Dal sogno al progetto: strategie operative avanzate applicate all'architettura non standard
Domenico Procopio
Dal sogno al progetto: strategie operative avanzate applicate all'architettura non standard.
Rel. Anna Marotta. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2006
Abstract
Il lavoro svolto ha come obiettivo quello di esplorare il campo delle tecnologie informatiche e di quelle industriali attraverso l'analisi di progetti di architettura che sono stati realizzati sfruttando delle strategie applicate a livello progettuale ed esecutivo.
È importante scoprire come strumenti utilizzati fino a pochi anni fa in altre discipline come l'industrial design, possano essere oggi sfruttate dall'architettura grazie al progresso tecnologico che ha permesso il passaggio di scala.
È emerso inoltre che le istanze innovatrici provenienti dal settore informatico hanno avuto notevoli ripercussioni in varie professioni, trasformando il progettista in una figura multidisciplinare che coinvolge competenze informatiche ma specialmente quelle legate alle recenti tecniche operative industriali.
Nella prima fase di ricerca è stato sviluppato l'argomento dell'architettura non standard mettendo in luce le origini, i significati e i protagonisti di questo modo di pensare e progettare. In particolar modo è stata rivolta l'attenzione su riflessioni di tipo etico, ma anche sui risvolti pratici e economici che comporta la realizzazione di queste architetture complesse, fluide, artistiche, tecnologiche...
Il riscontro a queste argomentazioni viene sviluppato nella seconda parte. Da un punto di vista pratico, vengono analizzati i metodi che permettono la costruzione dell'architettura specificamente per le tecniche di prototipazione rapida (ovvero il passaggio dai modelli virtuali all'oggetto reale per mezzo di macchine a controllo numerico). L'aspetto interessante, però, è stato verificare che a supporto dell'informatica, molto spesso, architetti all'avanguardia impostano il progetto iniziando da strategie più tradizionali come i modelli analoghi realizzati con materiali "poveri": il legno, la gomma, fili di lana e strisce carta.
Sono stati analizzati sia i modelli reali che quelli virtuali, concludendo che sovente questi due strumenti interagiscono, trasformandosi l'uno nell'altro e viceversa, attraverso un processo di feed-back continuo che permette il controllo e la verifica del progetto.
Nella fase finale della ricerca vengono esaminati alcuni casi di architetti che hanno partecipato nel 2004 alla mostra "Non Standard Architecture" al Centre Popidou di Parigi. Sono professionisti giovani e meno giovani, emergenti e non, che hanno come caratteristica comune quella di progettare attraverso software di modellazione avanzata per la realizzazione di forme complesse e come seconda peculiarità quella di utilizzare delle tecniche innovative per concretizzare l'architettura.
Il ragionamento si conclude esprimendo quello che potrebbe essere l'architettura non standard nel futuro: l'architettura si smaterializzerà definitivamente lasciando il posto a uno spazio virtuale, seducente e interattivo, costituito da display che duplicano la realtà?
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
