La luce tra passato, presente e futuro : il quartiere EUR di Roma
Argun Paragamyan, Lodovica Valetti
La luce tra passato, presente e futuro : il quartiere EUR di Roma.
Rel. Chiara Aghemo, Annalisa Dameri, Rossella Taraglio. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2016
Abstract
INTRODUZIONE
Il progetto di luce è uno degli elementi fondamentali, sia in ambito urbano che architettonico, per caratterizzare un luogo, valorizzarlo, definire e trasmettere determinati messaggi all'utenza coinvolta. "Luce è la parola che più di ogni altra contiene significati fisici, simbolici, evocativi. Chiunque si occupi di luce non può prescindere da questa ricchezza di accezioni e, nel contempo, non deve mai perdere il contatto con la sua natura fisica, né dimenticare le sue relazioni con l'uomo e con l'ambiente". La tesi di laurea si pone come obiettivo la redazione di un progetto illuminotecnico a livello urbano per il quartiere Eur di Roma, e lo sviluppo di un focus progettuale su una delle emergenze architettoniche in esso ubicate: l'Archivio Centrale dello Stato. Il quartiere Eur, situato nell'area Sud della Capitale, rappresenta una zona peculiare della città, progettato in vista dell'Esposizione Universale prevista per il 1942 e mai inaugurata a causa della Guerra. Oggi è un museo a cielo aperto dell'architettura anni '30 ed è stato individuato come nuova piattaforma congressuale della città. Nonostante sia al centro del dibattito per lo sviluppo di Roma quale capitale internazionale e sia riconosciuto come uno dei principali poli cittadini, presenta numerose criticità, sintetizzabili nella scarsa valorizzazione del sito. In quest'ottica il progetto illuminotecnico si pone come soluzione in grado di legare tra loro i frammenti sconnessi che oggi compongono l'area, valorizzandoli e ricreando un sistema urbano complesso, vivibile e fruibile da una tipologia di utenza più ampia. La tesi prende avvio dalla partecipazione al concorso d'idee internazionale di luce a scala urbana URBAN LIGHTSCAPE: "Paesaggi della città contemporanea: la luce come elemento di connessione tra passato, presente e futuro". Il concorso, bandito da AIDI, in collaborazione con APIL, PLDC, Master Lighting Design "Sapienza" e Università Roma Tre, prevedeva l'elaborazione di un concept d'illuminazione per il quartiere di Roma Eur, in particolare per l'area denominata "Pentagono". Nel 2015, Anno Internazionale della Luce (International Year of Light 2015), ai partecipanti veniva proposto l'obiettivo di valorizzare il quartiere attraverso l'uso della luce. La finalità ultima da perseguire, secondo le direttive del bando di concorso, era quella di elaborare per il quartiere un sistema di illuminazione, relativo sia aH'ambito pubblico che a quello artistico e ambientale, rendendo intelligibile la città storica e creando connessioni tra tutti gli elementi generanti il sistema del quartiere, con particolare attenzione alla relazione tra antico e moderno in una dimensione urbana contemporanea (vd. Tav. 1). Nel bando veniva auspicato l'utilizzo di tecnologie ITC (informazione e telecomunicazione) e un approccio "smart" alla progettazione, al fine di rendere il quartiere sostenibile sia dal punto di vista energetico-ambientale che funzionale. Tali scelte avrebbero dovuto perseguire l'obiettivo di innalzare la qualità della vita, agevolando la fruibilità dei nuovi servizi e l'indotto produttivo generato da questi ultimi. Tra le finalità da perseguire in fase progettuale le richieste ponevano particolare attenzione: alla creazione di nuovi poli visivi, rilanciando l'area come nuova piattaforma congressuale e polo culturale; alla valorizzazione delle emergenze architettoniche (una o più a discrezione del progettista) integrando nuovi aspetti moderni e tecnologici all'architettura anni '30, creando connessioni tra passato, presente e futuro; alla concezione dell'area come un sistema di reti interconnesse, coordinate tra loro, perseguendo l'approccio "smart city"; alla riqualificazione dei percorsi di connessione tra le emergenze architettoniche e le aree di aggregazione. Ai fini della partecipazione al concorso sopra citato, come da richieste, è stato elaborato un masterplan per l'illuminazione urbana, relativo all'intera area pentagonale occupata del quartiere, ed un approfondimento progettuale sullo spazio esterno antistante al palazzo dell'Archivio Centrale di Stato (vd. Fig. 1-2). La tesi è stata sviluppata a partire dall'idea preliminare emersa dalla partecipazione al concorso, rielaborandola, al fine di pervenire a un suo approfondimento, sviluppato ad un maggior grado di dettaglio. Il percorso di lavoro che è stato seguito ha portato alla suddivisione dell'elaborato finale in due sezioni. Partendo dal presupposto che un progetto nasca dalla conoscenza del luogo in cui ci si trova ad operare, la prima parte della tesi è stata dedicata all'analisi dell'area, nelle sue varie accezioni. La seconda sezione è invece occupata dal progetto vero e proprio: il masterplan relativo all'illuminazione urbana del "Pentagono" e il progetto di dettaglio per l'illuminazione esterna dell'Archivio Centrale di Stato e dello spazio ad esso antistante.
