorgio, possiamo ricordare Mercurino Filiberto (1559- 1622), ministro di casa Savoia e ambasciatore sabaudo a Parigi, Giovanni Aurelio (1571-1641) capitano di cinquanta lance, governatore di Biella e di Vercelli, Signorino I (+1567) cavaliere di Malta e Gran Priore di Messina, Signorino II (1566-1644) cavaliere di Malta e Balivo di S. Eufemia, Mercurino Dionigi (1781-1841) sindaco di Vercelli e Feliciano (1784-1854) senatore. Dal ramo della figlia Elisa, contessa di Valenza vanno ricordati Mercurino Antonino (+1576) barone di Sicilia e Gran Cancelliere del Regno di Napoli e Lucrezia, moglie del duca di Lemos, viceré di Napoli. Dal ramo del fratello Cesare (1473-) da cui deriva la linea di Sartirana e Breme si ricordano Ludovico Giuseppe (1754-1828) ministro, Ludovico (1780-1820), letterato, Ferdinando (1807- 1869) senatore e presidente dell’Accademia Albertina, duca dì Sartirana ed Alfonso (1831-1903), senatore. Dal ramo dei cugini di Mercurino, cosiddetto dei Riccardini, va evidenziato Francesco Giuseppe (1658-1743) vescovo di Alessandria e poi Arcivescovo di Torino, mentre dal ramo Arborio Mella il conte Carlo Emanuele (1783-1850), restauratore dell’abbazia di S. Andrea di Vercelli ed il figlio Edoardo (1808-1884) architetto neoclassico e restauratore di cattedrali.
Analizzata la storia della famiglia si è incentrata la ricerca sulla storia del Borgo di Gattinara, teatro delle principali vicende legate agli Arborio: edificato nel 1242 dalla Credenza di Vercelli come borgo franco fu Inserito nel 1682 fra le città sabaude più importanti nel Theatrum Sabaudiae, fino ad arrivare ai giorni nostri, capoluogo dei comuni circostanti. Si è studiato poi il rapporto fra gli edifici costruiti dalla famiglia Arborio e lo sviluppo urbano del Borgo di Gattinara; sono stati analizzati anche due edifici presenti a Vercelli, capoluogo di provìncia.
Sono stati studiati, rilevati e schedati sette edifici di cui quattro del XV-XVI secolo e tre del XIX secolo; i tre del XIX secolo sono opera dell'architetto gattinarese Pietro Delmastro (1792-1863). Di lui rimangono parecchie architetture in Vercelli e nel vercellese, tutte caratterizzate dalla forte impronta neoclassica.
In seguito all’analisi architettonica si è svolta l’analisi dello stato di conservazione dei beni, individuando attraverso la Norma UNI 11182-2006 - Beni culturali - Materiali lapidei naturali ed artificiali - Descrizione della forma di alterazione - Termini e definizioni, le patologie presenti e riscontrabili a livello macroscopico. I beni sono stati inoltre schedati dal punto di vista conservativo, evidenziando così le principali problematiche presenti per ognuno di essi.
Di sette architetture studiate ne è stata scelta una, il convento dei Canonici Regolari Lateranensi di Gattinara, su cui si è approfondita l’analisi dei materiali e delle patologie, che hanno permesso la redazione di un progetto di restauro e di rifunzionalizzazione sia materico, sia funzionale alle mutate esigenze della proprietà (Parrocchia di S. Pietro Apostolo di Gattinara).
L'Interessante ricerca storica che ho potuto affrontare mi ha portato a conoscenza di moltissimi eventi e trasformazioni, non solo locali, che hanno influito sulla storia del Piemonte e dell'Italia. Inoltre l’utilizzo della metodologia appresa durante il corso di Laurea mi ha permesso di intervenire su un edificio storico-artistico appartenente al XVI secolo, rivitalizzandone le destinazioni d’uso rispondendo alle esigenze della comunità, applicando tecniche e soluzioni studiate a livello teorico e trasportate, a livello progettuale, nella realtà.
Relatori
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