L'architettura dell'eguaglianza : Valdesi, Ebrei, Cattolici : lessici eclettici a San Salvario
Ambra Tumino
L'architettura dell'eguaglianza : Valdesi, Ebrei, Cattolici : lessici eclettici a San Salvario.
Rel. Annalisa Dameri. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2015
Abstract
Nel 1848, Torino, è una città piena di vivacità e fermento culturale. Nei signorili e moderni caffè1 del centro, i politici discutono delle sorti del regno Sabaudo, gli artisti prendono appuntamenti e la ricca borghesia si sofferma a discutere d'affari.
La comparsa dei giornali politici in omaggio alla concessa libertà di stampa, è una novità nella vita torinese; così, i caffè, veri e propri salotti intellettuali con i loro «marmi, legni pregiati, stucchi e dorature»2 sono percorsi da forti fermenti di patriottismo. Tutti parlano di politica tra il sorseggio di un liquore o di un the accompagnato da deliziosi pasticcini: scambi di idee, critiche, progetti, ciascuno risolve i grandi problemi della patria con sicurezza e fiducia. Nell'entusiasmante avventura del Risorgimento, Torino, diventa la città-guida per l'unificazione del Regno d'Italia e città-simbolo dell'emancipazione delle minoranze religiose.
Da una parte i Valdesi, rilegati da un antico editto nelle Valli in un vero e proprio "ghetto territoriale", dall'altra gli Ebrei, ammessi nella città sabauda ma rinchiusi nel "ghetto cittadino". Entrambi vedono cadere le prescrizioni che da secoli li tenevano lontano dalla vita politica, privati di diritti civili e ancor meno dalla libertà di professare il proprio credo apertamente.
All’indomani dello Statuto, l'impatto prodotto dal Tempio Valdese, e trent'anni dopo dal Tempio Israelitico, segnalati da numerose guide turistiche della seconda metà Ottocento, riesce a farci percepire la portata simbolica da esso esercitata. L'ottimismo manifestato da Edmondo De Amicis che esalta la convivenza di presenze religiose diverse è smentita dall'azione di Don Bosco che promuove, a pochi metri dai luoghi di culto acattolici, nel Borgo di San Salvario, il complesso di San Giovanni Evangelista per ovviare alla presenza "esorbitante rispetto agli spazi ritenuti allora istituzionalmente pertinenti alla confessione protestante".
Luigi Formento, Enrico Petiti e Edoardo Arborio Mella sono gli eclettici progettisti dell'architettura dell'eguaglianza.
Relatori
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