Durante la prima fase di analisi è stata esaminata la successione di eventi che, a partire dagli anni '30 del Novecento, ha condotto al progetto originale del quartiere e al suo sviluppo nel corso dei successivi decenni, fino ai giorni attuali (cap. 1 e 2). Il quartiere Eur è stato profondamente segnato dal contesto storico in cui si è sviluppato e presenta, entro i suoi confini, tracce concrete testimonianti gli eventi dell'ultimo secolo. Lo studio delle sue origini, degli intenti decisionali che ne hanno segnato le diverse fasi, i punti di forza e debolezza del sistema attuale, hanno permesso di costruire un quadro generale di conoscenza dell'area e della sua storia, punto di partenza fondamentale per contribuire consapevolmente alla sua valorizzazione. L'esame del percorso storico che ha accompagnato l'evoluzione del quartiere e la conoscenza dello stato attuale in cui esso si trova è stato sviluppato tramite una ricerca bibliografica e, parallelamente, attraverso una raccolta di documenti di varia natura, prodotti nel corso degli anni. Una sintetica raccolta di questi ultimi (cap. 3) genera una lettura del quartiere parallela e alternativa, estrapolata da editoriali e articoli tratti da quotidiani, periodici e riviste di settore, immagini e documenti d'archivio, fotogrammi attinti dalla filmografia. La raccolta e la catalogazione di tale materiale, databile a partire dagli anni '30 fino ai giorni nostri, ha permesso di generare una lettura critica del quartiere, a più voci, e un confronto tra fonti relative a periodi storici e Paesi differenti. Nella fase di analisi ci si è soffermati in seguito sui Piani per il territorio (cap. 4), concentrandosi sulle indicazioni specifiche fornite per l'area. È stato analizzato il Piano Regolatore Generale per la città di Roma nella sue successive declinazioni storiche, ponendo l'accento su come siano cambiati i vincoli normativi per l'area, fino ad arrivare all'esame della normativa vigente. Ai fini della progettazione di un sistema funzionale di illuminazione urbana per il quartiere, sono stati analizzati anche tutti quegli strumenti del PRG utili ai fini di ottenere una gerarchizzazione degli spazi, in particolare della viabilità. Operando in un contesto in cui sorgono importanti esempi di architettura dell'ultimo secolo e aree verdi generate da progetti relative all'Esposizione del 1942, è stata analizzata la normativa nazionale relativa alla tutela dei beni culturali e del paesaggio, ai fini di riconoscere i beni e le aree sottoposte a vincoli, operando in conformità con essi. Ai fini di una progettazione consapevole e per consolidare una metodologia da seguire, sono stati ricercati e analizzati progetti di luce già esistenti, sia per l'area in questione che altrove (cap. 5). Il primo strumento analizzato è stato il Piano Generale dell'Illuminazione Ambientale della Città di Roma, elaborato da ACEA6 e dal gruppo di lavoro coordinato dal prof. arch. Corrado Terzi, che ha permesso lo studio e il confronto con uno strumento elaborato da professionisti del settore per la gestione della “regia dell'illuminazione" per la Capitale in occasione del Giubileo del 2000. In particolare ne è stato trattato l'approccio metodologico e le sezioni dedicate all'area dell'Eur. Il secondo strumento esaminato, essendo la città di Roma priva di un PRIC, è stato il PRIC della città di Torino. L'approccio del Piano della luce di Terzi e quello del PRIC di Torino sono stati confrontati tra loro ai fini di farne emergere le differenze di approccio e sviluppo. Sviluppato al termine della prima fase un quadro di riferimento completo, la seconda sezione della tesi segue l'elaborazione del progetto vero e proprio. Sulla base delle conoscenze assodate grazie alla precedente analisi, il quartiere Eur è stato studiato