La rivoluzione industriale e la sua influenza sul territorio e sull'industria biellese
Annachiara Varini
La rivoluzione industriale e la sua influenza sul territorio e sull'industria biellese.
Rel. Annalisa Dameri. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2016
Abstract
INTRODUZIONE
NASCITA DEL TERMINE: archeologia industriale in Italia
Lo sviluppo della cultura industriale ha portato a radicali cambiamenti all'interno delle città, a partire dalla fondazione dei primi insediamenti industriali.
Per quale motivo, però, sono stati utilizzati due termini di significato opposto? il primo proviene dalla sfera storica, quindi si riferisce di più a qualcosa che fa riferimento al passato ed a reperti ad esso collegati; invece il secondo ha un significato più legato all'economia ed allo sviluppo derivante dall'insediamento dell'industria all'interno della città. Il patrimonio acquisisce quindi importanza sia per il suo esterno e la sua struttura, sia per tutto quello che ha rappresentato nel corso della sua vita ed alle funzioni differenti da esso ospitate.
Che cosa intendiamo però noi oggi per archeologia industriale? Per archeologia industriale si può intendere tutto l'arco delle discipline attinenti all'ambito della ricerca e del progetto che si indirizzano alla conservazione ed al riuso, alla riscoperta ed alla valorizzazione dei reperti fisici e culturali, relativi alla storia della rivoluzione industriale.
Il metodo che sembra più opportuno seguire, per capire al meglio i processi che ci hanno portato al conio di questa nuova tipologia è una lettura integrata delle grandi mutazioni strutturali che hanno caratterizzato il rapporto tra uomo e natura, tra mondo naturale ed artificiale. Questo tipo di metodo è interdisciplinare e si occupa di studiare il periodo che va dalla seconda metà del Settecento fino ai giorni nostri. Infatti non basta indagare gli avvenimenti del passato, questo perché oggi ci troviamo in possesso di un patrimonio davvero vasto ed in stato di abbandono, dobbiamo capire come riportarlo alla vita, evitando di cancellare, nell'eventualità di una demolizione o di un crollo, una parte importante di storia di molti territori.
Lo studio non convergerà solo sui complessi architettonici, ma dovremo porre attenzione anche ai manufatti ed agli oggetti che sono stati coinvolti nel processo di trasformazione.
Lo scopo fondamentale di questa materia è la conoscenza, individuazione e localizzazione di monumenti e complessi industriali.
L’espressione archeologia industriale si forma nei primi anni '50 in Inghilterra. E' Michael Rix, professore dell'Università di Birmingham, che lo utilizza per la prima volta in un suo articolo, pubblicato nel 1955 dalla rivista "The Amateur Historian". Si tratta del primo utilizzo scritto, ma in realtà è da qualche anno che gli appassionati del settore utilizzano questa terminologia. Come l'Inghilterra fu una delle prime nazioni a subire una radicale trasformazione a partire dalla seconda metà del Settecento, non ci sorprende che siano sempre gli inglesi a pensare al recupero e riutilizzo del patrimonio industriale per primi.
Purtroppo dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando si iniziò a ricostruire, molti degli edifici strategici per il secolo precedente, vennero demoliti per fare spazio a nuove strutture che fossero più in linea con le funzioni ed i tempi; questo successe perché non si riusciva a trovare un nuovo utilizzo per quelli vecchi, e la demolizione sembrò essere la soluzione più sensata. In questa opera di demolizione venne compresa anche la stazione di Euston, in Gran Bretagna, e fu proprio in seguito a questa operazione che il paese prese in considerazione la questione del recupero e della tutela del patrimonio storico.
In Italia, il termine archeologia industriale, venne introdotto solamente una ventina di anni dopo rispetto alla Gran Bretagna, nel 1977. Fu allora che venne finalmente fondata la Società Italiana per l'Archeologia Industriale ; l'obiettivo alla base di questa società era il censimento dei beni culturali e del patrimonio industriale ed una loro eventuale rinascita, esattamente come era stato pensato dall'Inghilterra.
Relatori
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