I del Carretto: radicamento territoriale e committenza architettonica nei secoli XII-XVI
Valentina Testa
I del Carretto: radicamento territoriale e committenza architettonica nei secoli XII-XVI.
Rel. Claudia Bonardi, Enrico Lusso. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2006
Abstract
Lo studio condotto ha inteso individuare un complesso processo di radicamento territoriale attuato dalla nobile casata dei del Carretto, la quale dal XII secolo in poi si affermò in ambito ligure-piemontese. Ereditato un cospicuo patrimonio feudale ed allodiale dall'ascendenza aleramica, la famiglia cercò da subito gli strumenti per insediarsi stabilmente in zone circoscritte e confermare il potere marchionale conferito dalle autorità superiori. Lo scacchiere politico locale risultò in realtà molto instabile. I marchesi dovettero subito soccombere all'emancipazione dei comuni di Savona e Noli, luoghi in cui non poterono più agire come pubblico potere. Persi i due fondamentali siti sulla costa ligure, volsero l'interesse ai territori d'oltregiogo; in queste zone furono però costretti ad interagire e a trattare con altre due entità comunali molto potenti: Asti ed Alba.
Nel contempo, la repubblica di Genova tentò di controllare sia l'affrancamento dei comuni sia l'affermazione marchionale, attuando una politica decisamente ambigua
Alleati con i marchesi di Monferrato e con i duchi di Milano, si comportarono al pari di uno "stato cuscinetto", riuscendo ad fissare le basi per un dominatus crescente nel tempo anche se circoscritto in luoghi ben precisi. In questo complicato panorama politico i del Carretto diedero il via ad un sistema di incastellamento puntuale ed organizzato lungo le direttrici commerciali, sebbene talora costretti a gravi cessioni patrimoniali. I marchesi trovarono altresì nelle fondazioni di villenove e di enti monastici gli strumenti per l'affermazione territoriale.
I siti di Millesimo e Finale videro la nascita dei due borghi e dei due castra che saranno fondamentali per la storia di questa famiglia.
Un'analisi puntuale è stata condotta dunque in questi luoghi, con Gorzegno, Cairo, Saliceto e Cortemilia. Un'indagine generale ha invece individuato gli insediamenti e le residenze carrettesche. Il risultato degli studi ha portato al affermare che la committenza carrettesca realizzò un'architettura del potere, che ebbe la sua più felice espressione a partire dal XV secolo.
Il patrimonio architettonico carrettesco è stato inquadrato partendo, per quanto possibile, da una bibliografia varia; successivamente i dati sono stati scientificamente integrati e sviluppati con i documenti dell'Archivio del Carretto di Millesimo e di Gorzegno, entrambi fondi dell'Archivio di Stato di Torino. In ultimo, un sopralluogo ha permesso un'analisi visiva delle strutture materiali ancora esistenti.
Relatori
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