dal punto di vista morfologico, sociologico e percettivo, con l'obiettivo di generare uno schema di lettura che potesse diventare base per lo sviluppo del progetto illuminotecnico (cap. 6). Elaborando tutte le considerazioni emerse dai processo di conoscenza e sintetizzandole in schemi di lettura, per l'area è stato elaborato un progetto per un masterplan d'illuminazione urbana relativo al pentagono dell'Eur (cap. 7). Tale progetto scaturisce direttamente dall'analisi del quartiere sviluppata in precedenza e persegue come finalità ultima quella di valorizzare un'area della città dalle molteplici potenzialità, che oggi non è vissuta e valorizzata in modo completo e soddisfacente. Il progetto di luce si pone naturalmente obiettivi funzionali, legati al traffico veicolare e pedonale e al soddisfacimento delle esigenze fondamentali di orientamento e sicurezza. A tale illuminazione di fondo si sovrappone il tentativo di sfruttare la luce artificiale per generare una gerarchia nella percezione, accentuando i punti su cui si vuol far convergere l'attenzione dell'osservatore, selezionando e differenziando alcune aree al fine di creare gradienti di intensità9. L'illuminazione pubblica in tal modo si carica di significati, divenendo elemento che seleziona, amplifica, esclude, definendo una nuova immagine della città. Il metodo di lavoro che è stato seguito può essere sintetizzato in una serie di fasi successive, che traggono origine dai ragionamenti sviluppati sulla base della conoscenza dell'area. Dall'evoluzione storica del progetto per il quartiere e dall'analisi della situazione esistente, sono state messe in evidenza le caratteristiche morfologiche dell'area e le emergenze architettoniche in essa presenti, le attività e la tipologia di utenza. Tramite un sopralluogo sono state effettuate misure e rilevazioni sul campo per definire il quadro attuale dell'illuminazione urbana, evidenziandone criticità e problematiche. È stata studiata la legislazione e la normativa tecnica di riferimento, ai fini di determinare un quadro di requisiti attesi, ovvero le finalità del progetto. Completato il quadro generale che stabilisce gli obiettivi è stata ipotizzata una scena illuminotecnica, anche tramite lo studio e il confronto con altri progetti. Parallelamente allo studio del progetto d'illuminazione urbana, sviluppato a livello di masterplan, e mantenendo la stessa metodologia di lavoro, è stata selezionata la zona dell'Archivio Centrale dello Stato (cap. 8), architettura monumentale e peculiare all’interno del quartiere, per sviluppare un approfondimento progettuale che traducesse a un grado di dettaglio maggiore i ragionamenti già sviluppati in precedenza e che permettesse l'applicazione del progetto di luce a un'emergenza architettonica. Particolare attenzione è stata prestata al tema del colore della luce, in quanto elemento espressivo in grado di cambiare la percezione di uno spazio o di un'architettura. Il progetto di tesi in definitiva persegue l'obiettivo di proporre un progetto illuminotecnico in grado di ridar vita a un sistema urbano oggi compromesso, denso di potenzialità non sfruttate e bisognoso di un processo di valorizzazione virtuoso. Parallelamente alla fase progettuale e alle ricerche a essa connesse, la tesi è stata occasione per lo sviluppo di un ragionamento critico sulla metodologia di lavoro relativa alla partecipazione a un concorso di idee. Si è tentato, guardando agli esiti finali del concorso Urban Lightscape ed esaminandoli criticamente (conclusione), di analizzarne i tratti peculiari e sviluppare alcune riflessioni sul metodo di lavoro che impone il relazionarsi a un concorso internazionale d'idee.
- Abstract in italiano (PDF, 588kB - Creative Commons Attribution)
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