Abitare le Tanneries di Barjols : riabilitazione di una ex conceria nel Var
Massimo Oricchio
Abitare le Tanneries di Barjols : riabilitazione di una ex conceria nel Var.
Rel. Rossella Maspoli. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2015
Abstract
Introduzione.
In sintesi, il lavoro di tesi ha affrontato il tema del riuso compatibile di un sito industriale altamente inquinato in un centro urbano minore del sud della Francia, confrontando diversi approcci di analisi di prefattibilità pubblici e privati con le ipotesi progettuali, professionali e didattiche, dell'ultimo ventennio, per delineare linee guida e uno scenario progettuale alternativo. Tale scenario tiene conto sia della proposizione di diverse categorie di potenziali attori locali sia degli esiti di un approccio di analisi complesso.
La tesi è il frutto del lavoro di diversi mesi, divisi tra un primo periodo presso l'Ecole Nationale Superiore d'Architecture de Marseille, in programma di scambio internazionale Erasmus +, ed un secondo presso il Politecnico di Torino. La figura della Prof.ssa Rossella Maspoli mi ha accompagnato in entrambe le fasi, assumendo il ruolo di Relatrice della tesi, e fornendo numerosi spunti pratici e tecnici per lo sviluppo del lavoro.
La soluzione progettuale è sviluppata a partire dalla filosofia progettuale della scuola marsigliese, ed in particolare quella del dipartimento H21, presso il quale ho sostenuto la totalità dei miei esami durante l'anno accademico 2014/2015.
Per spiegare meglio la prosecuzione del progetto è bene introdurre gli obiettivi del dipartimento, e dei due atelier frequentati nell'arco dei 12 mesi. La piccola cittadina provenzale di Barjols è stata il caso studio di entrambi i progetti, scelta dal direttore, dell'atelier e del dipartimento, Ms. Jean Marc-Huygen, come terreno di ricerca e sperimentazione, al fine di creare i presupposti per lo sviluppo della cosiddetta "ville frugale".
La città frugale si fissa "come priorità l'offerta di più soddisfazioni ad i suoi abitanti consumando meno risorse. Essa vede nei suoi vincoli energetici ed economici non una minaccia, ma l'occasione d'inventare una nuova arte di vivere (o di città), più serena, più in accordo con le identità locali e meno dominata dagli stereotipi della globalizzazione. Tende a privilegiare i valori di semplicità, di salute e di ritorno alla natura".
Lo strumento architettonico utilizzato è stato quello delle cosiddette "tecniche dolci", per ottenere una migliore qualità di vita per gli abitanti (e tra gli abitanti), producendo la minor quantità possibile di rifiuti e senza sfruttare grandi risorse. Si è dovuto inventare, dunque, una "nuova architettura vernacolare", il che non significa riprodurre meramente le forme del passato, ma riconciliarsi con le tradizioni in merito a strategie costruttive. L'idea è di "fare con ciò che il sito ti offre", limitando al massimo l'apporto di materia e risorse esterne.
Il materiale ed i sistemi costruttivi utilizzati presentano una funzione, ma anche un significato legato ad essa. La loro presenza si dota di un significato suscettibile di entrare in accordo o relazione con gli utenti e di influenzarli. Un ambiente costituito di oggetti ad alta tecnologia producono effetti diversi da quelli a bassa tecnologia: i primi sono legati ad una "tecnica dura", maggiormente invasiva, mentre i secondi ad una tecnica di tipo dolce (soft). La tecnica che qui si intende fa riferimento al suo senso etimologico (dal greco tecnhè): un metodo di produzione a partire da conoscenze. Le tecniche dolci fanno riferimento ai concetti di reversibilità, economicità e significato. Lo sviluppo del progetto si è, dunque, legato alla ricerca di materiali (a volte rifiuti) da ridinamizzare, per farli partecipare al contenimento dell'impatto ecologico, partendo da un nuovo comportamento trasmesso agli utenti.
L'anno scolastico è stato formalmente diviso in un primo semestre di analisi del sito, con conseguente sviluppo di un "microprojet", ed un secondo in cui ci si è concentrati sull'applicazione dei suddetti principi alla progettazione di nuove abitazioni in diverse aree cittadine, forti del bagaglio di conoscenze relative alle aree d'intervento derivanti dal primo semestre.
E' proprio questo secondo progetto il fulcro di questa tesi di laurea magistrale. La scelta del sito è ricaduta su una ex conceria versante in grave stato di degrado ed inquinamento, conseguenti ai passati processi di produzione. Partire dunque da un sistema solido ma danneggiato nella sua immagine e salubrità, per sviluppare un meccanismo di riappropriazione di questi luoghi abbandonati e non troppo amati dalla comunità locale.
La possibilità di partire da una preesistenza composta da oltre 10.000 m2 di suolo coperto, ha permesso da un lato di sperimentare un approccio alla riabilitazione industriale "per levata di materia" (tipico della riabilitazione industriale di stampo marsigliese), pienamente in linea con i principi del dipartimento, e dall'altro di lato di sviluppare un progetto riguardo ad una tematica estremamente attuale rispetto alla realtà torinese (fonte, dunque, di riferimenti e parallelismi), come quello del riutilizzo di queste enormi ex aree di produzione.
La seconda parte del lavoro, svoltasi a Torino, si è preoccupata di come adattare questo approccio progettuale a degli standard normativi relativi a prestazioni energetiche, comfort termico e salute. In questa fase il lavoro si è spostato su una ricerca in materia legislativa e giuridica, sia francese che italiana, per sviluppare alcuni parallelismi ed indirizzare il progetto verso una compatibilità con le leggi analizzate.
Il progetto si dota, dunque, degli approcci di due scuole di pensiero differenti ma non per questo incompatibili. L'obiettivo è quello di cercare questa compatibilità, cercando un compromesso tra le parti, applicando alle tecniche soft promosse dal dipartimento H21 di Marsiglia, la tecnologia edilizia più recente, propria alla scuola politecnica.
Proporre una realtà che permetta all'utente di avere un ruolo attivo nella gestione delle risorse e delle attività, che consumi energie in modo quanto più possibile limitato e cosciente, e che garantisca al contempo degli ambienti confortevoli e gradevoli. Tutto quanto precedentemente espresso, si inscrive in un ottica di recupero e ridinimazzazione territoriale, che permetta al sito di rispondere a necessità della città, riconnettendo e riallacciando in nuovo sistema che comporti dei vantaggi reciproci.
Relatori
Tipo di pubblicazione
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