La consapevolezza di una mancanza: dare luce ad un’area dismessa nell’ East London
Noemi Pepe, Elena Placenza
La consapevolezza di una mancanza: dare luce ad un’area dismessa nell’ East London.
Rel. Chiara Aghemo, Christian Wendel, Roberto Albano, Valerio Roberto Maria Lo Verso. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2017
Abstract
Il lavoro di tesi si propone di indagare, comprendere, scomporre, assemblare e di nuovo
scomporre una “mancanza”. Afferma dapprima una presa di coscienza, la consapevolezza
esperita e documentata di un’avvenuta trasformazione in negativo, dell’evanescenza di un
luogo, depauperato della funzione che per secoli ha ospitato, che ha perduto la sua
identità, il suo aspetto connotante e che è rimasto avulso dal contesto più prossimo.
È quindi una casella vuota nella combinatoria della città e in quanto tale non apporta un
contributo significativo all’intorno. La sua mancanza è poi impossibilità di autonomia,
insufficienza riflessiva (che ricade sul luogo stesso). La sua configurazione non costituisce
uno stimolo all’abitare. Rimane quindi luogo della precarietà, del transito,
dell’individualismo così com’è chiuso su se stesso.
Esso, in quanto mancanza, esige una presenza. La tesi racconta allora la possibilità che la presa di coscienza divenga presa di posizione e dunque azione che si concreta nella
creazione di relazioni tra formazioni spaziali, tra corpi e luoghi, tra attese e offerte. Si usa
pertanto l’espressione “dare luce” con la triplice accezione di mettere in evidenza, quindi
far conoscere, riportare alla vita, quindi riqualificare e illuminare.
L’elaborato affronta questioni inerenti un contesto più ampio dell’area oggetto di studio, la
realtà londinese, le peculiarità di un’unica grande entità dai mille volti, discontinua e anomala, elogio del contrasto. È il racconto di chi l’ha osservata da passante e vissuta da
cittadino (gli studenti hanno trascorso sei mesi a Londra per portare avanti la fase di
ricerca/analisi) e vuole comunicarne il caos latente, gli equilibri precari, le notevoli imprese
e le opportunità. Raccoglie una serie di casi studio, esperienze consolidate localizzate nel
capoluogo inglese aventi una serie di caratteristiche in comune con il sito di progetto e li
propone come linee guida per il processo di pianificazione. Introduce il binomio obiettiviazioni
che, tenendo conto in egual misura delle indicazioni di piano e delle constatazioni percettive, agevola la comprensione delle mancanze riscontrate in fase analitica e fornisce soluzioni puntuali e concrete. Traduce poi le azioni in “drammi” che hanno un luogo e un tempo definiti, in cui gli attori si muovono, instaurano relazioni, influenzandosi vicendevolmente. Il progetto si serve, per tale motivo, oltre che di planimetrie, di una serie
di viste, 5 diurne e 25 notturne, che ripropongono quel senso di intimità/familiarità, di possesso dei luoghi, di dialogo in-mediato e istintivo, dell’occhio che ha scrutato,
penetrato lo spazio, dello sguardo reiterato che si assuefa e si sazia di un nuovo scorcio.
Alle viste, rivelazioni, inattese e improvvise manifestazioni di luoghi, persone, attività, che
tentano di ricostruire simbolicamente l’idea dell’abitante che prende coscienza di sé nello spazio, si affida l’oneroso compito di chiarificare le intenzioni progettuali, di evocare
immagini altre.
La tesi si pone come percorso metodologico di indagine e trasformazione, offre, attraverso sequenze di suggestioni, l’illusione che il vuoto si possa riempire, che l’insufficienza possa essere colmata, che il negativo possa divenire positivo, la “mancanza della mancanza”.
L’intento è di restituire specificità ad un luogo, farlo rivivere attraverso nuovi spazi, nuove funzioni, la luce e di svelare l’altra faccia della Londra bi-fronte, quella dell’opportunità, della ricomposizione, dell’unitarietà, la cui vista è talvolta preclusa dalla pur reale
constatazione del decadimento.
Per ulteriori informazioni contattare:
Noemi Pepe, np.noemipepe@gmail.com
Elena Placenza, elena.placenza@hotmail.it
- Abstract italiano (PDF, 6MB - Creative Commons Attribution)
- Abstract inglese (PDF, 6MB - Creative Commons Attribution)
Tipo di pubblicazione
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