Martina Ventrice, Valeria Vittone
Rilievo del patrimonio architettonico medievale dell'Anfiteatro morenico di Ivrea : San Giorgio Canavese : rilievo e valorizzazione di un patrimonio minore.
Rel. Pia Davico, Mauro Luca De Bernardi, Manuela Mattone. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2016
Abstract
Introduzione
Durante l'anno accademico 2014 -2015 abbiamo frequentato entrambe il corso di Atelier 'Compatibilità e sostenibilità del restauro architettonico" tenuto dalle professoresse Pia Davico, Manuela Mattone e Cristina Bonfanti, dove è stato affrontato il tema della salvaguardia del patrimonio architettonico culturale attraverso il coinvolgimento delle discipline del restauro, del rilievo e della rappresentazione. L'Atelier ci ha dato la possibilità di svolgere attività analoghe a quelle che una volta terminati gli studi saremo tenute ad affrontare. Il corso prevedeva la redazione di un progetto di restauro sostenibile per la conservazione e la valorizzazione di manufatti architettonici del Comune di Magnano in provincia di Biella, assicurando la manutenzione costante e la salvaguardia del patrimonio esistente. Il progetto prevedeva la compatibilità non solo all'interno del comune stesso, ma anche rispetto al territorio circostante, lavorando sia alla scala architettonica che a quella territoriale.
Questa esperienza svolta in ambito accademico, ci ha particolarmente coinvolte, tanto da voler trattare e approfondire con la redazione della tesi di laurea magistrale tali tematiche. Con l'aiuto della nostra relatrice Pia Davico, abbiamo dunque deciso di analizzare l'ambito dell'Anfiteatro Morenico di Ivrea (AMI), una realtà non lontana da quella affrontata in Atelier (in quanto Magnano è collocato sulla Serra di Ivrea, in un tratto del medesimo anfiteatro), ricercando in esso le testimonianze di un passato medievale che ne ha lasciato tracce oggi non sempre ben leggibili e valorizzate. L'obiettivo di questa tesi è infatti quello di partire dalla loro conoscenza per proporre una valorizzazione in grado di riqualificare una zona poco considerata turisticamente.
E' stato scelto l'Anfiteatro Morenico di Ivrea (d’ora in poi AMI), in quanto rappresenta un patrimonio naturale e paesaggistico di notevole rilievo: si tratta della più grande formazione del genere esistente in Europa, nonché quella che presenta una più marcata evidenza morfologica.
Grazie alle sue dimensioni e alle sue forme particolari, l’AMI venne infatti definito già nell’Ottocento "il più chiaro, il più parlante, il più imponente fatto geologico dell'alta valle del Po" (Gastaldi, 1869)1. La sua unicità risiede nel forte contrasto morfologico tra un'ampia e piatta depressione interna e le elevate cerchie moreniche che la circondano. In particolare la morena laterale sinistra, la Serra d'Ivrea, è la più caratteristica, in quanto spicca per la linearità formale ed imponenza, ed è la massima manifestazione della sedimentazione glaciale.
E' da evidenziare inoltre, come la singolare conformazione geografica dell'AMI abbia notevolmente influenzato nel corso del tempo l'uso del suolo e l’insediamento umano sul territorio. Attualmente le colline moreniche sono caratterizzate dalla presenza di estesi boschi, mentre la pianura interna e i territori circostanti presentano insediamenti umani più fitti e agricoltura intensiva.
Gli insediamenti dell’AMI sono per lo più piccole realtà insediative di origine medievale, di cui permangono ricetti, castelli, torri e mura. Nel corso del Medioevo infatti, nell'AMI sono sorte numerose costruzioni fortificate, attrezzate per la difesa delle popolazioni locali da incursioni esterne. Il centro del sistema feudale era il castello e attorno ad esso si sviluppò a poco a poco il borgo.
Tra le caratteristiche fondamentali di tali nuclei urbani possiamo notare il fatto che molti di essi erano rinchiusi entro una cinta di mura che li proteggeva da eventuali attacchi esterni. Testimonianze di questo passato sono le tracce oggi visibili, più o meno labili, sul territorio dell'AMI, importante patrimonio storico-culturale.
E' stato approfondito in particolare San Giorgio Canavese, per le sue peculiari caratteristiche: situato in una posizione strategica alle pendici della morena frontale ovest dell’AMI, in posizione centrale rispetto al Canavese, a metà strada quasi tra Torino e Ivrea (città note turisticamente) e facilmente accessibile dall'autostrada collocata in prossimità del paese.
Come nella maggior parte degli insediamenti dell'AMI anche San Giorgio presenta antiche tracce di un passato medievale tra cui il castello dominante il costruito e alcuni fragili resti frammentati nell'attuale centro storico. Nelle vicinanze permangono inoltre molti segni architettonici di quell'importante periodo storico e luoghi di richiamo turistico come la residenza ducale di Agliè a soli 6 km di distanza.
