I residui industriali di via De Amicis, Collegno
PAOLA DI BONITO , XHULIANO LACINAJ
I residui industriali di via De Amicis, Collegno.
Rel. Mauro Berta, Luca Caneparo. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2016
Abstract
Il lavoro si concentra sui temi del riciclo architettonico e la rigenerazione urbana di edifici di origine prevalentemente produttiva, si propone sia una reinvenzione degli edifici, in termini formali e di riuso, sia la riattivazione delle relazioni con i contesti nei quali essi si collocano.
Il tema del riciclo architettonico per la rigenerazione urbana riguarda edifici e luoghi di origine produttiva abbandonati, in via di abbandono o oggetto di nuovi abbandoni potenziali, assumendo quale osservatorio privilegiato uno specifico territorio, che presenta casi di criticità.
La tesi propone strategie e azioni architettoniche per la riconversione funzionale e morfologica di aree e di edifici ordinari in spazi urbani densi di relazione.
Fondamentale il ruolo del progetto urbano, per la definizione di nuovi luoghi della città, basati sulla riqualificazione dello spazio pubblico e un ritrovato rapporto tra l'architettura dei manufatti e lo spazio della città. Questo percorso di progetto è coerente con l'idea di una politica di sviluppo dell'area che non coincida con l'espansione planimetrica: oltre alla conservazione dei manufatti, prende sempre più rilievo la rigenerazione dei manufatti privi di valore "culturale". Una rigenerazione non solo in termini formali ma soprattutto in termini di modi d'uso.
I paesaggi urbani contemporanei sono un insieme di frammenti che coesistono in un caos apparente, che è in realtà un ordine complesso.
Il lavoro s'incentra sui luoghi periferici e marginali costituiti dalle "aree del lavoro" miste ad unità residenziali, alcuni contenitori commerciali, parcheggi, infrastrutture e residui di elementi naturali.
Si tratta di spazi ampi, privi di identità, ripetitivi, deboli, ostili alle regole del mercato, pensati per le macchine e non per l'uomo. Spazi di natura complessa e contraddittoria.
Vengono descritti come spazi spazzatura, ricchi di potenzialità, ma considerati brutti da chi li vive, indifferenti per chi li attraversa.
La tesi si indirizza quindi su spazi ed edifici prevalentemente produttivi, i quali hanno la possibilità di essere reinventati, in termini formali e di riuso; intrecciare le ragioni dei paesaggi frammentati dell'urbanizzazione più recente con relazioni spaziali e funzionali complesse, esplorare, attraverso le operazioni proprie del progetto, le potenzialità della rigenerazione architettonica.
Relatori
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