Dall’inventario archivistico alla gestione dei dati in GIS : il fondo Mario Lange
Michela Audo-Gianotti
Dall’inventario archivistico alla gestione dei dati in GIS : il fondo Mario Lange.
Rel. Antonia Teresa Spano', Enrica Bodrato. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2013
Abstract
Nel 2010 mi sono iscritta alle collaborazioni part-time messe a disposizione dal Politecnico di Torino. Tra le preferenze da indicare nella domanda, ho segnalato per primo il Laboratorio di Storia e Beni Culturali (LSBC). Devo essere sincera, non avevo la minima idea di quello che avrei fatto nè di che cosa l'ufficio si occupasse. Poi, l'esito positivo dell'assegnazione mi ha permesso di capire e di dare il mio contributo nei lavori di catalogazione assegnati. La mia tesi parte da questa esperienza che ho avuto la possibilità di rinnovare altre due volte e dalla prima attività di catalogazione che ho eseguito personalmente, dall'inizio alla fine, con l'Arch. Enrica Bodrato, responsabile dell'ufficio nonché referente del progetto sul Fondo Lange.
Inventariare ogni singolo disegno mi ha dato modo, con il passare del tempo, di riflettere su come rielaborare le informazioni grafiche dell'ingegner Mario Lange. Ogni tavola mi ha affascinato per la tecnica esecutiva, per le accortezze usate, per i numerosissimi particolari costruttivi. Pur essendo disegni tecnici, la loro qualità è, a mio parere, notevole: sono datati all' inizio del Novecento e hanno la capacità di ammaliare chi oramai si avvale del computer per qualsiasi utilizzo, chi considera il mouse il miglior amico nelle notti insonni prima di un esame di progetto.
L'entusiasmo per l'attività archivistica mi ha coinvolta sin da subito. Già l'ultimo anno della triennale avevo seguito un corso con la professoressa Laura Guardamagna su Storia e Metodi di Analisi, approfondendo per l'esame finale l'argomento sugli archivi. Nello stesso periodo, ho svolto il tirocinio curricolare di 75 ore presso l'Archivio Edilizio della Città di Torino.
Gli archivi rappresentano da sempre luoghi di accumulo di memoria e conoscenza e, per molti versi, luoghi privilegiati del sapere. In particolare poi, gli archivi degli architetti sono archivi sui generis, contengono materiali di grande fascino, documenti e talvolta veri e propri oggetti d'arte. Nel loro insieme raccontano le opere di architettura e la cultura architettonica che le ha prodotte, ma anche gli infiniti nessi che le ricerche sullo spazio e il paesaggio hanno con la storia della società.
Dopo questa prima esperienza sul Fondo Lange, durata 150 ore di inventariazione, ho fatto richiesta per altre collaborazioni part-time sempre in Laboratorio, fino a conseguire un totale di 400 ore. In questo arco di tempo ho partecipato, in piccola parte, ad altri progetti come l'avvio dell'inventariazione del Fondo Rosani, e l'inventariazione di fotografie e appunti del Fondo Verzone.
Il mio avvicinamento alle tecniche di rilievo, invece, è iniziato durante l’Atelier Restauro, promozione e valorizzazione del patrimonio, corso della professoressa Maria Adriana Giusti, dove l'arch. Cristina Bonfanti affrontava il caso studio sul Parco di Stupinigi dal punto di vista territoriale e integrando tali informazioni con il software GIS.
Successivamente ho preso parte al Progetto 5X5-30 promosso dalla Progettualità Studentesca del Politecnico di Torino, con referenti i professori Piero Boccardo, Andrea Lingua, Antonia Spanò, Filiberto Chiabrando (DIST, DIATI, DAD). L'attività formativa inerente lo studio e l'addestramento al rilievo metrico 3D mediante tecnologie laser scanning (LIDAR) e di telerilevamento si è svolto presso il Comune di Vernazza (SP). Durante i giorni del sopralluogo, il confronto con alcuni partecipanti e l'ambiente di lavoro creatosi, ha fatto sì che il materia sia aumentato esponenzialmente. Creamente sul campo in un progetto che era solo sulla ire come il taognuno svolge il suo compito interagendo conti al fine di combaciare tutti e raggiungere cosìquest'o l'idea di utilizzare il GIS nella mia tesaturata grazie all'interazione personale con la professoressa Antonia Spanò.
