Ex Officine Ducrot: nuovi spazi di produzione culturale a Palermo
Carmelo Cinoffo
Ex Officine Ducrot: nuovi spazi di produzione culturale a Palermo.
Rel. Carla Bartolozzi. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2014
Abstract
L’argomento trattato in questa tesi di laurea riguarda la dismissione e riconversione dell’area industriale delle Ex Officine Ducrot, mobilificio Liberty palermitano.
Tale stabilimento insediatosi a Palermo nel 1883 come piccola industria di specchi, divenne con il passare del tempo un centro di produzione innovativo riconosciuto sia a livello locale che nazionale, occupando un’area di circa 55.000mq all’interno del tessuto misto della città. L’importanza assunta da questa area industriale nasce innanzitutto dal fatto che fu uno degli esempi migliori di arte applicata all’industria, riuscendo ad unire alla qualità del lavoro artigianale un altoritmo di produzione.
La collaborazione con Ernesto Basile, uno dei più importanti protagonisti del Liberty palermitano, ha contribuito allo sviluppo della fabbrica come centro di sperimentazione progettuale.
Attualmente l’area, rinominata Cantieri Culturali alla Zisa nel 1994 in seguito al restauro di una parte degli edifici (sede di istituti di formazione e ricerca), si mostra chiusa al territorio limitrofo, non dialoga con esso, avendo in questo modo la sensazione di trovarsi all’interno di una città dentro la città.
Oggi l’area è oggetto di interesse pubblico, in quanto insieme a tutto il quartiere Zisa (di cui fa parte) rientra in quello che è stato definito progetto pilota ATI 2 del Piano strategico di Palermo. Tale piano prevede la realizzazione di un polo culturale ed una nuova centralità urbana, attraverso l’integrazione e il potenziamento dei servizi culturali e ricreativi esistenti come le Ex officine Ducrot e la rifunzionalizzazione delle strutture dismesse (quali l’ex stazione Lolli e la caserma di Maria).
Mentre una più recente iniziativa, per il definitivo recupero di quest’area, è la candidatura di Palermo come Capitale Europea della cultura del 2019.
Nei Cantieri Culturali alla Zisa era stato individuato il Polo Culturale del Contemporaneo, il quale avrebbe dovuto ospitare molte delle attività previste dal programma delle manifestazioni. Purtroppo l’esclusione dalla short-list ha nuovamente allontanato il possibile recupero dell’intero complesso industriale e la sua trasformazione in un centro culturale riconosciuto a livello europeo.
In questo contesto si sviluppa la mia tesi di laurea, che mira ad analizzare le problematiche dell’ area e a fornire delle strategie di sviluppo che possano servire come riferimento di base per operare nel presente e nel futuro.
La tesi è stata strutturata in cinque capitoli, partendo da un lavoro di analisi dello sviluppo di Palermo, ed in particolare del quartiere Zisa all’interno del quale si trova l’area oggetto di studio. Conoscere i fenomeni attraverso i quali il territorio palermitano si è trasformato, risulta necessario per comprendere in che modo le Ex Officine Ducrot si sono inserite all’interno del tessuto urbano e come queste ne hanno modificato gli sviluppi futuri.
La seconda fase è consistita nell’acquisizione di tutte le conoscenze in merito all’archeologia industriale, una disciplina sensibile alle problematiche relative alle aree di produzione dismesse. Si parla quindi di “monumenti industriali” con la volontà di recuperarli e re-inserirli nel contesto urbano, cercando anche di avvicinare il cittadino a dei luoghi forse lontani dalla concezione di “bene’ ma degni di essere salvaguardati. Entrando poi nel merito dell’area oggetto di studio, si vogliono approfondire tutti gli aspetti tipologici e funzionali che la caratterizzano. Si porta avanti un’analisi che riguarda sia lo sviluppo dell’area nel tempo, sia gli sviluppi interni, quindi il rapporto che i diversi fabbricati hanno tra loro. Vengono sottolineate,
soprattutto, la funzioni che svolgono adesso i vari componenti delle Ex Officine Ducrot mettendone in risalto lo stato di conservazione attuale. Con la volontà di voler recuperare l’ex area industriale di Palermo, si propone, quindi, sia un progetto di rifunzionalizzazione dei fabbricati interni, sia la riconnessione dei Cantieri Culturali della Zisa con il contesto urbano. Da un lato l’analisi più dettagliata dello spazio (in)colto, fabbricato che sembra destare maggiori problematiche dal punto di vista conservativo, ma con delle notevoli potenzialità; dall’altro una rifunzionalizzazione d’insieme che mira a ridare corpo e attrattiva a tutta l’area.
Relatori
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