L'oggetto del presente studio, è la realizzazione di un'analisi di fattibilità di una biblioteca pubblica presso Ceilàndia, Regione Amministrativa sita nello Stato Federale cui fa capo Brasilia, la capitale della Repubblica Federativa del Brasile.
La scelta di trattare tale argomento, emerge dall'incrocio di una serie di motivazioni che hanno portato a determinare sia l'elemento di studio, che il contesto nel quale questo si inserisce. La personale esperienza d'intercambio, durata un anno di permanenza e studi presso la Facoltà di Architettura e Urbanistica dell'Università di Brasilia, sta alla base della relazione che ci si accinge a presentare, potendola di fatto intendere come l'approfondimento di un atelier svolto presso lo stesso istituto universitario, e più precisamente durante il corso di Pianificazione Urbana II, tenuto in collaborazione dalle Prof.sse Monica Gondim e Gabriela Tenorio. Il tema proposto ed affrontato, riguardante l'analisi territoriale approfondita finalizzata al progetto di "dinamizzazione" di un intero comparto urbano a prevalente destinazione pubblica dell'area di Ceilàndia, emerso per provare a far fronte a delle condizioni urbane e sociali particolarmente difficili quali quelle in questione, si può sostenere essere stato anche il motivo che ha principalmente mosso l'interesse personale di proseguire quanto prodotto a conclusione di quel percorso didattico.
La fase successiva, improntata sulla ricerca dell'elemento che più avrebbe potuto valorizzare quella traccia concettuale, è già da ricercare nella genesi del saggio teorico che introduce il presente elaborato, basandolo inizialmente su un piano analitico ampio, improntato sulla considerazione delle esigenze globali contemporanee della società urbana, e diretto all'osservazione riferita dei parametri che sommamente condizionano l'evoluzione umana.
L'individuazione dell'informazione come elemento fondativo del progresso, e quindi del modo in cui questo avviene e si distribuisce tra le popolazioni nel mondo, inevitabilmente porta a dirigere l'attenzione verso le nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione, attorno alle quali si alimentano le stesse dinamiche. La lettura dei dati circa le differenze di accesso all'informazione mediante i supporti tecnologici - digitai divide - e la loro successiva rielaborazione, chiudono quello che si potrebbe definire come un rapido processo cognitivo circolare, che partendo da un'incognita locale, alla ricerca di un servizio che possa concretamente risolvere le esigenze di democratizzazione di una popolazione disagiata, torna con una risposta precisa, per proseguire nell’identificazione della fattibilità, appunto, di tale elemento, riconosciuto possibile nel nuovo ruolo della biblioteca pubblica.