Obiettivi e strumenti di analisi
Per descrivere lo spazio circosto concepito l'architetto usa il disegno come strumento nicare l'armonia delle forme, i ritmi e le cadenze determinati dalla presenza di ornami, di luce ed ombre. Esso è une l'arte che si articola in quattro dimensioni avendone a disposizione solo due e quindi deve essere interpretato correttamente dallo spettatore con l'ausilio della sua tecnica (piante, sezioni, prospetti ecc.); guida chi lo guarda attraverso la genesi dello spazio, la definizione dei pesi e delle proporzioni, la realizzazione di un'idea.
Il Fondo Lange è costituito da un modello e da 946 disegni conservati in contenitori realizzati con materiali chimicamente stabili come carta da imballaggio e tubi in cartone. Al loro interno le tavole sono su differenti supporti: cartoncini, carte da disegno, carte millimetrate, da lucido e sottolucido.
Quest'ultime sono tipiche della disciplina, derivate dalla doppia esigenza di precisione tecnica nell'esecuzione e di riproducibilità; il tratto a inchiostro di china steso sulla carta traslucida risulta opaco e permette quindi di ottenere copie molto nitide. Gli inchiostri sono a base di nerofumo sospeso in una soluzione di gomma lacca, boraca e gelatina. Essi sono molto resistenti all'acqua, inattaccabili dai reagenti chimici ed il colore è inalterabile; può essere rimosso solo tramite raschiatura o con gomme altamente abrasive.
Questo fondo può essere perfettamente integrato alla metodologia da utilizzare in GIS poiché tutti i disegni si presentano di base già georeferenziati, attraverso il numero identificativo e univoco di quattro cifre che Lange ha apportato su ognuno di essi. Il codice è utile per i collegamenti tra disegni e lo è stato molto anche per il mio progetto di tesi.
Le tavole descrivono le diverse fasi progettuali, fin nei particolari costruttivi, dell'edificio realizzato in corso Palestro 7 a Torino dopo il 1912, ma ai fini della ricerca ho rielaborato esclusivamente le tavole definitive del progetto. Interessante verificare, con rilievo metrico, se l'idea finale e l'effettiva realizzazione dell'edificio coincidono; in questa sede, il lavoro è stato circoscritto al materiale conservato presso il Laboratorio di Storia e Beni Culturali.
L'obiettivo principale della mia tesi consiste nell'implementare i dati, scaturiti dal lavoro di inventariazione in archivio, all'interno di un Sistema Informativo Territoriale (SIT). Trovare il punto di contatto tra due software di archiviazione dei dati, apparentemente distanti tra loro: il primo, Guarini Archivi, per la gestione dei documenti archivistici e il secondo, GIS, per la rappresentazione geometrica degli elementi in ambito geografico - territoriale.
Inizialmente il lavoro prevedeva di utilizzare il maggior numero di disegni per rappresentare il complesso residenziale nella sua interezza, mentre, durante la fase operativa, mi sono concentrata sul pian terreno con gli accessi, il cortile in comune tra i condomini, i due appartamenti nobili e il locale portineria, considerandolo così come piano tipo. In più, per garantire l'interoperabilità della ricerca, sono elencati una serie di standard condivisi dalla comunità scientifica per la raccolta dati.
Il passaggio grafico da cartaceo a digitale prevede una serie di accorgimenti per conciliare le differenti esigenze, nel momento in cui si passa da una media scala a quella architettonica di dettaglio (1:100-1:50) e, successivamente, si interroga il sistema proposto in GIS attraverso specifiche tematizzazioni, ad esempio l'analisi delle strutture. Quest'ultime sono la rappresentazione grafica della modalità di gestione dei dati, dove l'utenza finale può scegliere la modalità di consultazione, cartacea o digitale.
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
