Coperture lignee ad archi di tavole nel biellese: il caso dell'ex Lanificio Trombetta
Federica Oberto Tarena
Coperture lignee ad archi di tavole nel biellese: il caso dell'ex Lanificio Trombetta.
Rel. Maria Barelli, Walter Ceretto. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2006
Abstract
L'opificio ottocentesco dell'ex lanificio Trombetta di Biella presenta una struttura di copertura ad archi di tavole che non trova riscontro nelle soluzioni tradizionali adottate negli edifici industriali o civili.
La tesi affronta lo studio di questo sistema costruttivo dal punto di vista sia storico sia tecnologico con il duplice intento di documentarlo e di comprenderne le origini nello specifico contesto territoriale.
Dopo una prima fase di approfondimento del caso dell'ex lanificio Trombetta, si passa all'analísi di altre tre coperture individuate nel Biellese, attraverso la quale cogliere relazioni e analogie.
Le strutture ad archi, costituite per assemblaggio di più corsi di tavole disposte di coltello, rimandano ad un sistema costruttivo documentato nella letteratura tecnica sotto il nome dell'architetto francese Philibert de L'Orme che lo ha codificato a metà del Cinquecento. La tesi traccia un excursus dei sistema "alla de L'Orme" e della sua fortuna in ambito teorico e applicativo privilegiando le realtà cronologicamente e geograficamente più vicine ai casi biellesi.
Questa sezione, nata con la finalità di documentare la diffusione del sistema costruttivo e di individuare possibili esempi di riferimento, non riesce ad individuare realizzazioni significative in Italia, ma fornisce un repertorio di coperture francesi utile per affiancare i casi biellesi e i testi nello studio tecnologico.
Il sistema è scomposto nelle principali caratteristiche e nodi costruttivi di cui si illustrano le problematiche e le diverse soluzioni adottate, facendo emergere i tratti specifici delle realizzazioni biellesi.
La questione dei veicoli di diffusione di questa tecnica in ambito locale viene affrontata compiutamente sondando due ipotesi, la prima del contatto diretto attraverso le migrazioni stagionali degli edili biellesi in Francia, la seconda dell'apprendimento durante la formazione professionale dei tecnici.
Nella parte conclusiva la tesi ritorna sulla copertura dell'ex lanificio Trombetta per un'analisi strutturale mirata alla comprensione del suo funzionamento e alla sua verifica.
Relatori
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