La costruzione di un edificio rurale, oggi, nel Monferrato Astigiano
Matteo Algieri, Alessandro Rolando Antonello
La costruzione di un edificio rurale, oggi, nel Monferrato Astigiano.
Rel. Guido Callegari. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2017
Abstract
INTRODUZIONE
L’obiettivo di questa tesi è quello di dimostrare quanto ancora ci sia da fare per la salvaguardia dei territori che senza alcun dubbio meritano di essere preservati così come le architetture rurali che li caratterizzano e connotano storicamente. Al contempo si cercherà di capire quali siano gli strumenti a disposizione dei progettisti per costruire manufatti ex novo che si inseriscano nel contesto in maniera armonica e rispettosa del paesaggio e della tradizione senza rinunciare a introdurre elementi innovativi tipici del proprio tempo. Il territorio preso in esame è il Monferrato, e più precisamente il Monferrato astigiano perché, nonostante molte delle sue terre facciano ormai parte del patrimonio mondiale dell’umanità Unesco, ancora oggi si costruiscono edifici che ne deturpano di fatto il paesaggio.
Nel primo capitolo si analizzerà il Monferrato che, insieme a Langhe e Roero, rappresenta per il Piemonte un vasto territorio con un'elevata qualità paesaggistico-ambientale dovuta a un'estensione di coltivazioni quantitativamente e qualitativamente unica nel panorama mondiale, in relazione all’eccezionale varietà e originalità di vitigni autoctoni. L'intero paesaggio poi è arricchito da cascinali sulla sommità dei rilievi collinari, abbazie, castelli associati a piccoli insediamenti rurali a loro volta connessi a città di grandi dimensioni (Asti, Alba, Alessandria, ecc.).
Questi territori sono ulteriormente segnati dal passaggio delle "Strade del vino" le quali, come definito dalla legge nazionale n. 268 del 27 luglio 1999 - Disciplina delle strade del vino - "sono percorsi segnalati e pubblicizzati con appositi cartelli, lungo i quali insistono valori naturali, culturali e ambientali, vigneti e cantine di aziende agricole singole o associate aperte al pubblico; esse costituiscono strumento attraverso il quale i territori vinicoli e le relative produzioni possono essere divulgati, commercializzati e fruiti in forma di offerta turistica.
Sono ben quattro quelle che interessano questo ricco territorio: Strada Del Vino Alto Monferrato, Strada Del Vino Astesana, Strada Del Vino Monferrato Astigiano, Strada Del Vino Colli Tortonesi.
E’ proprio dall'interazione e dall'intreccio di queste condizioni e caratteristiche che è derivata l'esigenza di tutelare e far riconoscere questi luoghi come patrimonio mondiale, inserendoli nella celebre WHL (World Heritage List) dell'Unesco. La stesura del dossier di candidatura fu affidata al SiTI (Istituto Superiore sui Sistemi territoriali per l'Innovazione) un'associazione senza scopo di lucro, costituita nel 2002 tra Politecnico di Torino e Compagnia di San Paolo. Tutta l'operazione, dall'iter articolato, ha coinvolto non solo i comuni direttamente interessati, ma anche quegli enti che operano nel territorio come i GAL (Gruppo di Azione Locale), la CIA (Confederazione Italiana Agricoltori), l'Osservatorio del Paesaggio per il Monferrato e l'Astigiano.
Nel secondo capitolo si ricercheranno e studieranno i caratteri tipologici e morfologici del patrimonio edilizio rurale, utili a riconoscere (e far riconoscere) una serie di aspetti caratterizzanti che, come tali, possono costituire elementi da tutelare e da valorizzare. Il motivo da cui scaturisce questa ricerca è dovuto anche alla convinzione che la qualità architettonica debba avere un valore di "bene collettivo" in cui deve esserci posto per le ragioni e le esigenze delle attuali generazioni, così come di quelle future, dando la dovuta ri-conoscenza, anche in fase progettuale, al paesaggio, al genius-loci in cui si va a operare.
Oltre ad affrontare e analizzare la cascina, come tipo edilizio e dell'abitare, si è in particolare posto l'accento sull’importanza del paesaggio (la sua definizione, il concetto nel corso del tempo e la conseguente legislazione in materia).
