Comunicare la sostenibilità : smart school : la scuola nella città del futuro
Vanessa Benedetto
Comunicare la sostenibilità : smart school : la scuola nella città del futuro.
Rel. Orio De Paoli, Danila Voghera. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2014
Abstract
INTRODUZIONE:
Ci troviamo immersi in una profonda crisi economica, ambientale, delle risorse. Il motore della crescita si è, per così dire, inceppato. La possibilità di arrestare cambiamenti climatici potenzialmente catastrofici è sempre più limitata. In questo contesto problematico, la soluzione delle diverse sfide del pianeta diventa ancora più diffìcile a causa dell'incremento della popolazione di 80 milioni di persone ogni anno.
A fronte di un modello in crisi, occorre concepire lo sviluppo sostenibile come una specie di piano regolatore della crescita economica; è inevitabile occorrono cambiamenti in tempi brevi, per tempi lunghi!
Le soluzioni " smart" possono agevolare il passaggio da una crescita lineare che divora risorse sempre meno disponibili a uno sviluppo circolare che minimizzi l'uso di energia, acqua, minerali. Per farlo, si deve trasformare il sistema primitivo delle nostre tecnostrutture in una rete molto più sofisticata in grado di gestire segnali multidi-rezionali. Questa evoluzione è iniziata con la trasformazione delle reti elettriche, ma sta coinvolgendo i sistemi dei trasporti, le nostre case, le città e le stesse attività produttive. Lo slogan diventa, quindi, quello di "fare meglio con meno" grazie all'ausilio di tecnologie informatiche e all'attivazione di processi partecipativi: è questo il potenziale contributo di quell'insieme di approcci metodologici, soluzioni tecnologiche e risultati sperimentali che stanno emergendo in diverse aree urbane del pianeta e che vanno sotto il nome di "smart cities". L'introduzione dell'intelligenza nei sistemi consente di limitare l'impatto ambientale, il consumo di energia, di materie prime o di acqua.
Perché le città? Perché è soprattutto nelle città che si possono mettere in pratica, davvero, le azioni che servono a ridurre le emissioni climalteranti. E perché affrontando la crisi climatica delle città si offre una risposta anche alla voglia di luoghi più accoglienti per vivere e lavorare, percorribili a piedi e in bici, ricchi di verde e spazi per l'incontro. Si costruiscono distretti dell'innovazione, potenziando le vocazioni delle economie locali nel campo dell'eco-design, del recupero dei rifiuti, dei servizi per la mobilità sostenibile, delle tecnologie rinnovabili e dell'edilizia carbon neutral.
Più tutti questi assunti diventeranno evidenti, più ci si renderà conto di essere soggetti attivi in una città in cambiamento, in un quartiere nuovo, in un edifìcio che risponde alle nostre necessità e ai nostri comandi.
Nel mio lavoro di tesi ho cercato di illustrare una panoramica più precisa su quelli che sono i possibili punti di partenza per un cambiamento necessario per un futuro diverso dal presente. Primo fra tutti il cambiamento degli stili di vita di tutti quanti noi, cittadini in città che si stanno evolvendo, anche grazie al nostro intervento e ai nostri bisogni. Centrale, risulta essere, non tanto l'invenzione di nuove apparecchiature, sistemi o oggetti intelligenti, ma l'uso intelligente che se ne fa, nella città e nell'edifìcio, per questo occorre una maggiore informazione e comunicazione agli utenti, in modo da far crescere la consapevolezza, attraverso un massiccio coinvolgimento, nel monitoraggio dei consumi, nelle scelte da prendersi e nelle azioni pratiche da farsi.
La tesi si articola in diversi capitoli, racchiusi in due fasi principali, una di analisi e studio, l'altra di progettazione e messa in pratica dei presupposti prima approfonditi.
Il primo capitolo ruota intorno al concetto di sostenibilità e su come questo stia cambiando con il passare del tempo. Vuole essere una sorta di introduzione alle problematiche attuali, la motivazione che ci spinge a una progettazione più attenta e nuova rispetto al passato, che tenga conto delle nuove tecnologie al servizio della riduzione dei consumi. A questo si collega la necessità di vedere il tema della sostenibilità come una possibile risposta alla crisi, tale da incentivare nuove forme lavorative. L'opportunità che offre la crisi è quella di riscrivere le regole del gioco seguendo la logica dello sviluppo sostenibile. Naturalmente tutto questo è possibile solo se ci rendiamo conto delle reali potenzialità, vale a dire: oggi un prodotto sostenibile può diventare un business che fa la differenza.
