Tutelare il patrimonio molitorio : il mulino Polleri-Balocco a Monastero Bormida tra conservazione della memoria e valorizzazione museale
Caterina Lucarini, Francesca Perlo
Tutelare il patrimonio molitorio : il mulino Polleri-Balocco a Monastero Bormida tra conservazione della memoria e valorizzazione museale.
Rel. Chiara Aghemo, Monica Naretto. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2014
Abstract
INTRODUZIONE:
Siamo venute a conoscenza del complesso molitorio di Monastero Bormida tramite il tirocinio curricolare svolto durante l'anno in corso presso lo studio Balbi&Rinaudo di Alessandria. Il Comune ha affidato a questo studio l'esecuzione di un progetto preliminare per la ricerca di finanziamenti volti a restaurare e musealizzare il mulino. A partire da quest'esperienza, si è deciso di proseguire il lavoro e di trasformarlo, in accordo con lo studio, nel nostro progetto di tesi.
Il mulino Polleri-Balocco a Monastero Bormida, Comune in Provincia di Asti, è un manufatto architettonico di origini antiche e ampliato nel corso dei secoli, funzionante prima a macine e poi a cilindri fino agli anni '60-70 del secolo scorso, e da allora dismesso.
Il progetto di restauro e rifunzionalizzazione di tale bene è il punto di arrivo di un percorso di conoscenza ed analisi del bene stesso e del contesto di cui fa parte: quello più ristretto del sistema di attività legate all’energia idrica nell’ambiente rurale delle colline del Monferrato astigiano e quello più ampio dello stato del patrimonio molitorio europeo, nel quale il mulino di Monastero si inserisce.
La ricerca sviluppata nel corso della nostra tesi di laurea è partita da un’indagine della consistenza del patrimonio di mulini ad acqua in Europa, del loro stato di conservazione e di fruizione e delle politiche e iniziative di tutela e valorizzazione degli stessi. Nell’analisi abbiamo scelto di approfondire la situazione attuale in tre Paesi: l’Inghilterra, la Francia e l’Italia, tra i quali abbiamo comparato le rispettive politiche e gli organi di tutela dei beni architettonici, per comprendere poi meglio l’azione di valorizzazione del patrimonio molitorio, anche attraverso alcuni casi studio significativi.
Dallo stato attuale, siamo poi risalite alle origini in Italia di tale patrimonio di mulini a cilindri, funzionanti con il nuovo sistema industrializzato dal XIX secolo, cercando di capire le conseguenze portate nel settore molitorio e nel mondo rurale da tale innovazione. Questo ci ha permesso di inserire il mulino Polleri-Balocco in un fenomeno più ampio di evoluzione tecnologica e riconoscere la corrispondenza tra le sue trasformazioni e quelle di altri mulini nati a macina e divenuti a cilindri. Questo sistema di macinazione è stato poi studiate analizzandone il funzionamento ed i macchinari, passaggio fondamentale per comprendere come il mulino fosse strutturato.
La storia del mulino di Monastero è stata ricostruita analizzando i documenti storici, relativi all’edificio, negli archivi comunale di Monastero e di Stato di Asti, Alessandria e Torino, i passaggi di proprietà e le fasi costruttive ed il materiale relativo agli sviluppi della comunità, delle attività agricole, commerciali e industriali del territorio. Il mulino si inserisce in un sistema di attività tradizionali legate allo sfruttamento dell’energia idraulica, fornite da una rete fitta di canali che si diramavano nelle campagne, partendo dal fiume Bormida. Alla conoscenza storica è seguita l’analisi dello stato di fatto dell’edificio: le strutture, materiali e le forme di degrado ed i macchinari presenti internamente.
Il progetto di restauro e rifunzionalizzazione ha come obiettivo quello di rendere di nuovo fruibile il mulino, non con l’originaria funzione produttiva, ma come museo di se stesso visitabile grazie all’ideazione di un percorso didattico che guidi il pubblico nella conoscenza di tutti gli aspetti riguardanti il bene. La funzione museale è integrata da spazi di accoglienza, didattici e di incontro, creati andando ad intervenire anche sugli edifici attigui dell’antico maglio e dell’abitazione del mugnaio.
Partendo dalla progettazione degli interventi di conservazione, sono stati poi previsti quelli legati alla rifunzionalizzazione, la sicurezza, l’adeguamento alle normative, miglioramento dell’efficienza energetica, l’illuminazione, il soddisfacimento del fabbisogno energetico, comprendendo anche nuovi inserimenti che dialogano con l’esistente.
La nuova funzione è completata dalla sistemazione degli spazi esterni, che si estende al territorio in un sentiero rievocativo che ripercorre il tracciato dell’originario canale, distrutto dall’alluvione del 1 994.
- Abstract in italiano (PDF, 246kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 251kB - Creative Commons Attribution)
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
