L'emergenza abitativa temporanea
Silvia Paulillo
L'emergenza abitativa temporanea.
Rel. Guido Callegari, Valeria Minucciani. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2016
Abstract
INTRODUZIONE
Le parole di Le Corbusier e Mies Van der Rohe, illustri architetti del XX secolo che, nel tempo, sono stati punto di partenza della filosofìa progettuale degli architetti contemporanei, sottolineano l'importanza dell'abitare in relazione alle esigenze del tempo, poiché la casa ritorna ad essere elemento fondamentale e necessario nella vita dell'uomo.
Per questo motivo, l'obiettivo di questa tesi è quello di trovare soluzioni progettuali per l'emergenza abitativa.
In questi ultimi anni, le istituzioni si ritrovano a dover far fronte ad una delle problematiche più grandi della contemporaneità, ovvero garantire un luogo d'accoglienza per chi, sfortunatamente, ha perso la propria abitazione a causa di eventi catastrofici, guerre civili ed instabilità sociale nel proprio paese d'origine.
Attualmente la Croce Rossa Italiana e la Protezione Civile accolgono un numero indefinito di migranti che arrivano dal nord e centro Africa: Sudanesi, Nigeriani, Senegalesi ed Algerini sono tra quelli che sbarcano sulle coste del sud Italia dopo un lungo viaggio su barconi fatiscenti. La problematica della tratta dei migranti diventa sempre più una condizione da risolvere, non solo per l'illegalità della questione, ma anche, e soprattutto, per l'ospitalità che è necessario garantire: tutti gli esseri umani hanno diritto di avere un tetto sotto cui ripararsi.
Queste ragioni indirizzano la mia tesi sulla progettazione di abitazioni d'accoglienza temporanee, ragionando sulle condizioni di vita dei migranti e sulla tipologia di emergenza necessaria per risolvere il problema.
Il processo di stesura del mio elaborato parte dall'informazione e ricerca di tutte quelle condizioni che si ritengono necessarie da chiarire verso una soluzione. L'esperienza nasce grazie alla partecipazione di un workshop, un concorso di idee per la realizzazione di Biosphera 2.0 a cui ho personalmente partecipato. Sapendo che il modulo è una cellula tridimensionale minima (la superfìcie del modulo è di 25 mq) ed è stata concepita come la casa del futuro (è sostenibile ed autosuffìciente dal punto di vista energetico), mi sono chiesta, ad oggi, in quale condizione un'unità minima possa essere utile. Così inizia la ricerca sull'emergenza abitativa.
Grazie ad un'indagine storica ed alla costruzione di una linea temporale, mi è stato possibile individuare alcuni edifici significativi realizzati attraverso la composizione di moduli prefabbricati, realizzati per risolvere le problematiche di emergenza non solo sotto il punto di vista dell'ospitalità immediata, ma anche per ovviate la questione sulla crisi economica: con la prefabbricazione delle unità, l'affìtto dell'abitazione ha un costo ridotto rispetto ad un appartamento standard, permettendo, cosi, l'accessibilità per qualsiasi individuo.
La tesi si compone di tre capitoli: nel primo viene spiegato in quali occasioni l'abitazione temporanea risulta necessaria; nel secondo, viene illustrato l'escursus storico sull'abitare in spazi minimi e per quali occasioni sono state realizzate; nel terzo ed ultimo capitolo il caso studio da me preso in esame: il Centro Teobaldo Fenoglio, campo di accoglienza profughi gestito dalla C.R.I, dalla Protezione Civile e dal comune di Settimo Torinese, proponendo due tipologie di soluzioni abitative temporanee in relazione alle effettive necessità del Campo.
Relatori
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