I luoghi del loisir borghese : le sale cinematografiche a Torino tra Ottocento e Novecento
Francesco Finotto
I luoghi del loisir borghese : le sale cinematografiche a Torino tra Ottocento e Novecento.
Rel. Annalisa Dameri. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2017
Abstract
INTRODUZIONE
L'argomento affrontato in questa tesi di laurea esprime l'intenzione di analizzare le strutture architettoniche relative al loisir borghese, inteso come tempo libero da dedicare agli svaghi e alla cura della persona e sviluppatosi in ambito urbano nel corso del XIX secolo, a Torino.
Dall'analisi del contesto socioculturale dell'epoca emerge che questa tematica coinvolge tutte le classi sociali con diversi risultati relativamente alla fruizione degli spazi urbani e architettonici.
Sono considerate strutture di questo tipo le sale cinematografiche, che si sviluppano in un contesto urbano di fine secolo già consolidato.
La periodizzazione della ricerca si estende dall'epoca di origine del cinema (1880 circa) alla fine del primo conflitto mondiale.
Nella fase iniziale le sale cinematografiche non possiedono una tipologia propria e utilizzano spazi per il tempo libero alternativi già esistenti come i teatri, i caffè concerto e i padiglioni di manifestazioni pubbliche (esposizioni internazionali, carnevali), mentre una vera e propria progettazione delle sale permanenti si consolida a partire dai primi anni del novecento.
Focalizzando l'attenzione sull'analisi architettonica dei progetti per cinematografo in ambito torinese nel primo novecento, si delinea uno scenario caratterizzato da tecniche costruttive innovative, rappresentate dall'impiego dei primi sistemi costruttivi in calcestruzzo armato, e da lessici architettonici di matrice tardo eclettica e liberty.
Dalla consultazione dei documenti d'archivio si nota che la localizzazione di queste strutture si estende capillarmente coinvolgendo aree centrali della città (dove la fruizione è di censo elevato), e aree periferiche utilizzate da classi sociali meno abbienti.
Altro aspetto analizzato nella presente ricerca è dato dal rapporto tra committenza e municipalità riguardo alle normative di igiene imposte dal Regolamento di Polizia Edilizia, perché molte strutture sono posizionate su un tessuto edilizio stratificato e dentro i cortili, come nel caso del cinema Garibaldi, considerato la prima sala cinematografica permanente e costruito all'interno di un cortile su una preesistenza.
Oltre all'analisi di varie sale dedicate a un pubblico alto borghese, collocate lungo l'asse di via Roma, si è analizzato il caso del cinema Ambrosio, costruito in palazzo Priotti dopo il 1910. In esso si concentra il complesso degli aspetti citati precedentemente sotto il profilo dell'uso di lessici architettonici, di materiali innovativi, di committenza elevata, di dibattiti e contenziosi con la municipalità e di interazione con la preesistenza urbana.
L'ultimo aspetto interessante rappresentato dal caso studio, ma estensibile a diverse altre sale anche minori, è il carattere polifunzionale delle strutture. Spesso infatti i cinematografi sono uniti a locali in cui si svolgono altre funzioni legate al loisir: patinoires, birrerie, caffè e residenze private ai piani superiori.
Il prolifico patrimonio di inizio secolo delle sale cinematografiche a Torino è andato quasi completamente distrutto per svariate ragioni, tranne nel caso dei cinema Eliseo (1913) e Ideal (1919). Sullo stesso lotto planimetrico di inizio secolo sono state costruite nuove sale cinematografiche negli anni trenta del novecento, presenti ancora oggi.
Relatori
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