L'architettura come processo di filiera in ambito europeo : valorizzazione e innovazione tecnologica della risorsa legno in edilizia : il contributo piemontese per la valorizzazione della filiera corta e le risorse locali per la produzione di componenti strutturali in legno
Albana Lala
L'architettura come processo di filiera in ambito europeo : valorizzazione e innovazione tecnologica della risorsa legno in edilizia : il contributo piemontese per la valorizzazione della filiera corta e le risorse locali per la produzione di componenti strutturali in legno.
Rel. Guido Callegari. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2016
Abstract
Premessa
Ho scelto di intraprendere questo progetto di tesi per concludere il mio ciclo di studi in architettura rivolgendo l'attenzione di tutta la ricerca ad indagare il quadro di innovazione tecnologica che ha interessato le tecniche costruttive in legno. Costruire con il legno è una pratica condotta da sempre, ed è questione nota. Tuttavia il settore ha ritrovato nuova luce in particolare negli ultimi anni dopo un lento abbandono a causa dei processi industriali, della comparsa di nuove tecniche costruttive e soprattutto di nuovi materiali. Le emergenze e gli allarmismi rispetto a quanto prodotto finora dalla massificazione industriale, dallo sfruttamento eccessivo di fonti di energia non rinnovabili, dalle problematiche emerse a causa delle catastrofi naturali e soprattutto una crescente attenzione alle tematiche legate ad uno sviluppo sostenibile, hanno condotto a riscoprire il legno anche nel settore delle costruzioni. Certo, quanto prodotto dalla globalizzazione e dalle rivoluzioni industriali e scientifiche, sono state assimilate in questo lento processo che ha interessato l'architettura lignea poiché è proprio grazie alle nuove tecnologie sviluppatesi e di altre nuove alternative costruttive, diverse ma innovative rispetto a quelle tradizionali, che si può parlare di nuova vita per il legno.
Questa vuole essere una prima premessa per introdurre tutta l'argomentazione su cui verte la tesi, integrando quando detto, con la questione economica che necessariamente deve legarsi. Costruire con il legno ovviamente implica costi di produzione, di smaltimento e di lavoro, ma implica anche una correlazione con il mercato e il suo valore reale all’interno di un processo di cambiamento che ha interessato tutto il mondo. Se si guarda agli ultimi dati rispetto al settore delle costruzioni in Italia, anticipando quanto verrà trattato in seguito nel dettaglio con il "Rapporto case ed edifici in legno", studio condotto dal centro Studi Federlegno Arredo Eventi, per conto di Assolegno e pubblicato nel 2015, emergono numeri importanti ed incoraggianti per l'intero comparto delle costruzioni in legno. A fronte infatti di un trend in costante crescita è aumentato sia in numero di interventi (dal 2010 al 2014 si registra un + 7,7% con 3.025 realizzazioni), sia il volume di affari (nel 2014 il fatturato relativo a questo settore, ammonta a 658 milioni di euro, come evidenzia il Rapporto), apportando così una reale constatazione del potenziale economico che lega il legno al all'industria delle costruzioni e ai suoi obiettivi economici. Ovviamente un aspetto che nel mondo attuale ricopre una posizione importante, e che pone il nostro Paese a poter emergere in modo concorrenziale a livello europeo in termini di mercato con realtà leader per tradizione nelle costruzioni in legno come Germania, Regno Unito e Svezia per citare le tre nazioni europee che occupano le prime posizioni di una possibile classifica (in particolare queste hanno prodotto fatturati che superano il milione di euro, e la nazione tedesca è addirittura giunta ad un guadagno che arriva a toccare quasi il milione e ottocento mila euro), cui segue proprio l'Italia inquadrandosi al quarto posto addirittura sopra Austria, Finlandia e Francia. Dati assolutamente incoraggianti che si devono necessariamente collegare da una parte alla questione ambientale e di sostenibilità: se è vero che il legno è un materiale naturale, questo non deve però perdere il suo valore di naturalità rientrando in un processo industriale che gli consente di essere reimmesso nel ciclo con il suo utilizzo ed impiego, ma non deve essere il prodotto di un processo che danneggia e rende vano quanto invece riesce per le sue qualità a fare un materiale così. Allora questa è la premessa per inserire il settore delle costruzioni in legno in un processo produttivo di elementi e componenti che non siano il risultato di una filiera di trasformazione lunga, ma l'intero cambiamento deve legarsi ad una filiera corta, il più possibile locale.
Quanto emerso pone le basi per un'altra questione fondamentale: definire il ruolo delle imprese che si occupano di costruzione in legno. Il trend di crescita non necessariamente ha implicato ed implica tutt'ora che il volume di affari sia a beneficio di un'economia locale, ma la grande problematica del nostro Paese risulta dalla sua forte dipendenza dall'estero, a scapito delle realtà locali e certamente per gli aspetti ambientali: non basta avere dati con un segno positivo, bisogna anche dare un reale valore ad esso al di là dei numeri. Nonostante tutto, comunque, l'inversione di tendenza nel settore delle costruzioni è una questione effettiva, un dato di fatto. Tutti temi e argomentazioni questi, trattati nel corso della tesi in maniera più dettagliata e specifica, facendo emergere prò e contro.
