Il parco fluviale del Po tratto torinese. Analisi paesistico-ambientale
Morena Caredda, Emanuele Carlo
Il parco fluviale del Po tratto torinese. Analisi paesistico-ambientale.
Rel. Carlo Socco. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2006
Abstract
Il Parco Fluviale del Po nel tratto oggetto del nostro studio è delimitato a Nord dal Parco delle Vallere e a Sud dalla città di La Loggia.
La prima parte del lavoro è stata incentrata sull'analisi degli strumenti di Pianificazione che, a livelli diversi regolano il territorio, permettendoci di approfondire la conoscenza delle tematiche specifiche relative al paesaggio fluviale e delle sue problematiche. La fase successiva è stata incentrata sulla verifica delle reali condizioni in cui versa il tratto di Parco oggetto di studio; rilevando attraverso un'accurata campagna fotografica le criticità presenti nel territorio e le potenzialità di sviluppo dello stesso. Il paesaggio risulta discontinuo; ad aree dì elevato pregio naturalistico, come il meandro abbandonato della Lanca di Santa Marta e la confluenza del Banna, si alternano luoghi in cui l'intervento dell'uomo ha inciso profondamente sulla sua qualità. Ne sono un esempio i numerosi impiantì di cava disseminati lungo parte del percorso, dove i macchinari per il trattamento degli inerti e le varie linee di trasporto continuo presentano notevoli dimensioni e, seppur nascosti da sporadici filari di alberi, sono ben visibili dalla compagna circostante.
Anche le aree agricole, che fortemente caratterizzano la parte più a Sud del Parco riportano i segni di una antropizzazione massiccia e incontrollata.
Oggi, rispetto al passato, si sono perse le aree golenali che caratterizzavano il paesaggio agricolo: il processo di meccanizzazione della produzione agricola ha trasformato significativamente il paesaggio rurale, spingendo le coltivazioni fino alle sponde del fiume.
Il Po che entra nell'area metropolitana torinese scorrendo lungo Moncalieri è inserito in un paesaggio tipicamente perturbano. Oltre la tangenziale sud l'area protetta si restringe sensibilmente e lambisce i perimetri costruiti della città: per un lungo tratto, infatti, è sempre l'autostrada A6 a segnarne il confine orientale, mentre ad ovest il margine è delimitato dal canale della centrale AEM, in un contesto ancora in parte agricolo.
Occorre abbandonare la logica dello sfruttamento del suolo e delle sue risorse cominciando a "progettare il paesaggio".
Relatori
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