Laura Perniola
Spazi pubblici e usi temporanei : il caso studio di East End London.
Rel. Alfredo Mela. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Paesaggistico-Ambientale, 2016
Abstract
Lo spazio pubblico è il teatro in cui si svolgono le attività dell'abitare collettivo nel tessuto urbano. Il suo ruolo è cambiato nel corso del tempo, assumendo via via diverse finalità. Nell'attuale fase storica, dominata dalle tecnologie, dalle interazioni virtuali, dal rifugio all'interno della sfera privata, da conflitti di diversa natura, si può costatare che gli spazi pubblici stanno affrontando una fase di crisi dovuta a diversi fattori, che si cercheranno di riassumere nel corso della trattazione, mostrandosi così come spazi spesso degradati che necessitano di essere riattivati non solo per motivazioni fisiche, economiche e politiche ma anche e soprattutto per ragioni sociali.
È necessario puntualizzare che lo spazio pubblico a cui questa tesi si rivolge è quello spazio che manca di una propria caratterizzazione e identità, esterno al centro storico e ai margini delle grandi trasformazioni urbane, lascito della dismissione industriale, dell'abbandono, della suburbanizzazione, dell'enormità dei cambiamenti avviatisi con la globalizzazione e, più recentemente, della crisi economica mondiale
Lo spazio pubblico è un elemento centrale del dibattito sulla città contemporanea in quanto concorre a determinare la qualità della vita urbana. Costituisce poi una tematica rilevante delle discipline urbanistiche e sociologiche poiché ragionare sullo spazio pubblico significa ragionare sulla città e viceversa, in quanto lo spazio pubblico rappresenta la città stessa e quest'ultima costituisce lo spazio pubblico per eccellenza; attraverso il suo progetto si rafforza la dimensione pubblica e sociale della città contemporanea.
Da un punto di vista teorico, l'analisi delle trasformazioni dello spazio pubblico permette di studiare i cambiamenti sociali e spaziali che avvengono nella società attuale, le motivazioni della crisi di tali spazi e, in generale, le dinamiche relazionali che si instaurano tra persone e luoghi. Più concretamente, nello spazio pubblico si rendono manifeste le tensioni, le contraddizioni, i conflitti che interessano il mondo contemporaneo e sono un riflesso sia delle dinamiche globali sia locali [Mela, 2014]. Questi sono gli aspetti che saranno in seguito sviluppati, anche per mezzo di alcune principali dicotomie, a volte implicite altre volte esplicite, quali pubblico/privato, formale/informale, collettivo/individuale, inclusione/esclusione, centro/periferia, comunità/economia.
L'attenzione però non è esclusivamente concentrata sullo spazio pubblico ma anche su una particolare strategia e modalità con cui esso può essere riattivato e plasmato, limitandone il declino e i conflitti; si tratterà cioè di usi temporanei. L'interesse verso tali tematiche nasce dall'esperienza di tirocinio che ho svolto a Londra presso public Works, organizzazione no profit nonché studio di architettura localizzato in Hackney Wick & Fish Island, nell'East End, all'esterno della City. 11 campo di attività dello studio è proprio lo spazio pubblico: attraverso l’arte e l'architettura public Works sostiene la costruzione dello spazio tramite la creatività e le conoscenze dei suoi utilizzatori e supporta la riappropriazione e la rigenerazione dei territori di HWF1 da parte dei suoi abitanti. Gli spazi vuoti e abbandonati, il recupero dei materiali, la condivisione di pratiche e conoscenze, la cittadinanza attiva, i network degli attori e delle pratiche, i progetti di durata temporanea costituiscono il fulcro dei progetti di public Works. È proprio in quest'ambito che mi sono avvicinata in modo diretto alla costruzione sociale dello spazio pubblico ma, in particolare, alla questione degli usi temporanei come metodo per riqualificare territori marginali e frammentati e ai casi studio proposti in questo elaborato.