Nel terzo capitolo abbiamo deciso di studiare il progetto di un edificio rurale costruito ex novo, realizzato di recente nel Comune di Portacomaro in provincia di Asti, come caso studio da analizzare ed eventualmente utilizzare come esempio per delineare un percorso di buona progettazione e costruzione all’interno di un territorio fino a poco tempo fa candidato a diventare patrimonio dell'Unesco e che certamente merita di essere salvaguardato.
Nell'indagine di questo edificio, che ha comportato sopralluoghi, ricerche, acquisizione e produzione di una documentazione fotografica, incontri con il progettista, con la committenza, abbiamo scoperto l'esistenza di tre manuali, due di carattere architettonico e uno a sfondo naturalistico, (elaborati su proposta e coordinamento del GAL Basso Monferrato Astigiano nell’ambito del progetto Comunitario LEADER+), non destinati però alla fase di progettazione ex novo perché dedicati unicamente al recupero e non alla nuova costruzione di fabbricati di origine rurale. Probabilmente avrebbero potuto comunque essere di supporto al progettista che però non li ha utilizzati perché, all’epoca di inizio lavori, solo uno dei tre manuali era stato stampato e non erano ancora stati recepiti dal Regolamento Edilizio di Portacomaro come invece sarebbe accaduto di lì a poco. Difficile quindi esserne a conoscenza. Gli stessi manuali sono poi stati oggetto di un'attenta analisi da parte di un gruppo di lavoro, incaricato dalla Regione Piemonte, formato da alcuni docenti del Politecnico di Torino - Dipartimento di Architettura e Design. Questo monitoraggio ha messo in luce i punti di forza ma anche le criticità degli stessi. Essi hanno certamente gettato le basi per un modo corretto di recuperare, valorizzare e apprezzare l'enorme ricchezza ancora nascosta di cui dispone il territorio, non soltanto delle eccellenze architettoniche che costellano il Monferrato, ma anche di singoli e semplici elementi che il “saper costruire” di un tempo ha elevato a preziose tipicità. In tali manuali è stata prodotta una vasta documentazione cartografica e fotografica oltre alla formulazione di schede per avere un'indicazione generale relativa alla storia, allo sviluppo e alle principali risorse dei luoghi. Sono stati analizzati puntualmente i caratteri e gli sviluppi urbanistici dei diversi comuni dell'area interessata e sono state avanzate proposte, in base alle criticità e potenzialità riscontrate, di recupero, riqualificazione e valorizzazione dei vari aspetti esaminati. Nonostante ciò, il monitoraggio ha anche segnalato come a questi manuali manchi un certo grado di operatività, sono cioè difficilmente utilizzabili come guide per fare interventi corretti sulle costruzioni, non propongono strumenti facilmente traducibili nella pratica. Un discorso diverso va fatto per la guida di cui, invece, si è avvalso il progettista: “Indirizzi operativi per gli interventi edilizi in zona agricola - Guida normativa ed abachi esemplificativi". Questo manuale, sviluppato nell’ambito del Comune di Asti e recepito dal Regolamento Edilizio dello stesso comune come appendice all'art. 35bis già nel 2007, contiene intatti un intero capitolo dedicato alle modalità di intervento per le nuove costruzioni. Questa guida effettivamente ha fornito un supporto valido in fase di progettazione.
Nella stesura della tesi quindi, calando lo studio tipologico nel contesto specifico del territorio collinare di Portacomaro e Scurzolengo (comune limitrofo a Portacomaro), prendendo spunto dalle linee guida e dalle schedature proposte dai sopra citati manuali, abbiamo individuato degli specifici ambiti che sono diventati oggetto di un raffronto, sintetizzato in uno schema, tra le strutture edilizie della tradizione di Portacomaro e Scurzolengo e l’edificio oggetto d'indagine.
Tale approccio, a nostro avviso, potrebbe costituire, forse, un esempio di come un'attenta indagine preliminare possa portare a un lavoro di progettazione architettonica permeato di maggiore consapevolezza dei luoghi in cui si inserisce, cosa che, purtroppo, nonostante tutte le specificità e peculiarità territoriali siano meritevoli di essere salvaguardate, non sempre succede.
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