Partendo dalla conoscenza di quei due elementi che caratterizzano il territorio analizzato, AMI e tracce architettoniche medievali, la nostra tesi si propone di rafforzare le potenzialità attrattive delle singole realtà antropizzate o naturali, con la costituzione di una rete di nuovi percorsi tematici, nell'area contornata dall’AMI, alla ricerca delle tracce medievali, comprendendo non solo gli edifici più facilmente riconoscibili come di "valore", ma anche quelli in cui la lettura delle tracce sono ancora presenti, nonostante siano meno evidenti. Questo territorio possiede infatti un importante patrimonio storico-culturale e naturale a volte non abbastanza valorizzato perché in alcuni casi in condizioni di degrado. Anche se attualmente alcune di queste realtà hanno perso ormai il carattere originario, per via di successive stratificazioni del costruito che non hanno considerato i valori storico-architettonici, sicuramente in questo ambito naturale così particolare costituiscono un vero e proprio patrimonio da salvaguardare.
Il nostro intento è dunque quello di far conoscere al pubblico, anche non esperto, le storie dei piccoli nuclei difesi, magari non rilevanti se prese singolarmente, ma di grande valore se lette insieme, con confronti tra le loro analogie e differenze, come testimonianze di una storia medievale importante per quel territorio.
Uno tra questi è San Giorgio, vero e proprio esempio di piccolo nucleo non particolarmente significativo se considerato singolarmente, ma che all'interno di questa rete che si potrebbe creare sul territorio dell'AMI potrebbe avere maggiore possibilità di essere conosciuto e valorizzato.
Quella che ci si è presentata è stata dunque, una sfida, in quanto è sicuramente più semplice valorizzare un paese in cui le tracce medievali sono più facilmente identificabili, mentre risulta più arduo in una località in cui i segni sono fragili e deboli.
Il nostro obiettivo è infine quello di creare a San Giorgio un punto di riferimento per divulgare la conoscenza del territorio, creando un centro finalizzato alla scoperta di quei due elementi di caratterizzazione, l'AMI e l'architettura del Medioevo. La struttura è rivolta a famiglie e scuole primarie e secondarie di primo grado, dotata di sale espositive e laboratori didattici per avvicinare adulti e bambini a questi temi.
Inoltre, sono stati proposti dei nuovi percorsi a tema, alla ricerca di quanto rimane del passato medievale; oggi sulll1 anfiteatro morenico di Ivrea si sviluppano diversi itinerari di interesse principalmente escursionistico-paesaggistico tra le colline moreniche, i laghi, i fiumi, le torbiere e gli affioramenti rocciosi, con le montagne della Valle d’Aosta e del Gran Paradiso a fare da scenario, mentre sono meno diffusi itinerari di tipo culturale storico-architettonico. Uno degli scopi della nostra tesi è dunque quello di presentare itinerari legati a questi aspetti del territorio legandoci al già esistente sistema di itinerari escursionistici nella natura dell’Alta Via dell'Anfiteatro Morenico di Ivrea, formato da una traccia principale che segue l’arco collinare da Andrate a Brosso, alla quale si raccordano i percorsi di collegamento che partono dai paesi del Canavese, del Biellese e del Vercellese al di sopra e ai piedi delle colline moreniche.
La conoscenza e la tutela dei singoli nuclei stanno alla base del progetto. Tutti i centri urbani dell'Anfiteatro Morenico d'Ivrea meriterebbero di essere analizzati e studiati per comprendere come operare trasformazioni e sviluppi urbani senza stravolgerne i tessuti originari e rispettando i loro tipi edilizi storici.
Nel nostro caso però, abbiamo dovuto operare una scelta dei borghi da analizzare tenendo conto dei seguenti elementi:
- la loro presenza all'interno dei confini naturali dell'Anfiteatro morenico;
- la presenza all'interno di essi di strutture architettoniche documentate come castelli, castellazzi, torri, mura e ricetti.
La descrizione di ogni nucleo, volutamente sintetica, documenta le fasi più importanti della storia del borgo e dell'elemento storico-architettonico analizzato.
In conclusione il nostro progetto di valorizzazione del territorio dell’AMI propone un centro di conoscenza per la divulgazione dei temi dell'AMI e dell'architettura medievale e l'ideazione di nuovi itinerari tematici al fine di dimostrare come l’instaurazione di rapporti tra i diversi comuni possa incoraggiare e promuovere il paesaggio e il patrimonio storico-culturale "frammentato" sul territorio, nonché le politiche di sviluppo partendo dai singoli paesi.
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