"L'uso temporaneo nasce dalla consapevolezza di una vita limitata; uno stadio di passaggio tra la destinazione d'uso dismessa e quella futura. È uno stato provvisorio che si materializza quando l'uso originario di un sito è stato superato ed il suo progetto per il futuro è ancora indefinito; così nel frattempo lo spazio può essere utilizzato a condizioni convenienti" (Iacomoni, 2015, p. 103). I progetti temporanei, o temporary projects o interim uses, di cui si scriverà in questa tesi non sono i progetti di grandi dimensioni, che trasformano ampie porzioni di territorio in seguito alle scelte di autorità ed enti pubblici e privati e l'impiego di ingenti investimenti (come avviene con Esposizioni Universali e Giochi Olimpici), ma progetti puntuali, di agopuntura urbana (Lerner, 2014), che possono assumere forme diversificate e che richiedono minimi investimenti, coinvolgono o sono avviati e gestiti dalla popolazione, da attori del privato sociale, dalle associazioni presenti sul territorio e mirano ad intervenire nello spazio in attesa, sospeso,
degradato, abbandonato, non accessibile dalla popolazione perché insicuro, privo della funzionalità e dei diritti che invece dovrebbe garantire. Tramite gli usi temporanei lo spazio pubblico diventa un laboratorio urbano e sociale dove nuove idee e nuove soluzioni vengono inventate e sperimentate grazie al diretto, e a volte esclusivo, coinvolgimento degli abitanti, generando forme inedite di comunità e spazi pubblici. La riattivazione di spazi in attesa tramite gli usi temporanei genera non solo attivismo sociale, incontro, interazione, inclusione, senso di sicurezza ma può anche stimolare altre progettualità locali inaspettate di auto-organizzazione della città nel tessuto esistente.
Come si vedrà i progetti temporanei favoriscono la nascita di economie informali e valori sociali condivisi ricoprendo un ruolo di rilievo nella città contemporanea poiché rispondono alla richiesta di flessibilità e consegnano alla comunità gli spazi del quotidiano, da rigenerare secondo le loro specifiche necessità e volontà. Il risultato è la costruzione di spazi accessibili, vivibili e vitali, in cui si ristabilisce il legame tra i cittadini e tra questi e lo spazio stesso fornendo nuova funzionalità e identità. Lo spazio, prima scartato ed escluso, diviene così luogo (che è valore aggiunto dello spazio stesso).
I quesiti su cui la prima parte della tesi intende riflettete sono:
Qual è la funzione degli spazi pubblici nella città contemporanea? Quali dinamiche urbane e sociali si osservano al loro interno? Come può essere mitigata l'attuale situazione di crisi di tali spazi?
A questi si aggiungono quelli posti per sviluppare la seconda parte, e cioè:
In un contesto di generale difficoltà economica e pianificatoria dei governi, possono gli usi temporanei essere una soluzione per intervenire nello spazio pubblico? In che modo? Quali valori mettono in moto?
La vasta letteratura di riferimento alla base delle riflessioni qui proposte si muove nel campo dell'urbanistica, della sociologia, dell'economia, della politica, della filosofia ma è in particolare sulle discipline urbanistiche e sociologiche che si inserisce la presente trattazione.
La prima parte della tesi intende ragionare sul legame tra la città contemporanea, lo spazio pubblico e la diversità di cui si compone la comunità attuale. Il primo capitolo sarà rivolto alla città per come oggi si presenta e prende quindi le mosse dal processo che ha contribuito al passaggio dalla città industriale a quella contemporanea, o post-industriale, e dalle dinamiche economiche, sociali e spaziali che si sono sviluppate al suo interno e a seguito del fenomeno della globalizzazione. Nonostante, infatti, tali sviluppi siano avvenuti e avvengano con ritmi differenti, assumono modalità simili nei diversi Paesi europei. In particolare saranno fatti richiami all'incertezza economica mondiale, al numero crescente di vuoti urbani, alle città globali di Saskia Sassen e al marketing urbano, alla gentrification, ai nuovi mezzi di comunicazione, alla necessità di flessibilità, socializzazione e risoluzione dei conflitti; l'attenzione si sposta quindi dalla città materiale, costituita da edifici e infrastrutture, alla dimensione sociale della pianificazione, alle comunità, ai network e alle relazioni che si sviluppano al suo interno.
Nel secondo capitolo i ragionamenti verteranno sullo spazio pubblico e saranno inizialmente presentati alcuni concetti sviluppati nella "Carta sullo Spazio Pubblico" (Biennale dello Spazio Pubblico, 2013), documento che esplora la dimensione pubblica dello spazio urbano contemporaneo nella cultura occidentale. Ai diritti che tale spazio deve garantire (tra i quali accesso, libertà di azione, appropriazione e conoscenza) e all'insito conflitto pubblico/privato seguirà poi la riflessione sull'eterogeneità e sulla multiculturalità della popolazione, caratteristiche che richiedono la continua reinvenzione e reinterpretazione dello spazio poiché ogni pubblico ha ambizioni e sentimenti differenti ed è la loro coesistenza la sfida a cui le città contemporanee devono rispondere attraverso il progetto dello spazio pubblico. Il capitolo si conclude con la panoramica sui principali problemi a cui la città contemporanea deve far fronte e che rappresentano i fattori di degrado dello spazio pubblico. La rinascita è però possibile e sta avvenendo tramite la sperimentazione di pratiche bottom-up creative per la riappropriazione dei luoghi, procedimenti inclusivi e partecipati, coinvolgimento della società quali, ad esempio, interventi di agopuntura urbana (Lerner, 2014), di estensione limitata, come gli usi temporanei.
