Asti nell'ottocento : il nuovo centro cittadino e le sue emergenze architettoniche : il caso dell'Ala
Alberto Bosso
Asti nell'ottocento : il nuovo centro cittadino e le sue emergenze architettoniche : il caso dell'Ala.
Rel. Annalisa Dameri. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2017
Abstract
INTRODUZIONE
La città in cui vivi è la tua casa.
Asti è la mia, né troppo grande né troppo piccola, a misura d'uomo, in cui si respira una gradevole atmosfera segno di un passato nobile e prestigioso. Asti, che ha conosciuto momenti di grande floridezza economica conserva nel suo tessuto urbano un'atmosfera medievale in armonia con i cambiamenti urbanistici susseguitosi. Le sue emergenze architettoniche come torri, caseforti, palazzi e portici ottocenteschi, se osservati con uno sguardo attento, rappresentano una testimonianza tangibile degli eventi storici e dei cambiamenti socio-economici che sono stati fondamentali nel definire lo sviluppo urbanistico della città.
Per questo, rispettoso e consapevole che il passato è la fonte di ogni crescita culturale, ho deciso di vivere la mia città non come spettatore ma come cittadino le cui radici si innestano nel proprio luogo di origine.
Questo lavoro rappresenta la continuità di un processo precedentemente intrapreso di studio della città volto ad ampliare ed approfondire le mie conoscenze. La ricerca è tesa all'analisi del processo di trasformazione del tessuto urbano, avvenuto per tutto il XIX secolo, nella città di Asti. L'analisi parte delineando il passaggio da una realtà prevalentemente agricola a quella di importante centro commerciale con le relative esigenze urbane. La risposta della città al fenomeno di espansione, sia di tipo demografico che produttivo, sfocia nella realizzazione della piazza d'Armi, avvenuta con il piano Berutto nel 1840. Questo rappresenta un momento storico su cui riflettere, segno di una volontà di adattamento alle esigenze create da un'economia in rapido sviluppo in cui l'agricoltura continua ad essere elemento fondamentale, in stretta relazione alle prime aziende nate. Parallelamente alla formazione della piazza d'Armi, in risposta alle crescenti esigenze commerciali, viene realizzata l'Ala per pubblici mercati, pensata e voluta per diventare sede di scambio e fulcro della vita cittadina. La sua imponente struttura composta da un corpo principale suddiviso in tre navate diventa fondo o quinta scenica della neonata piazza. Addossato al corpo principale è realizzata, una struttura più bassa semicircolare che si sviluppa intorno ad una corte interna.
Per ricostruire il più fedelmente possibile le caratteristiche architettoniche e funzionali dell'edificio, di cui si ha una frammentaria documentazione, si è provveduto ad analizzarne altri analoghi, tra i più significativi ed importanti presenti in Piemonte.
La vita dell'Ala, a partire da pochi anni dopo la sua costruzione è caratterizzata dalla costante ricerca di una funzione compatibile sia con le sue caratteristiche architettoniche sia con il contesto circostante. L'iniziale volontà di riutilizzo dell'edificio, con l'instaurarsi del regime fascista, portò alla costruzione della Casa del Fascio in piazza Alfieri, ritenuto sito ideale sia per la posizione centrale sia per il contesto decorso e monumentale, comportando così la demolizione.
La finalità dello studio è quella di conoscere sulla traccia della storia passata la città attuale, ponendo particolare attenzione su un edificio che fu un indiscusso simbolo dell'Asti ottocentesca e della sua fiorente economia.
Relatori
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