TRA STRATEGIE E NORME. L’INNOVAZIONE IN ATTO NELLA PIANIFICAZIONE INTERCOMUNALE IN PROVINCIA DI TRENTOUna proposta per la promozione e il rilancio territoriale dell’Alta Valsugana
Viola Mari
TRA STRATEGIE E NORME. L’INNOVAZIONE IN ATTO NELLA PIANIFICAZIONE INTERCOMUNALE IN PROVINCIA DI TRENTOUna proposta per la promozione e il rilancio territoriale dell’Alta Valsugana.
Rel. Grazia Brunetta. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Paesaggistico-Ambientale, 2015
Abstract
Il tema centrale dell’intero lavoro di tesi è il commercio il quale, grazie alla sempre più diffusa consapevolezza che esso possa rappresentare un motore di valorizzazione e riqualificazione territoriale, ha recentemente riacquistato significato e importanza all'interno delle pratiche di governo del territorio. L’emanazione del Decreto Bersani (D.lgs 114/1998) ha posto le basi per il processo di territorializzazione del commercio, il quale non può più essere considerato residuale rispetto ai processi di pianificazione territoriale e urbanistica, bensì come un servizio la cui collocazione sul territorio deve essere pensata in maniera fortemente integrata con le altre attività e in funzione delle caratteristiche territoriali.
Data la complessità della tematica, a scala nazionale è difficile individuare un riferimento normativo solido che possa essere preso a modello per l’aggiornamento dell’impianto legislativo. Ai fini della ricerca appare quindi interessante studiare il caso trentino e in particolare capire quali siano stati i punti di forza e di debolezza nel processo di declinazione della normativa provinciale in materia di programmazione commerciale alla scala intercomunale.
Nell'ultimo decennio, in Provincia Autonoma di Trento si è assistito ad un profondo rinnovamento, sia istituzionale che in materia di programmazione commerciale, il quale ha posto le basi per un riavvicinamento tra la disciplina urbanistica e quella commerciale. Da un sistema basato su criteri di tipo quantitativo si è passati a un sistema basato su nuovi criteri qualitativi, legati a valutazioni di tipo ambientale, paesaggistico e architettonico. La struttura del sistema di pianificazione viene aggiornata, affidando alle Comunità, nuovo ente intermedio, il compito di redigere il Piano territoriale di Comunità (PTC), strumento intercomunale per la definizione delle strategie locali e di governo del territorio. La difficoltà di tale compito ha spinto l’amministrazione provinciale a introdurre la possibilità di adottare e approvare il PTC per stralci tematici, corrispondenti a uno o più contenuti specifici. La semplificazione, procedurale e amministrativa, ideata per garantire tempi più rapidi e certi, comporta inevitabilmente un rovescio della medaglia: il rischio di una perdita in termini di strategicità e organicità dello strumento intercomunale.
Tramite la redazione del piano stralcio del commercio, le Comunità provvedono alla specificazione e all'integrazione dei criteri di programmazione urbanistica del settore commerciale e alla localizzazione delle grandi strutture di vendita (GSV), favorendo innovative modalità di connessione tra i settori economici.
Il lavoro di tesi si è quindi concentrato sul monitoraggio dello stato di attuazione della pianificazione intercomunale, tramite la messa a punto di due matrici di valutazione. La domanda a cui si è cercato di dare risposta è se e in che modo le Comunità abbiano saputo recepire e declinare la nuova normativa provinciale in materia di commercio. Ci si è in sostanza chiesto se i giovani enti intermedi siano stati in grado di cogliere appieno il processo di rinnovamento avvenuto a scala provinciale, quali siano stati gli elementi più significativi di questo processo e se siano emersi casi virtuosi. Il lavoro di monitoraggio è servito inoltre per indagare il rapporto tra pianificazione settoriale e pianificazione generale, al fine di comprendere in che misura le Comunità stiano assolvendo alla loro funzione di indirizzo e coordinamento.
Dal quadro generale emerge un panorama eterogeneo, che riflette una differenza sostanziale nella capacità amministrativa delle diverse Comunità di Valle che, se non in casi straordinari, non sono state in grado di elaborare dei quadri strategici coerenti e integrati.
A partire dai risultati emersi nella fase di monitoraggio, si è scelto di approfondire l’analisi del processo di pianificazione realizzato dalla Comunità Alta Valsugana, l’unica in grado di redigere un piano stralcio del commercio, non solo coerente e integrato all'interno della più generale strategia di pianificazione territoriale, ma in cui il settore commerciale è pensato come sinergico rispetto ai principali settori economici e al processo di riqualificazione virtuosa del paesaggio.
La Comunità è ora chiamata a misurarsi con l’implementazione dello scenario strategico e a tal fine il lavoro di tesi si conclude con l’elaborazione di una proposta preliminare da cui partire per attuare le strategie di sviluppo territoriale. Il progetto strategico di filiera, pensato per cogliere appieno l’opportunità rappresentata dal Programma di Sviluppo Rurale 2014/2020 della PAT, è volto a rafforzare la logica della filiera, al fine di colmare l’eccessiva frammentazione del settore, per garantire maggiore competitività, in un’ottica di conciliazione tra crescita economica, aumento e diffusione del benessere e tutela dell’ambiente.
- Abstract in italiano (PDF, 447kB - Creative Commons Attribution)
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