La seconda parte della tesi è quindi dedicata agli usi temporanei e ai casi studio che permettono di comprendere come tali progetti si sviluppino nella pratica urbana e i valori che essi determinano. Il terzo capitolo definirà quindi cosa sono gli usi temporanei, le relative caratteristiche (durata, spazi, strategie di utilizzazione dei siti, attori, risorse e strumenti) e gli effetti positivi che questi possono portare alle comunità e ai luoghi (benefici fisici, sociali, economici), sia alla micro-scala sia all'intera città. Strettamente legato a questo argomento è il processo di placemaking, approccio che riprende gli studi di Jacobs e Whyte per definire un modello innovativo di sviluppo urbano e gestione degli spazi pubblici tramite processi bottom-up, guidati dalla comunità e incentrati sulle persone, per migliorare la qualità di vita di un quartiere e, per estensione, della città. A ciò segue un focus sulla letteratura accademica, recente e in continua evoluzione, che è stata prodotta sul tema degli usi temporanei; è in particolare a partire dall'anno 2000 che la riflessione viene avviata da studiosi quali Overmeyer e il gruppo Studio Urban Catalyst che esaminano le caratteristiche degli usi temporanei, in particolare tramite casi studio provenienti dal panorama berlinese, e il loro potenziale, da sfruttare nelle politiche culturali, sociali ed economiche delle città. Un richiamo sarà poi rivolto all'Handmade Urbanism che sostiene l'importanza dell'attivismo dei residenti locali, inteso come fare e saper fare, per contribuire al cambiamento fisico e sociale di un quartiere.
Per comprendere nella pratica come gli interim use nascano e agiscano sul territorio e sulla comunità sono proposti alcuni casi studio in Hackney Wick & Fish Island. Prima di questi, però, sarà necessario presentare sinteticamente, nel quarto capitolo, il sistema di governance e gli obiettivi della pianificazione inglese, per poi indagare il processo di rigenerazione dell'East End dagli anni '80 ad oggi, in particolare quello per i London 2012 Summer Olympic Games, in cui, come si vedrà, HWFI è stato direttamente coinvolto e che ha criticato e opposto a causa dello sviluppo capitalistico e della gentrification che il mega evento avrebbe e ha determinato. Le Olimpiadi, infatti, ovunque siano ospitate, costituiscono un catalizzatore di processi di rigenerazione e trasformazione della città e, contemporaneamente, una sfida significativa alle politiche locali e alle popolazioni a causa della loro natura fortemente economica e mirata al profitto.
Il quinto capitolo sarà dedicato al contesto di HWFI, luogo di produzione creativa e innovativa che affonda le radici nel suo passato industriale ed è ricco di progetti di durata temporanea, sostenuti oggi anche dalle autorità di pianificazione, che promuovono sperimentazione e partecipazione collettiva nella costruzione dello spazio. I due casi studio di Frontside Gardens, skatepark con funzione di social hub, e di Hub 67, con funzione di community hub, costituiscono esempi di successo di interim uses per ispirare e replicare esperienze di questo genere che hanno il merito, tra gli altri, di rispondere alle necessità della popolazione, riattivare e riqualificare spazi non utilizzati grazie al coinvolgimento sia diretto sia indiretto dei cittadini, promuovere il recupero dei materiali, la creatività, l'inclusività e la flessibilità. Alcune domande rivolte al direttore di public Works permetteranno, infine, di tracciare una sorta di bilancio riguardante queste esperienze.
Il presente lavoro intende riflettere e far riflettere sulla necessità di tutelare e curare lo spazio pubblico, risorsa che è stata, è e sarà in grado di sostenere i processi evolutivi della città; esso è una componente fondamentale per la costruzione della sfera pubblica, della vita urbana e del funzionamento democratico della città.
La riqualificazione e la riappropriazione degli spazi pubblici è un'esigenza presente nelle comunità, che stanno perdendo la propria dimensione pubblica a causa delle dinamiche del mondo contemporaneo. Tramite pratiche progettuali innovative dello spazio pubblico quali gli usi temporanei, che sono entrati di recente a far parte dei discorsi di pianificazione urbanistica, è possibile esplorare i fenomeni urbani, far fronte alle trasformazioni culturali in corso e plasmare la città contemporanea facendo interagire le domande, i bisogni, i desideri espressi, mutevoli, frammentati e a volte contrastanti, della popolazione. L'uso temporaneo degli spazi pubblici è una risorsa ancora in gran parte inesplorata e le modalità con cui questa può interagire con le autorità locali di governo devono ancora essere definite per ripensare un nuovo tipo di urbanità dello spazio pubblico che abbia come finalità la costruzione di relazioni, esperienze, memorie individuali e collettive così come un senso di identità e appartenenza al luogo.
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