Laura Gonzalez Gil
Il ciclo di rischio sismico in Cile : proocolli vs società.
Rel. Alfredo Mela. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2014
Abstract
INTRODUZIONE
Il mio interesse per il Cile e l'Idea di sviluppare questo tema di tesi nasce dalla convergenza di due fattori. Da una parte il Cile, considerato ancora un paese in via di sviluppo, è visto dall’Europa come una fucina di nuove idee a livello di politiche sociali. In particolare è in fermento l’architettura cilena: alla continua ricerca di una soluzione per l’edilizia sociale.
Un esempio di fama internazionale è il lavoro realizzato da Alejandro Aravena con il progetto Elemental, vincitore di diversi premi (“Marcus Prize for Architecture 2009” Wisconsin, EEUU o “Brit Insurance Designs of thè Year” Londra, ecc.). Dall’altra, il Cile è uno dei paesi più sismici del mondo e la mia curiosità si è concentrata proprio su questo. Sono stati innumerevoli i terremoti di grosse proporzioni che hanno colpito il paese. La mia ricerca intende mettere in luce come funziona il Ciclo di Rischio sismico in Cile (pag.10), analizzare l'azione politico-governativa a livello di protocolli e legislazione relativa ed infine scoprire che funzione hanno tutti gli attori coinvolti in questi processi, comprendendo anche le ONG, le iniziative sociali e la partecipazione dei cittadini.
In sintesi si può dire che la ricerca è focalizzata nell’osservazione del ciclo di rischio sismico in un paese dove la percentuale di questo tipo di rischio è molto elevata e quindi dovrebbe avere una particolare attenzione soprattutto a livello di prevenzione e di sviluppo che sono le due fasi fondamentali. Dopo di fare le interviste, di raccogliere informazioni e capire come funzionava tutto il paese, ho anche capito che la tesi non poteva soltanto riflettere i processi, dal momento che molti di loro non esistevano o erano piuttosto effimeri o poco chiari, così ho deciso di avere una particolare attenzione anche per la società civile nel paese e capire quali iniziative sociali sono emerse dall’ultimo terremoto del 2010.
Pertanto, la tesi si propone di evidenziare il rapporto tra protocolli istituzionali e la società in Cile, costruito lungo la sua storia sismica, aumentato significativamente dopo l’ultimo terremoto del 2010.
Il terremoto del 2010 è stato battezzato “terremoto sociale” perché è stato il primo grande terremoto dalla fine della dittatura di Pinochet. Dopo di esso, per la prima volta nel paese, si è acceso un dibattito sulle fasi pre e post terremoto. Sono stati criticati i processi e i protocolli: da una parte c’è una mancanza di regolamentazione, dall’altra quella esistente è ritenuta inefficace e, soprattutto, priva di un idea di sviluppo sostenibile nell’attuazione di ciascuno dei processi.
Per realizzare questo lavoro mi è sembrato utile visitare il Cile di persona per vedere da vicino cosa sta accadendo nel paese e come succede.
Per questo motivo mi sono trasferita presso l’Università Cattolica di Valparaiso, dove ho fatto i primi passi per capire il funzionamento del paese e Iniziare a costruire la struttura della tesi.
La ricerca si è concentrata non solo nella città di Valparaiso, ma si è estesa alle città di Concepción - una tra le più colpite dall’ ultimo terremoto nel 2010 - e nella città di Santiago del Cile: captale politica, economica e sede del potere decisionale.
Muovendomi tra le tre principali città ho potuto avere una visione globale del caso cileno, perché sono le più importanti per popolazione, geografia e soprattutto per gli antecedenti eventi sismici.
La metodologia scelta per sviluppare la ricerca si è stabilita attraverso una metodologia qualitativa, dato che la mia intenzione era quella di conoscere il caso cileno da un punto di vista globale. Il mio interesse si è concentrato nell’Incontro di diversi punti di vista utilizzando un approccio multi disciplina-re: architettonico, sociale, politico.
Per l’elaborazione del presente studio sono state impiegate fonti primarie (interviste semi-strutturate ad attori tecnici e politici, coinvolti in interventi intorno agli eventi sismici, analisi di documenti ufficiali e prensa Cilena) e secondarie (letteratura specialistica a Valparaiso e Torino).
Le Interviste (Allegato 1), per limiti di risorse temporali e materiali, non hanno potuto coprire per intero il vasto arco di soggetti coinvolti nel sistema cileno. Al contempo però, le interviste somministrate ai principali attori attivi nel sistema stesso hanno permesso di delineare un quadro ampio e dettagliato.
Il contenuto della tesi è costituito da una introduzione dove si analizza il concetto di rischio e le fasi che lo compongono. A seguire cinque capitoli.
Nel primo si fa una lettura della storia sismica del paese e si evidenziano le cause dell’elevato indice sismico del Cile.
Nel secondo capitolo si analizzano tutti i sistemi di protocollo di prevenzione, sia a livello informativo che a livello normativo. Il terzo capitolo analizza i sistemi di protocollo di emergenza e si fa un confronto tra il sistema nazionale cileno con altri sistemi a livello internazionale.
Nel quarto si prendono in considerazione i sistemi di protocollo di ricostruzione e a seguire si fa un studio di diversi casi rilevanti che si sono verificati nel paese lungo la sua storia sismica.
L’ultimo capitolo analizza gli aspetti sociali dei terremoti, prendendo in considerazione i movimenti sociali emersi durante l’ultimo terremoto del 2010 in Cobquecura, regione del Maule, Cile centrale.
Relatori
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