Interventi per il recupero di cascine in aria piemontese
Alberto Gianni Boetto, Alberto Casetta
Interventi per il recupero di cascine in aria piemontese.
Rel. Guido Callegari. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2014
Abstract
PARTE 1
Percorrendo le campagne del basso Piemonte ci si imbatte in moltissime cascine che si trovano in condizioni di totale o parziale rovina, causata dal loro abbandono. Un architetto, o un futuro tale, non può e non deve restare indifferente a così tanta bellezza che testimonia un passato destinato a scomparire se lasciato in questo stato di abbandono. La consapevolezza di aver trascurato un patrimonio di risorse che fino agli anni '60 ha rappresentato per il nostro paese il settore primario dell’economia con più del 50% della popolazione dedita all'agricoltura ha instaurato in noi l'interesse per la questione del recupero di tutto questo.
Il nostro percorso di tesi, si sviluppa su più livelli, per cercare di dare un quadro, il più vasto possibile, anche se ristretto alla Regione Piemonte e più in particolare alle provincie di Alessandria, Asti, Cuneo e Torino. Il lavoro svolto prende spunto dall'esperienza dei GAL che però si sono da sempre occupati di territori montani, più economicamente e socialmente disagiati, per lasciare alle loro sorti territori regionali ben più vasti. Naturalmente il nostro lavoro non ha la pretesa, come succede nei GAL, di creare delle linee guida da seguire per quanto concerne il recupero di cascinali abbandonati, ma vuole creare le basi per la formazione di un atlante che comprenda il più ampio quadro di esperienze già affrontate sul nostro territorio.
La nostra convinzione sta nel fatto di credere che per operare correttamente nel campo del recupero non basta mettere in atto un regime di divieti e vincoli, ma è prima di tutto necessario un diverso atteggiamento culturale, che deve essere condiviso da tutti i soggetti in qualche modo interessati. L'intervento sull'esistente è poi una operazione particolarmente complessa per la quale non ci sono regole assolute ma che dipende dal livello di sensibilità e preparazione del tecnico e che ha, come momento centrale e indispensabile punto di partenza, la qualità del progetto, perché è principalmente nel progetto che si compiono le scelte di conservazione ed innovazione e si prefigura quindi l'esito dell'intervento stesso.
In un primo step di lavoro sono state analizzate tutte le caratteristiche che riguardano l'edificio cascina destinate nel suo completo, dall'assetto pianivolumetrico, ai materiali, alle tecniche di costruzione. Partendo dal forte legame che intercorre tra un edificio come la cascina e il territorio ed il paesaggio, abbiamo analizzato come questo è cambiato negli ultimi anni, cercando di aggiornarsi e innovarsi per seguire gli altissimi ritmi di crescita e sviluppo del comparto agricolo, senza però come vedremo riuscire mai a raggiungerlo. Consegnando nelle mani della rifunzionalizzazione il difficile compito di reinterpretare un edificio che ha perso i suoi connotati storici.
In un secondo momento siamo passati ad analizzare gli aspetti edilizi dapprima elencando gli assetti pianivolumetrici per passare poi ai materiali e alle tecniche costruttive. Infine sono state indagate le varie tecniche di restauro, sempre suddivise per materiali e tecniche costruttive, per parlare successivamente di tutti quegli accorgimenti da adottare per rendere un edificio restaurato energeticamente efficiente. Quest'ultimo punto rappresenta, a nostro avviso, una delle più grandi sfide da affrontare in questo momento.
Naturalmente, concentrando il nostro lavoro sulla questione piemontese abbiamo lavorato una bibliografia che comprendesse il più possibile testi, pubblicazioni e studi, editi nel PARTE 2
Prima di analizzare in maniera ppiemontese con i suoi casi studio, siamo andati a sverca di casi s il restauro di cascinali nel contesto Itaon aveva come scopo quello di andare nel dettaglio pedel nodare un veloce sguardo a quello che succed, in modo da inserire il nostro lavoro nel giusto iamo cfonti, aiutandoci soprattutto con pubblicate o siti internet, interventi di un qualche rilievo ero per alcune peculiarità.
Dopo una prima ricerca su tnale ci siamo dovuti fermare ad alcazioni o di nostro interesse, ma per il semplice fatto che al di fuori di un contesto ben preciso che si ferma al nord Italia, gli edifici rurali di carattere agricolo iniziano a perdere tutte quelle particolarità che caratterizzano una cascina piemontese.
