Sostenibilità in achitettura: l'esempio della riqualificazione della ex cartiera Galvani a Vittorio Veneto (TV)
Nicolò Dionisio
Sostenibilità in achitettura: l'esempio della riqualificazione della ex cartiera Galvani a Vittorio Veneto (TV).
Rel. Mario Grosso. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2006
Abstract
La coscienza collettiva sullo sviluppo ecosostenibile si è manifestata negli ultimi anni in maniera evidente, maturata non solo per natura puramente ecologica ma soprattutto per ragioni economiche.
Da questo punto parte il mio lavoro di tesi, dalla riflessione circa l'importanza che il settore dell'edilizia ha nel calcolo globale del sistema produttivo di un Paese e la relativa incidenza sull'ambiente e dall'approfondimento di un'analisi sulla presente e futura realtà delle energie rinnovabili rispetto a quelle normalmente utilizzate derivanti dai prodotti petroliferi.
Il volume d'affari mondiale dell'industria delle costruzioni ammonta a più di 3 milioni di miliardi di dollari americani e conta per circa il 10% del prodotto interno lordo mondiale. Quello delle costruzioni è il più grande settore industriale negli Stati Uniti (12%) e in Europa (10-11% del PIL) ed in Italia il peso dell'industria edilizia è ancora maggiore. Dal 1999 i livelli produttivi del settore crescono sempre più rapidamente del Pii (complessivamente più 23 per cento contro più 8,6).
Non solo: con un 2005 sostanzialmente a crescita zero del prodotto interno lordo nazionale, si può affermare che l'industria edilizia ha, di fatto, impedito che l'economia italiana registrasse un segno meno.
Questo dato può essere incoraggiante dal punto di vista dell'occupazione ma non si può tuttavia non rilevare l'anomalia italiana di un settore a basso contenuto tecnologico che dovrebbe investire con maggior decisione nel campo dello sviluppo e dell'innovazione a vantaggio della competitività.
Inoltre, in Italia, la politica del governo del territorio non ha certamente aiutato il controllo e la regolamentazione dell'enorme espansione edilizia che ha avuto origine dal primo dopoguerra e che ancora oggi non si è conclusa.
Basti pensare al fatto che l'attuale legge urbanistica è in vigore dal 1942 e a quel tempo non esistevano certamente attenzioni particolari verso i temi ambientali e lo sviluppo sostenibile non faceva parte della cultura.
Oggi la necessità di regolare la quantità del costruire non si è spenta ma bisogna prendere atto che il 75% dell'attività edilizia riguarda il recupero dell'enorme patrimonio edilizio esistente e che l'edilizia stessa è diventata l'attività umana a più impatto ambientale.
I dati che giungono dall'Unione Europea, che riconosce nell'edilizia il settore responsabile di oltre il 40% dei consumi di energia e delle conseguenti emissioni di inquinanti e gas serra, sembrano non muovere, almeno nel nostro Paese, politiche significative. Questo perché nessuno intende assumersi la responsabilità di introdurre nuovi criteri che potrebbero essere interpretati come ostacoli all'unico settore industriale con un trend positivo.
Promuovere i criteri dello sviluppo sostenibile in edilizia produce rilevanti riscontri economici positivi per il settore:
- A parità di qualità e di prestazioni non determina costi aggiuntivi rispetto all'edilizia convenzionale.
- Determina invece innovazione e favorisce quindi la competitività delle imprese.
- Favorisce il risparmio energetico e determina quindi significative riduzioni dei costi di gestione degli edifici
- Favorisce salubrità e comfort interno e riduce quindi i costi sanitari aumentando efficienza e produttività nei luoghi di lavoro.
La consapevolezza dell'esaurirsi delle fonti energetiche non rinnovabili e quindi il ricorrere a materie prime rinnovabili, alternative ed ecologiche è fondamentale per pianificare il futuro e pensare ad un graduale ma efficace cambiamento di mentalità che coniuga il soddisfacimento dei bisogni energetici con il rispetto e il mantenimento dell'ambiente e della salute umana.
L'autonomia energetica è già tecnicamente possibile e il futuro sviluppo delle tecnologie sicure e pulite (solare termico e fotovoltaico, geotermico, idrico ed eolico) rappresenta un grande potenziale di investimento e di speranza per allontanare i pericoli dell'inarrestabile inquinamento.
Limitare concretamente questo spreco é un obiettivo indispensabile e soprattutto civile che si può e si deve raggiungere attraverso il risparmio energetico e criteri sostenibili. L'utilizzo di risorse rinnovabili non deve far dimenticare tuttavia il grande contributo ottenuto attraverso il miglioramento delle prestazioni e dei consumi degli edifici, sia sotto l'aspetto impiantistico, ma soprattutto grazie all'efficienza dell'involucro edilizio, che fornisce il benessere e il mantenimento delle condizioni di confort durante l'alternarsi delle stagioni con un ridotto consumo di risorse ambientali e un livello basso di inquinamento. È necessario riavvicinare l'ambiente costruito con il contesto fisico e antropizzato, intendere il clima non più come un elemento avverso e negativo ma come condizione passiva di contesto e come funzione attiva di risorsa energetica rinnovabile.
Questi sono i temi principali trattati nelle tre sezioni che compongono il lavoro di tesi, con lo scopo di offrire inizialmente una visione generale dei problemi legati alle attività umane sull'ambiente e successivamente, attraverso una metodologia progettuale, il tentativo di evidenziare come il progetto ecosostenibile richieda un approccio multidisciplinare e multiscalare che riconosca la complessità del processo di progettazione stessa e sappia governarla, allo scopo di raggiungere i due obiettivi generali complementari che lo caratterizzano: la salvaguardia dell'ambiente e l'uso razionale delle risorse.
Relatori
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