Progettare per l’archeologia : un museo diffuso per Villa Adriana
Francesca Serra
Progettare per l’archeologia : un museo diffuso per Villa Adriana.
Rel. Pierre Alain Croset, Marco Vaudetti. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Costruzione), 2013
Abstract
La tesi vuole indagare una possibile strategia di intervento a fini museali per valorizzare la complessa area archeologica della villa dell’imperatore Adriano.
Durante gli ultimi anni, infatti, la villa sta subendo un lento e costante declino che la sta portando sempre più in basso nella classifica dei siti archeologici visitati e si moltiplicano i cartelli di pericolo crollo sparsi tra gli edifici di cui si compone la residenza imperiale.
A mio avviso, l'assenza di una musealizzazione strutturata è uno dei principali motivi di dissertazione in quanto, allo stato attuale, la villa presenta all'interno solamente un'area dedicata alle esposizioni temporanee mancando totalmente sia magazzini per i reperti, sia spazi per la documentazione e la ricerca che spazi per accogliere dibattiti e convegni nonché un punto ristoro interno al sito. Mancano molti degli elementi "basilari" di cui si dovrebbe comporre un museo.
La villa si presenta al visitatore in modo non accogliente e non adeguato all'importanza che essa ha rivestito per tutti gli architetti, gli studiosi e gli appassionati che vi si sono recati dalla sua riscoperta.
Questo è dovuto non già all'incuria della Soprintendenza che, anno dopo anno, lottando contro la mancanza di fondi, cerca di mantenere il sito a livelli decorosi, quanto alla cronica mancanza di finanziamenti e di una ferma volontà di intervento a fini museali da ricercare a livello governativo.
Proprio per sollecitare l'opinione pubblica, ma anche per altre motivazioni su cui non mi soffermo in questa prefazione, l'Accademia Adrianea ha istituito un workshop estivo ormai annuale in cui studenti di architettura di varie Facoltà d'Italia spendono le proprie energie per proporre soluzioni progettuali che valorizzino al meglio la storia e le architetture della villa.
Riallacciandomi all'iniziativa dell'Accademia Adrianea ho svolto questa tesi che si pone l'obiettivo di rispondere al meglio alle esigenze del visitatore contemporaneo guidandolo alla scoperta dei tesori che la villa ha da offrire.
La tesi si è svolta tra il Politecnico di Torino, sotto la guida del prof. P.A. Croset e la collaborazione al saggio II allegato del prof. M. Vaudetti, il Politecnico di Milano, con la gentile collaborazione del prof. Caliari e con alcuni colloqui con la Responsabile del sito dott. B. Adembri della Soprintenza dei Beni Archeologici del Lazio.
Alla tesi ho integrato la frequentazione dei dibattiti accademici sul tema, quali il Convegno Internazionale "The archeological musealization" tenutosi presso il Politecnico di Torino nel Novembre 2011 e il "Seminario Nazionale di Archeologia Virtuale: comunicare in digitale" svoltosi presso l'Università La Sapienza di Roma nel Giugno 2012.
La tesi è strutturata in due parti: la prima parte inizia con un'analisi storica della Villa dalla sua riscoperta, evidenziando gli stimoli e gli spunti di riflessione che ha fornito agli architetti che l'hanno visitata. L'analisi procede per comparazione tra edifici presenti nella villa ed edifici realizzati da architetti del calibro di Borromini, Le Corbusier, Khan e molti altri. In seguito ho colto alcuni spunti di riflessione sul rapporto tra Architettura e Archeologia sottolineando gli aspetti salienti del dibattito accademico sul tema.
Infine, ho svolto un lavoro preliminare al progetto di analisi compositiva e di analisi per fasi costruttive per comprendere meglio le possibili strategie di intervento.
Nella seconda parte, invece, introduco il bando del Workshop Prix de Rome a cui mi sono attenuta per quanto riguarda i requisiti funzionali e le modalità di intervento. Successivamente descrivo il progetto con una sorta di "diario di bordo" in cui alterno descrizioni e tavole progettuali chiarificando scelte compositive e modalità di approccio riguardo le scelte costruttive, la scelta dei materiali, la disposizione delle collezioni, ecc.
Il progetto proposto coglie gli stimoli e le informazioni emerse durante tutto l'arco di stesura della tesi e si sofferma sul tema del "racconto" tramite strutture diffuse che accompagnano e guidano il visitatore alla scoperta del sito.
Le strutture architettoniche, ipogee, si caratterizzano per la loro presenza discreta ed essenziale, come una sorta di chiavi di lettura nascoste e disseminate nel sito.
In allegato alla tesi sono presenti due saggi, scritti in parallelo con l'evolversi del progetto, in cui ho approfondito temi correlati alla musealizzazione nei siti archeologici.
Il primo saggio, scritto sotto la guida del prof. P.A. Croset, è un saggio storico-critico di comparazione tra due interventi progettuali che affrontano i rapporti tra Archeologia, Paesaggio e Architettura, condizioni simili a quelle affrontate per il progetto di Villa Adriana: i percorsi dell'Acropoli di Atene (Arch. Pikio- nis) e il Museo Archeologico di Mont Beuvray (Arch. Pierre-Louis Falog). Lo scopo era quello di confrontare le modalità di approccio e le modalità progettuali dei due architetti evidenziandone le affinità e le differenze attraverso un confronto per tematiche.
Nel secondo saggio, strutturato in accordo con il prof. M. Vaudetti, ho approfondito il tema della musealizzazione dei siti archeologi analizzando problematiche e casi studio nazionali e internazionali, con un focus sui recenti sviluppi dei supporti virtuali in ambito museale.
Relatori
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