In modo particolare la nostra ricerca si è dunque concentrata su quattro regioni: il Piemonte, la Lombardia, la Toscana, e l'Emilia Romagna.
L' area della Pianura Padana con la Lombardia e il Piemonte risulta, infatti, essere ancora oggi quella con la maggior concentrazione di cascine presenti sul territorio seguita subito da regioni come l'Emilia Romagna e la Toscana, dove la presenza di questi edifici risulta essere minore.
Prendendo in esame alcuni interventi di recupero volti a conservare quest'immenso patrimonio si può notare come vi siano differenti approcci da parte dei progettisti sia dal punto di vista della destinazione d'uso che si vuole conseguire sia rispetto al modo di affrontare la ristrutturazione dal punto di vista dei materiali e delle tecnologie adottate. Saranno presentate cascine ora divenute residenze mono o plurifamiliari, musei, agriturismi, complessi residenziali e polifunzionali, centri culturali e amministrativi e cantine vinicole.
È possibile evidenziare come nonostante il fine possa essere lo stesso vi siano esempi di recuperi
volti a mantenere pressoché inalterata la tipologia costruttiva originaria utilizzando materiali e tecnologie tipiche delle cascine del luogo in cui sorgono e altri in cui si opta per una scelta di cromie o materiali completamente differenti dalla preesistenza con l'intento di lasciare così bene in vista quello che era l'edificio originario.
In conclusione a questa parte del nostro lavoro, siamo andati a dare un primo inquadramento di cioòche succede nella Regione Piemonte, focalizzando la nostra attenzione sulla normativa vigente e su tutto il materiale che già era stato elaborato su questo argomento, come il Progetto Casnine, dello Regione Piemonte e L' Atlande della distribuzione delle tipologie rurali nel territorio della regione Piemonte, del Gruppo di lavoro Politecnico di Torino DIPRADI: Liliana Bazzanella, Guido Callegarl, Alessandro Mazzotta, Davide Rolfo.
PARTE 3
A questo punto della ricerca il nostro sguardo si è spostato su un orizzonte molto più ristretto, ovvero quello Piemontese e più in particolare a casi studio che riguardano: la provincia di Cuneo, Torino, Asti e Alessandria. È proprio in quest'ultima parte che si iniziano a mettere le basi per la formazione di una sorta di Atlante degli interventi di recupero di cascine nel basso Piemonte.
I casi studio sono in totale 12 e sono stati da noi selezionati sulla base di alcuni obiettivi che ci eravamo prefissati. Innanzitutto abbiamo cercato di dare un quadro il più amplio possibile, inserendo casi studio che differivano per materiali e tecniche di costruzione, dimensioni, assetti pianivolumetrici, tipologie di risanamento e destinazioni d'uso previste. Il filo conduttore che li collega tutti, oltre alla localizzazione regionale, sta nel fatto che gli interventi di recupero sono stati realizzati, anche qui in maniera molto differente, verso un miglioramento di tipo energetico dell'edificio.
La primissima parte del nostro lavoro ha riguardato il reperimento dei dati e ci siamo trovati difronte alle prime difficoltà. Innanzitutto, quello del recupero delle cascine è un tema che non viene quasi mai affrontato dalla letteratura e tanto meno da riviste specialistiche, di conseguenza non vi erano pubblicazioni in grado di darci tutte le informazioni di cui avevamo bisogno per un lavoro approfondito. Abbiamo quindi scelto di rivolgerci direttamente a progettisti, imprese costruttrici e committenti con i quali abbiamo avuto rapporti differenti da caso a caso.
Molti dei casi selezionati inizialmente sono stati abbandonati poiché nessuno degli interessati rispondeva alle nostre richieste di chiarimenti in merito al lavoro da loro svolto, dall'altra parte abbiamo ricevuto molte risposte da divsti, ben lieti di aiutarci nel nostro lavoro.
Una volta reperito tutto il materiale siamo partiti con la fase di analisi.
Di tutti i casi studio è stato elaborato una ricostruzione volumetrica di quello che è stato l'intervento e sono state messe a confronto le fotografie del prima e del dopo lavori. Per quei casi che presentavano delle particolarità tecnologiche interessanti, siamo andati a ricostruire vari nodi tra cui, l'attacco a terra e la copertura. Questi spaccati volumetrici dei nodi, assieme alla ricostruzione delle stratigrafie utilizzate nei vari interventi, ci ha permesso alla fine di avere un elemento di base per metterli a confronto e trarre alcune conclusioni.
Relatori
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