Da Barcellona a Torino, tra piani strategici e grandi eventi
Valentina Verno
Da Barcellona a Torino, tra piani strategici e grandi eventi.
Rel. Cristiana Rossignolo. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2005
Abstract
In tutto il mondo le città sono divenute attori della scena internazionale, in grado di agire con una certa autonomia, competere e collaborare con altre città, di strutturarsi come nodi di reti complesse.
Spesso, di fronte a «sfide d'internazionalizzazione» non diversamente gestibili, con obiettivi di sviluppo locale e bisogno di attivare le risorse del sistema per realizzarli, le città ricorrono ad introdurre PIANI STRATEGICI, per andare oltre, gli schemi attuali di organizzazione del territorio e soprattutto di policy locale.
I Piani Strategici sono tipici strumenti di governance ed un segno dell'evoluzione delle città moderne, in cui cresce la flessibilità e diminuiscono le frontiere tra pubblico-privato, aumentano i processi decisionali orizzontali e le forme di partecipazione collettiva.
Parallelamente, per vedere i frutti di una trasformazione tangibile in tempi brevi, sempre più città stanno ricorrendo ai GRANDI EVENTI quale occasione da inseguire, quale fonte di risorse e di richiamo internazionale. In quanto appuntamenti capaci di attirare la presenza di un ingente pubblico e un'altrettanta attenzione dei mass-media, le loro ricadute superano l'ambito specifico dell'accadimento e la durata relativamente breve e contenuta, riversandosi sul territorio con impegnative infrastrutturazioni, costruzioni, trassformazioni urbane, comportando I'mplicazione di investimenti considerevoli, che possono essere resi a vantaggio della città ospitante, con un impatto ingente e multiforme, che coinvolge fattori di valenza economica, sociale e culturale: e si trasferisce in contenuti simbolici, identità culturale, valori sociali, messaggi politici.
Il presente lavoro prende le mosse da queste due ipotesi:
- Che i piani strategici urbani e metropolitani si dimostrino strumenti efficaci nel perseguire uno sviluppo urbano "al passo coi tempi".
- Che i grandi eventi, i grandi appuntamenti internazionali come le Olimpiadi,possano essere, per le città a vocazione competitiva, una rilevante linea strategica di apertura ai nuovi flussi della rete globale.
Il Piano Strategico sembra, per similitudine di obiettivi e ricadute, andare incontro a questo strumento, capace di essere motore e spunto di accelerazione dei processi di trasformazione e realizzazione di una vision condivisa della città.
Emerge il concetto di eredità intesa come insieme di effetti e tracce che un grande evento rilascia sul territorio ospitante e considerata dagli attori dello sviluppo locale come occasione di avvantaggiarsi della condizione di visibilità spinta che l'evento porta con sé.
Obiettivo della tesi è sondare e cercare dimostrazione della teoria secondo cui, in presenza e sinergia con un Piano Strategico, lo svolgimento di un Grande Evento possa essere messo a frutto nel migliore dei modi, amplificandone la ricaduta di sviluppo attraverso la linea guidata di una °vísion" precedentemente individuata e condivisa dal Piano Strategico, che inoltre può mettere al riparo dai possibili rischi di ricadute negative, programmando e apportando una gestione organica di svolgimento e effetti.
Nel cercare esempi di città in cui PS e Eventi siano già stati attuati con valida compenetrazione di tattica e azione, la trattazione individua, nel caso di Barcellona, un presunto esempio di buona pratica, da porre a riferimento a lato dell'attuale scenario torinese, a tratteggio delle probabili eredità consegnate dall'evento e la maniera migliore per gestirle nel prossimo II piano strategico.
Relatori
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