Torino: il Regolamento per l'Ornato e la polizia edilizia del 1862
Daniela Dedola
Torino: il Regolamento per l'Ornato e la polizia edilizia del 1862.
Rel. Giovanni Maria Lupo. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2007
Abstract
Obiettivo della tesi e capire il motivo per cui vengono utilizzati i termini per "l'ornato" e la "polizia edilizia" per definire il regolamento ,del 1862 nato, invece, con la denominazione di "regolamento edilizio".
La ricerca si basa sulla consultazione di riferimenti bibliografici e di alcuni documenti conservati nell'Archivio Storico del Comune di Torino e nella Biblioteca Reale di Torino (Fondo Promis).
La tesi e suddivisa in tre capitoli più un approfondimento sul tema. Il primo, intitolato Antefatto e contesto del Regolamento, si occupa: dei precedenti storico-urbanistici che coinvolsero la città di Torino prima quella stesura del Regolamento per l'ornato e la polizia edilizia, a partire dall'abbattimento delle fortificazioni del 1800, sino ad arrivare al 1862, passando attraverso alcune tappe storiche fondamentali, tra cui lo Statuto Albertino del 1848, la prima cinta daziaria del 1853, fino all'unita d'Italia; dei regolamenti d'ornato, risalenti ai primi anni dell'Ottocento, delle città capoluogo di provincia del Regno di Sardegna, aventi la stessa denominazione usata per il regolamento del 1862 di Torino; dell'indagine sulle figure del professore e architetto Carlo Promis e dell'ingegnere Cesare Valerio, i cui progetti di regolamento influenzarono la stesura definitiva del Regolamento oggetto di studio.
Nel secondo capitolo, intitolato Genesi del Regolamento, si analizzano: le bozze e i progetti di regolamento compilati tra il 1849 (anno della prima stesura redatta da Carlo Promis) e il 1862 (anno della stesura definitiva); le sedute del Consiglio comunale, che portarono alla stesura del definitivo regolamento del 1862 con un confronto tra gli articoli del regolamento in questione e quelli del regolamento del 1843 (n primo vero regolamento della città di Torino, al quale viene dedicato un intero paragrafo) e del regolamento edilizio del 1912 (sostanzialmente tuttora in vigore nonostante le numerose varianti);. infine gli articoli dei progetti di Carlo Promis e Cesare Valerio che poi confluiranno nel regolamento del 1862.
Il terzo capitolo, intitolato Analisi del Regolamento si occupa dell'analisi dei singoli articoli componenti il regolamento del 1862, partendo dalle sedute della Commissione d'arte, e del Consiglio comunale degli anni 1860 e 1861; dell'area di validità del regolamento non più coincidente con i limiti della cinta daziaria del 1853 (trattata anch'essa nel capitolo), bensì con quelli della spezzata contraddistinta dalle lettere ABCDEFGHILMNOPQ; delle supposizioni riguardanti il tracciamento della poligonale stessa, ed altre novità contenute nel regolamento.
Le Conclusioni nonché l'Approfondimento riguardano alcune ipotesi relative alla denominazione del Regolamento per l'ornato e la polizia edilizia, nonché la verifica della sua applicazione pratica in quegli edifici della città di Torino costruiti nel periodo in cui il regolamento stesso era in vigore.
Relatori
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