Per affrontare in maniera completa la trattazione dell'architettura come processo di filiera in ambito europeo attraverso la valorizzazione e l'innovazione tecnologica della risorsa legno in edilizia, da cui prende il titolo tutta la ricerca, si procede per gradi. In anzi tutto viene fatto un inquadramento dell'area alpina in cui tutto questo risulta particolarmente sviluppato in Germania e Austria per quanto riguarda il settore sia delle costruzioni sia della filiera legno correlata, forti di una morfologia che risponde adeguatamente e alla presenza di imprese di medie e grandi dimensioni che negli anni in particolare dagli anni Settanta, sono cresciute sia in numero sia in capacità produttiva, immettendo come risultato sul mercato, presente e attivo, prodotti di altissima qualità con riscontri in termini economici e occupazionali. Leadership frutto anche di una tradizione culturale che ha saputo mantenersi viva negli anni e svilupparsi. Competitive in ambito europeo risultano anche Svizzera e Francia, ed in particolare la prima si trova molto più vicina alla situazione riscontrabile nelle due regioni prima citate, mentre la seconda solo negli ultimi anni si è avvicinata all’architettura di legno, che attualmente non è ancora forte allo stesso modo, come emergerà nel corso del capito che segue questa prima introduzione (capitolo 2, prima parte).
Dopo un primo inquadramento dei cosiddetti Holzcluster europei (letteralmente "rete" di legno), vengono mostrate le ricadute che questi hanno prodotto nel mercato dei componenti in legno per l'edilizia ma non solo, infatti rispetto a quanto prodotto e quanto presente in Svizzera, verrà anche mostrata l'innovazione che ha prodotto sempre rispetto a componenti, in questo caso non di carattere strutturale, quanto relativo al materiale
legno isolante, ed in Francia dove invece emergerà un'innovazione ancora più di tipo culturale, cultura legata all'edilizia in legno che non è stata presente da sempre sul territorio (capitolo 2, seconda parte),Da qui l'attenzione si sposterà dunque alla nuova vita del legno, la sua ri-generazione (capitolo 3), in particolar modo l'evoluzione innovativa in generale di elementi strutturali in legno per quanto riguarda dapprima i componenti che dall'utilizzo esclusivo tradizionale di legno massello, con l'innovazione tecnologica diventa prodotto ingegnerizzato con l'ottimizzazione sia dei processi di produzione che di lavorazione, andando ad ottimizzarne le qualità e riducendo peso e spessore fino ad eliminare i naturali difetti; verranno poi analizzate le innovazioni dei sistemi costruttivi strutturali sia pesanti sia leggeri, e l'ottimizzazione del materiale naturale studiando possibilità per contrastare le problematiche relative alla naturalità della materia che risulta sensibile agli attacchi fungini o di inseti oltre ai problemi di durabilità.
Da queste premesse su larga scala il focus si circoscriverà all'Italia, passando ad inquadrare la situazione in materia di edilizia in legno. Viene prima presentata la situazione del settore orientale italiano dove la vicinanza con le realtà europee è forte e l'influenza è sempre stata presente, oltre ad un diverso approccio culturale: si parla in particolare della regione del Trentino Alto Adige. In seguito, da considerazioni di carattere generale con un approfondimento rispetto allo studio prima citato condotto da FederLegnoArredo e la pubblicazione del "Rapporto case ed edifici in legno 2015", in cui emerge chiaramente come in Italia operino alcune aziende, quali falegnamerie ed imprese, per lo più piccole e medie, nate nei diversi territori regionali e molto spesso a conduzione familiare, che tutt'ora lavorano secondo le tradizioni e maestranze locali, anche se in alcuni casi è stata un'evoluzione seguendo il passo guidato delle nuove tecnologie e dai nuovi mezzi produttivi, ad un analisi più approfondita del tema legato al valore della creazione e presenza di filiere produttive corte, dalla situazione nel Nord Italia, con un confronto con quanto presente in Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, fino ad arrivare alla situazione della Regione Piemonte (capitolo 4).
Fatto questo inquadramento il focus verterà in maniera più consistente a quanto presente nel nostro territorio in materia di edilizia in legno legata ad una filiera locale e la possibilità di costruire una rete del legno, Cluster Legno, fondamentale se si vuole costruire una trafila produttiva locale delle costruzioni in legno, anche in Piemonte: quali sono state le tappe e qual è l'attuale situazione.
Sempre rispetto alla valorizzazione della materia prima autoctona si apre un'innovazione per l'Italia e la produzione di filiera: l'esperienza friulana di Samuele Giacometti che ha prodotto un nuovo approccio per l'industria e le imprese del legno (capitolo 5) con l'impresa condotta ormai quasi dieci anni fa di volersi costruire una casa totalmente in legno, cui hanno seguito dapprima la nascita di SaDiLegno®, e poi le Reti di Impresa 12 To Many.
Un approfondimento riguarderà poi il legno di filiera corta e certificata: cosa ha prodotto rispetto ai componenti in legno nell'industria italiana, e anche in questo caso ci sarà uno sguardo a tutte le regioni alpine (capitolo 6).
Analizzando la situazione del Piemonte, in fase di ricerca e studio, è emersa una situazione nuova e diversa nel Biellese, dove si sta cercando di attivare nel concreto un progetto che nel tempo ci si augura possa diventare va, un ciò che è ad oggi presente nel Pinerolese o nel Cuneese in parte, in materia di filiera locale e valorizzazione di componenti in legno per l'edilizia di provenienza locale (capitolo 7).
Il capitolo 8 poi, va oltre i territori settentrionali spostandosi a mettendo in luce la situazione della Toscana, regione italiana che nonostante non disponga di un patrimonio naturale come quello dei territori alpini, ha cercato di innovare il settore delle costruzioni in legno cercando di attivare una filiera locale.
Infine verranno fatte le considerazioni finali cui seguiranno alcune specifiche rispetto alla difficile situazione che da sempre ha interessato l'Italia da un punto di vista normativo, verranno poi riportati alcuni contribuiti che personalmente ritengo fondamentali a conclusione di un percorso formativo, quali i confronti con alcuni esponenti dei diversi settori in merito alla filiera legno; in fine ci saranno le conclusioni finali.
Relatori
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