INTRODUZIONE
Con l’entrata in vigore del nuovo codice degli appalti è stato introdotto l’utilizzo obbligatorio di software interoperabili per la progettazione di opere pubbliche. Questa novità si traduce con l’obbligo da parte dei progettisti di adoperare nuovi sistemi informatizzati per la produzione degli elaborati di progetto.
Seppur innovativi ed altamente tecnologici questi software interoperabili (BIM) non sono ancora diffusi come il tradizionale programma di disegno assistito e pertanto viene da chiedersi se l’adozione di tali programmi possa portare dei benefici ad uno studio di progettazione oppure, se l’imposizione apportata dal d.lgs. 50/2016, non sia conveniente per i progettisti data la giovane fase di sviluppo dei BIM software.
Fatta tale premessa, il lavoro oggetto della seguente tesi si prefigge 3 obiettivi principali:
1)Stabilire tramite l’analisi di un caso studio se effettivamente vi sia convenienza economica per uno studio tecnico la progettazione in BIM rispetto al sistema tradizionale CAD
2)Capire se sia possibile lavorare in 4D e 5D per poter realizzare un modello tale da poter essere sfruttato durante la fase di D.L. come ad esempio per l’emissione dei SAL
3)Capire se sia possibile generare un modello tale che, a lavori ultimati, sia in grado di fornire informazioni al committente in merito alle manutenzioni da effettuarsi ed effettuate tale da poter generare delle informazioni sulla durabilità degli elementi costruttivi e dei loro costi manutentivi.
Per meglio comprendere lo svolgimento del lavoro viene riportato a pagina seguente lo schema secondo il quale sarà articolata la tesi.