Il recupero di un'area industriale dismessa a Torino: il caso della Fergat
Paolo Armand
Il recupero di un'area industriale dismessa a Torino: il caso della Fergat.
Rel. Silvia Saccomani. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2000
Abstract
L'oggetto di questa tesi è il processo decisionale ed attuativo che ha portato al recupero e alla riconversione dell'area industriale dismessa ex Fergat, situata nel quartiere San Paolo di Torino, in riferimento alle caratteristiche dei sito e del suo intorno, alle modalità con le quali è stata gestita e realizzata la trasformazione e all'esito della trasformazione stessa.
In sintesi, l'obiettivo principale è quello di sollevare alcune riflessioni sul riuso, dei siti industriali dismessi e sulle politiche perseguite in questo senso, cercando di capire che cosa significa concretamente e che cosa implica la trasformazione di un'area industriale dismessa, con particolare riferimento alla situazione torinese. Partendo da questo caso specifico di riuso non straordinario e dal confronto con lo scenario generale in cui l'intervento è situato, si è cercato di capire come è e come potrebbe essere gestito un intervento di riuso di un'area dismessa; quali risorse sono disponibili per questo tipo di operazioni, che cosa implica il loro utilizzo e quali risorse vengono comunemente utilizzate; quali attori partecipano alla trasformazione e quali vi potrebbero partecipare; per quali soggetti e con quali obiettivi vengono recuperati i siti dismessi e per quali soggetti potrebbero invece essere riconvertiti; quali sono e quali potrebbero essere i risultati di un'operazione di recupero; infine, per quanto riguarda Torino, quale tipo di città potrebbe nascere dalla riconversione di queste aree.
Nella prima parte verranno delineate brevemente alcune problematiche di carattere generale relative al fenomeno della dismissione industriale e al recupero delle aree dismesse, in riferimento alla scelta dei caso dì studio. In secondo luogo verrà sommariamente descritta ed analizzata la strategia dei piano regolatore torinese, fondata in buona parte sul recupero dei siti dismessi, e lo scenario che ,prefigura per la città il nuovo piano.
Nella seconda parte l'attenzione si concentrerà sul contesto urbano in cui è inserita l'area Fergat con la descrizione dello sviluppo storico ed urbanistico dei quartiere San Paolo. La zona, un tempo caratterizzata da una forte presenza produttiva, pur essendo stata colpita in modo massiccio dalla dismissione industriale, non ha completamente perduto la sua connotazione originaria grazie ad una certa tenuta e vivacità dei tessuto produttivo minuto. Ai di là dell'aspetto prettamente documentario e cronologico, questo capitolo da un lato ha lo scopo di evidenziare l'esistenza di questa realtà dinamica ed attiva che la politica dei piano rischia di compromettere definitivamente; dall'altro di spostare l'attenzione sulla dimensione storica, cercando di ricordare che la città non può essere intesa come n fatto puramente fisico ma che ogni azione od intervento su di essa non può e non deve ignorare il contesto ambientale e culturale in cui va a collocarsi.
Nella terza parte verrà ricostruita la vicenda dell'area Fergat, dall'epoca della dismissione fino all'attuazione dei progetti di recupero, sulla base della documentazione reperita (delibere comunali e regionali, missive, note informative, atti ufficiali e provvedimenti di vario genere, articoli, ecc.). Sostanzialmente con questa ricostruzione si cercherà di capire che cosa è accaduto e perché e soprattutto di dare un senso al lungo e tortuoso iter che ha connotato questo intervento che, tutto sommato, avrebbe dovuto essere relativamente semplice.
La quarta parte è, invece, dedicata all'analisi dei vari elementi che hanno caratterizzato la vicenda. Anzitutto il montaggio delle due operazioni (il recupero a fini produttivi e l'insediamento dei museo di arte contemporanea accanto alla sistemazione dell'area verde) e le difficoltà incontrate sia durante il processo decisionale che nel corso della realizzazione delle opere; quindi il tipo di risorse economiche utilizzate, il modo in cui si sono mossi ed hanno interagito gli attori per conseguire i loro obiettivi, infine gli esiti e gli effetti concreti dell'operazione, anche in rapporto all'intorno urbano.
Infine, nella parte conclusiva verrà abbozzato una sorta di "giudizio" sull'operazione, anche tenendo conto della politica perseguita dal piano regolatore torinese. Su questa base verranno proposte alcune riflessioni sul più ampio discorso delle operazioni complesse, in particolare sui problemi legati all'integrazione, interazione e coordinamento di più soggetti, sia pubblici che privati, portatori di competenze diverse e mossi da logiche differenti e non sempre conciliabili.
Relatori
Tipo di pubblicazione
Corso di laurea
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