Torino ed il Piemonte nella competizione globale: un piano di marketing territoriale
Francesco Pisicchio
Torino ed il Piemonte nella competizione globale: un piano di marketing territoriale.
Rel. Riccardo Bedrone. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2006
Abstract
L'esito dello studio affrontato è stato foriero di interessanti spunti di carattere disciplinare, documentale e propositivo.
Fulcro del lavoro è il marketing: uno strumento capace di creare uno scambio di reciproca convenienza tra due o più soggetti. Da essere macchina efficace per la creazione di valore di beni e servizi delle imprese, il marketing si propone nella nuova veste di valorizzatore del territorio.
Un'area geografica, come anche un prodotto aziendale, in senso lato rappresenta una sommatoria di risorse o di utilità fisiche e immateriali, che come tali vanno valorizzate per la creazione di nuovo valore e sviluppo.
La disciplina del marketing appare ancora una sorta di prototipo strategico in continua evoluzione: le sue mutazioni dipendono dalla continua ricerca, volta ad individuare una maggiore solidità sul piano dottrinale specifica per il territorio, e dalla parallela evoluzione della consolidata disciplina del marketing tipicamente aziendale, che continua a condurre le redini delle dinamiche di sviluppo teorico-pratiche.
L'affermazione del marketing è stata in un primo tempo resa fertile dall'impiego dell'analogia "città-impresa", ora si sta lentamente trasformando per mezzo dell'introduzione di una nuova valida analogia: quella di "città-coproducer".
La prima ha mutato completamente l'approccio della gestione territoriale attraverso l'adozione di strumenti di tipo manageriale come lo Strategie Pian cittadino ed il piano di marketing territoriale; la seconda, ha portato ad una nuova tendenza del city-management che privilegia la componente relazionale, attraverso l'implementazione di reti e sinergie tra territori diversi e tra partners, ovvero tra gli attori della costellazione che insieme partecipano e contribuiscono alla creazione di valore: valore che li arricchisce reciprocamente, arricchendo anche il contesto in cui essi operano.
La "città-coproducer" si erge a catalizzatore della partecipazione dei residenti e dei fruitori urbani, permettendo loro di scegliere il futuro del territorio in una visione comune, attraverso l'"ascolto" di tutti i portatori d'interesse. Una più evoluta disciplina ha come fulcro tale processo: il marketing territoriale relazionale, strumento efficace per la democratizzazione della politica e della pianificazione strategica. Appare doveroso ribadire che lo strumento di piano, qualora fosse male interpretato può tramutarsi da valorizzatore del territorio, ad una concreta fonte di rischi per lo sviluppo dell'area di riferimento.
Molti degli obblighi e delle modalità d'impiego di tutti gli strumenti di management territoriale di competenza degli Enti Locali sono prescritti da una serie di Direttive della UE. II lavoro svolto si è prodigato per l'individuazione dei contenuti più idonei alla gestione di un'area geografica tramite la trasposizione delle fasi del piano di marketing aziendale in chiave territoriale, corredata degli opportuni adeguamenti.
Anche Torino ed il Piemonte hanno riconosciuto la grande opportunità dei nuovi strumenti di gestione del territorio, proponendosi come pionieri nella dotazione di strumenti di city- management, ottenendo numerosi successi conquistati in virtù di sapienti operazioni di marketing territoriale.
Un successo emblematico è quello che ha portato Torino ad ospitare un evento olimpico di vasta portata, contribuendo all'attrazione di ingenti capitali ed alla possibilità di dotarsi di nuove e più efficienti infrastnitture urbane dagli elevati standards qualitativi.
E' stato l'evento che ha presentato Torino ed il Piemonte al mondo, con le sue Montagne e le sue Valli, la sua enogastronomia, la cultura, l'arte, i musei, l'architettura e la sua competenza organizzativa, tecnologica ed innovativa.
L'aspetto forse più rilevante riguarda sicuramente l'eredità che i Giochi Olimpici hanno lasciato al temtono in termini di entusiasmo, consapevolezza dei propri mezzi, riscoperta dell'orgoglio nazionale ed accrescimento del capitale umano.
Il lavoro ha tuttavia riscontrato anche delle criticità, sulla, base delle quali sarebbe utile aprire un dibattito per attivare un processo di auto-apprendimento, peculiarità del marketing relazionale.
Si assiste alla frammentazione delle responsabilità del marketing interno nei vari settori di competenza specialistica. Il risultato è una dispersione del marketing territoriale in una serie
di nuovi filoni disciplinari: il marketing delle organizzazioni no-profit; il marketing ndustriale; il marketing dei servizi; il marketing culturale; il marketing turistico; il marketing congressuale; il marketing sociale; il marketing relazionale.
Consapevoli dei successi e degli insuccessi registrati in questa prima tornata di pianificazione strategica e di marketing, le amministrazioni di Torino e del Piemonte si accingono ad intraprendere una seconda fase della, gestione manageriale dell'area.
Quale sarà il piano di marketing territoriale locale futuro?
Interessante a tal proposito sarebbe l'apertura di un dibattito che si proponga di individuare le nuove linee guida che il marketing locale potrebbe intraprendere, al fine di agganciare le opportunità che il 2° Piano Strategico ha tracciato per il conseguimento degli obiettivi di sviluppo dei prossimi anni.
In tale sede, potrebbe risultare proficuo considerare l'eventualità di un accorpamento del piano di marketing endogeno ed esogeno, forse anche promuovendo la gestione di un unico referente.
In termini di attrazione degli IDE, probabilmente si potrebbe discutere sull'opportunità di passaggio, dall'attuale strategia orientata ad un richiamo indiscriminato d'imprese di vari settori, ad una nuova strategia di fecalizzazione verso le sole aziende che hanno il proprio core-business nei key-sectors tracciati dal nuovo Piano Strategico.
Per via del suo approccio sperimentale, il presente studio potrebbe essere oggetto di disamina, poiché propone il contenuto di un nuovo piano di marketing territoriale, nel suo inedito sviluppo in chiave relazionale.
L'obiettivo prefissato e, probabilmente anche l'aspetto più innovativo della proposta, risiede nella verifica dell'ammissibilità della trasposizione delle singole fasi di un piano di marketing tradizionale alla specificità del territorio.
La proposta pone l'accento sull'aspetto relazionale del marketing territoriale, quale nuovo strumento per la realizzazione di una democratica partecipazione di tutti i partners territoriali verso il processo di scelta di una visione comune dello sviluppo locale, integrato e sostenibile.
Relatori
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