Segue il secondo capitolo incentrato sul potere della comunicazione mediale attuale e la necessità di comunicare la sostenibilità. Affinchè questo sia possibile occorre concentrarsi su tre parole chiave, che sono: DESIGN, TECNOLOGIA/ INFORMATICA e non da ultimi i DATI, poiché alla fine tutti gli sforzi fatti devono trasformarsi in risultati economici di beneficio sociale per l'azienda, per il consumatore, per la città. Sono poi trattati i metodi per comunicare tutto questo, che si incentrano maggiormente su un forte coinvolgimento da parte degli utenti, nei quali si deve far crescere la responsabilità sostenibile.
Collegato a ciò, viene sviluppata una delle parti centrali del mio lavoro di tesi, che consiste nel tema dell'educazione all'energia. Mi son resa conto come sia importante educare gli utenti, consumatori, in modo da innescare in questi cambiamenti negli stili di vita, e l'importanza che hanno i giovani, che non sono altro che gli adulti del futuro. Per loro non si tratta di "rieducare, ma di educare da zero", da qui l'obiettivo di investire tanto nella scuola, in modo da creare future generazioni attive, attraverso un coinvolgimento fin da giovanissimi.
beguono alcuni casi studio, dove i ragazzi sono diretta-mente partecipi nella vita sostenibile dell'edifìcio che abitano.
Il capitolo successivo, invece, si focalizza sulla necessità di inventare dei sistemi, delle apparecchiature che possano controllare e comunicare i consumi, sempre con il fine di un maggiore coinvolgimento dell'utenza. Ho riflettuto sull'assunto che oggi tutto esiste, ma mancano gli obiettivi, e che occorre inventarne le funzioni. Da qui attraverso un'analisi dal piccolo al grande, si è portata avanti una ricerca che ha visto prima lo sviluppo del singolo prodotto, design del prodotto, attraverso una tecnologia che sia intelligente e che si basi su sistemi domotici di controllo centrale. Si è, poi, passati alla scala successiva quella dei quartieri sostenibili, che sono il primo passo per città loro stesse sostenibili, dove i residenti con i loro stili di vita sono fondamentali per la buona riuscita del progetto. Ed infine il passaggio dall'eco-quartiere alla smart city, con tutte le caratteristiche che una città intelligente deve avere. Si parla di città creative, tuttavia, è inutile dare aggettivi, poiché in realtà si sta parlando delle semplici città del futuro che non sono altro che una naturale evoluzione di quelle attuali.
L'ultimo capitolo è dedicato al progetto vero e proprio, si tratta della realizzazione di un nuovo plesso scolastico nella frazione di Gerbole-Zucche nel comune di Volverá, in provincia di Torino. Può sembrare azzardato il collegamento, in realtà la scelta della scuola mi è sembrata l'opportunità migliore per lo sviluppo pratico nella progettazione dei concetti di comunicazione, coinvolgimento e attenzione ai consumi, trattati nei capitoli precedenti. Inoltre l'Amministrazione Comunale, con la quale ho collaborato, si è dimostrata fin da subito entusiasta e collaborativa verso temi di innovazione tecnologica, spesso estranei perché troppo avveniristici per realtà comunali di piccolo calibro.
Non si può educare alla sostenibilità i ragazzi, se l'edifìcio in cui trascorrono la maggior parte del loro tempo non è stato oggetto di una progettazione attenta in termini di riduzione dei consumi e utilizzo di fonti rinnovabili. Per questo motivo alla base del progetto c'è stata una analisi tecnologica del sito, che ha portato a un edificio di per sé sostenibile e intelligente, dove i bambini, attraverso sistemi di controllo centralizzati ed innovativi, possano conoscere i consumi energetici e l'impronta carbonica della loro scuola e possano contribuire a diminuire tutto ciò, attraverso una comunicazione elementare, diretta ma efficace.
In breve ho cercato di proporre un nuovo modello di scuola, auspicabile e possibile per il futuro, una cosiddetta SMART SCHOOL.
Relatori
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