Pietro Pernigotti 1781- 1855: un ingegnere per il teatro civico di Tortona
Monica Giuseppina Guerra
Pietro Pernigotti 1781- 1855: un ingegnere per il teatro civico di Tortona.
Rel. Annalisa Dameri. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2007
Abstract
Raccontare la storia di un ingegnere come Pietro Pernigotti, vissuto in un periodo di così profonde mutazioni sociali ed istituzionali, e un compito difficoltoso ma estremamente avvincente; talvolta, si corre il pericolo di imbattersi in errori interpretativi dovuti alla scarsa leggibilità delle carte o alle inesattezze, pur sempre involontarie, desunte da autori che a loro volta trassero e trascrissero da fonti, se non equivoche, certamente prive di sicura attendibilità. Alla luce di quanto emerso dalla ricerca, i documenti reperiti relativi all'attività tortonese del Pernigotti delineano due ben precisi archi temporali: I'opera svolta negli anni 1816-17 e quella relativa agli anni 1830-40.
AI prima periodo appartengono un «Piano indicante I'andamento del progetto di un piantamento d'alberi sulle vicinanze della strada di S
Nel 1830 l'Amministrazione incarica il Pernigotti, residente ormai a Torino ed impegnato a svolgere le regie incumbenze, di predisporre i progetti relativi a vari edifici «Teatro; Casino o Ridotto con altri alloggi; archivi, ufficio ed alloggi per I'Insinuatore; Manica interna per alloggi; Cappella e Sacrestia pel Collegio» e di questi verranno realizzati soltanto il Teatro ed il Casino di Società: particolarmente rilevante, secondo quanto emerso dallo studio dei documenti scritti dal Pernigotti stesso, la continua ricerca della perfezione formale svolta non solo all'esterno, ma anche all'interno della struttura; grande attenzione viene posta da parte dell'ingegnere anche per quanto
riguarda lo studio dei materiali da costruzione, dell'acustica, dei percorsi e degli arredi.
Compito ben più gravoso sarà la redazione di un Piano Regolatore o d'Abbellimento, il primo per la Città di Tortona, incarico affidatogli con Civico ordinato del 13 maggio 1837. 11 Piano presentato il 29 agosto 1837, per varie ragioni, non giunge alla Regia Approvazione.
Ma un altro impegno attende il Pernigotti e precisamente la progettazione di una Caserma per i Carabinieri Reali da collocarsi sull'area occupata dal fabbricato detto «il Seminario Vecchio».
L'ingegnere predispone così un primo progetto, datato Torino 27 agosto 1837 nel quale propone il congiungimento (già indicato nel Piano Regolatore) di via Giulia con via Padre Michele da Carbonara.
La Caserma così come viene concepita non raggiunge l'approvazione: richiesta una ulteriore elaborazione, si concretizza con la proposta progettuale del 30 aprile 1840 e la conseguente edificazione.
Non ha invece attuazione il progetto che riguarda la Cattedrale, di «rialzo del campanile verso la contrada della posta» nelle versioni proposte e datate 19 aprile 1839 e 27 luglio 1839.
A conclusione di questo scritto, che propone per la prima volta l'attività del Pernigotti, sia pure a livello documentale e non puramente di analisi architettonica, possiamo notare una sobria eleganza in ogni progetto grafico e nelle non numerose realizzazioni. Un senso di misura che emerge anche in campo urbanistico: infatti la redazione di un Piano Regolatore, come si legge in una sua lettera all'atto dell'incarico, richiede «non certo qualità artistiche, ma soltanto buon senso».
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