Per un museo del giardino giapponese
Domenico Francesco Maccarone, Piergiorgio Pasquario
Per un museo del giardino giapponese.
Rel. Valeria Minucciani, Vittorio Defabiani. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2006
Abstract
Durante il percorso universitario, siamo venuti a contatto in diverse occasioni con il rapporto tra architettura e ambiente che ha colpito in modo particolare il nostro interesse. Facendo delle ricerche su questo argomento, abbiamo "incontrato" quasi per caso, dei libri riguardanti il giardino giapponese. Da quel momento la curiosità verso questa forma "d'arte" è andata crescendo al punto di prendere la decisione di farne una tesi.
Attraverso la lettura di questi testi, ci siamo resi conto della complessità dell' argomento, dovuta alla sostanziale differenza tra la nostra cultura e la loro, sia dal punto di vista filosofico-religioso che dal tradizionale rapporto verso la natura, basato sulla "venerazione" di tutti i fenomeni e gli elementi dell'ambiente. Durante il corso di museogratìa della professoressa Valeria Minucciani, abbiamo appreso il legame tra giardino e museo, «... La connessione tra giardino e studio diventa palese quando è proprio il giardino il luogo ove filosofi, medici e studiosi discutono: Museo si chiamava infatti il luogo dove insegnava Pitagora a Crotone; e dove ad Atene, insegnavano Piatone e Aristotele...I museia sono così i giardini del sapere,...» . Di conseguenza è maturato in noi il pensiero di congiungere le due cose, ovvero di fornire le basi per una lettura, se pur modesta, del giardino giapponese attraverso il museo che consideriamo un contenitore di arte, di culture e comunicazione, nonché un "organismo" vivo non solo statico e storico. Le idee iniziali per lo sviluppo del progetto si orientavano sulla sistemazione di aree per lo più all'aperto. Questa soluzione poteva essere valida solo da un
punto di vista emozionale ma povera di significati per la comprensione delle fondamentali nozioni, importanti per una giusta visione di questi giardini. A questo punto è stato logico pensare ad un involucro che contenesse al suo interno i giardini ed un sistema didattico-sensoriale per la loro comprensione. Il museo è organizzato in quattro macro sezioni costituite da sale espositive e contenenti al loro interno delle parti all'aperto occupate dai giardini. Inoltre abbiamo progettato un allestimento con il quale il visitatore possa interagire sia visivamente che sensorialmente attraverso degli accorgimenti, speriamo utili per chiarire il più efficacemente possibile il tema proposto nella sala.
Dopo alcuni sopralluoghi, la nostra scelta è caduta sul Parco delle Vallere, nei pressi dell'antica cascina omonima che grazie alla sua posizione strategica può essere inteso come una cerniera tra la città di Torino e la cintura e a sua volta parte del lungo Parco fluviale del Po. Inoltre la lettura del Piano d'area del 1995 ci ha portato a conoscenza che il Parco delle Vallere sarà interessato da interventi di valorizzazione, con strutture per attività didattiche, museali ed espositive, percorsi ciclabili e la rivalutazione di alcune sponde del torrente Sangone.
Questi motivi che per ora abbiamo brevemente elencato, ci sono sembrati di fondamentale importanza per la scelta della collocazione del Museo.
Relatori
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