Riqualifichiamo! : la riqualificazione dell’edilizia residenziale : confronto tra Italia e Germania
Sergio Savasta
Riqualifichiamo! : la riqualificazione dell’edilizia residenziale : confronto tra Italia e Germania.
Rel. Andrea Bocco, Filippo De Pieri, Farshad Nasrollahi. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2013
Abstract
Per il settore delle costruzioni, la riqualificazione rappresenta un tema fondamentale da affrontare nel prossimo futuro, soprattutto alla luce dei numeri drammatici dello stock edilizio: secondo le statistiche dell'ultimo censimento del 2011, in Italia e in Germania il 70% degli edifici residenziali è stato costruito antecedentemente alla prima riforma sul risparmio energetico (nel 1976 in Italia, nel 1977 in Germania); a ciò si somma quella buona parte dell'architettura contemporanea realizzata negli ultimi trent'anni, che ad oggi risulta già obsoleta e superata.
I suddetti dati, con le valutazioni che ne conseguono, hanno fatto sorgere in me l'interesse per la materia trattata nel presente lavoro.
Oggi, nel campo dell'edilizia, perla prima volta nella storia, ci ritroviamo ad affrontare nuove sfide e a raggiungere obiettivi legati alla salvaguardia dell'ambiente. Si tratta di una novità assoluta rispetto a qualche decennio fa, che per la sua portata potrebbe essere paragonabile ad una rivoluzione culturale tale da portare a ripensare l'approccio progettuale. O almeno dovrebbe.
La Comunità Europea, nel primo decennio del XXI secolo, attraverso svariate Direttive ha individuato dei traguardi da raggiungere entro il 2020, riguardanti il contenimento dei consumi energetici e delle emissioni inquinanti in campo edilizio. È sicuramente un obiettivo nobile, che rende l'Unione Europea uno tra gli organismi sovranazionali più attivi a livello mondiale per ciò che concerne la salvaguardia dell'ambiente. Purtroppo, queste Direttive non sono state percepite nella stessa misura da tutti i Paesi membri, causando una grande e grave disparità nell'approccio a questo argomento. A volte, anche all'interno della stessa nazione, si rilevano notevoli differenze, come si avrà modo di illustrare in relazione al caso italiano.
Alla luce di questo panorama e di questi obiettivi, il presente lavoro mostra come Italia e Germania stiano affrontando queste sfide nel settore dell'edilizia residenziale, e più precisamente nell'ambito della riqualificazione.
Il confronto tra questi due Paesi nasce prima di tutto per una scelta meramente personale; grazie ad un'esperienza durata un anno di studio in Germania (più precisamente a Berlino) ho avuto la possibilità di entrare in contatto con la cultura tedesca, scoprendone il punto di vista, nonché l'approccio al tema "architettura e ambiente". Fin da subito mi è sembrato interessante cercare di capire quali fossero le cause di questa particolare attenzione verso la salvaguardia dell'ambiente, da un punto di vista sia politico, sia civico e sociale, mettendolo a confronto con la situazione italiana, dove fino ad oggi il tema, invece, non è così diffuso e popolare (purtroppo).
Il secondo motivo è originato dalla volontà di analizzare come questi due Paesi siano usciti dalla Seconda Guerra Mondiale, affrontando sfide comuni e partendo da due situazioni molto simili: Italia e Germania subirono i maggiori danni materiali durante il conflitto, sebbene la situazione della Germania fosse più grave di quella italiana; entrambi furono aiutati mediante i cospicui finanziamenti americani erogati con il piano Marshall, ed entrambi attraversarono un periodo di boom economico nel corso degli anni Sessanta.
La ricostruzione ebbe sfumature e proporzioni diverse, ma prosegui in parallelo per entrambi fino agli anni Settanta, quando si introdussero le prime norme sul mantenimento dei consumi energetici nel settore edilizio. Da qui in avanti i due Paesi affrontarono in maniera diversa la questione ambientale legata al settore delle costruzioni, sia da un punto di vista di scelte politiche sia di responsabilità e senso civico.
La scelta di concentrarmi sulla riqualificazione dell'edilizia residenziale deriva dal fatto che questa è l'architettura più diffusa in Italia e in Germania, e rappresenta il settore che consuma più energia di tutti, più del trasporto e delle industrie. Il risanamento e l'adeguamento di questo patrimonio edilizio sembrano imprescindibili per rispettare gli obiettivi tracciati dalla Comunità Europea e per le famiglie che devono affrontare prezzi energetici sempre maggiori.
Attraverso questi tre volumi, ho cercato di capire che cosa significhi riqualificare e che cosa abbia significato nel passato, come oggi si stia affrontando il tema nei due Paesi in questione, per determinare infine il tipo di riqualificazione oggi in atto e quali siano le possibili evoluzioni.
Il Volume I introduce e approfondisce l'argomento della riqualificazione secondo vari punti di vista. L'analisi parte da un quesito provocatorio. Poiché nel progettare un edificio ex novo, secondo le norme del risparmio energetico e del contenimento dei consumi, si è più facilitati e si possiede maggior libertà di scelta rispetto ad un intervento sull'esistente e poiché ci sono decine di milioni di unità abitative che necessitano di essere riqualificate per raggiungere gli obiettivi del 2020, allora, perché non demolire tutto questo patrimonio e ricostruirlo da zero?
Nel primo capitolo si cerca di capire se questa utopia possa essere attuata o no, analizzando altre utopie architettoniche proposte, e alcune realizzate, nel corso del Novecento fino ad arrivare agli anni più recenti, in cui si sarebbe voluta utilizzare o si è utilizzata la demolizione come strumento per ricostruire da zero alcune parti di città.
Nel secondo capitolo si parla di come nel secondo dopoguerra, in parallelo rispetto ad una politica urbanistica incentrata sulla demolizione e ricostruzione, in Europa si sia diffuso il dibattito sulla conservazione del patrimonio esistente. Proprio in questo periodo nasce la concezione di "centro storico" e di "patrimonio edilizio". Si è sviluppata, così, una salvaguardia dell'edilizia esistente minore e residenziale, non più solo monumentale, che ha portato ad un grande processo di manutenzione e di ammodernamento di numerosi appartamenti, sia in Germania sia in Italia, nel corso degli anni '70-'80. L'Italia (prima) e la Germania (dopo) hanno avuto un ruolo centrale all'interno di questo dibattito della salvaguardia del patrimonio esistente, con esempi come Bologna (anni '60-'80) e Berlino (anni 70-'80) che fecero scuola all'epoca e che vengono approfonditi nel corso del capitolo.
Nel terzo capitolo intitolato "Recuperare è meglio che demolire", sono esposti i motivi per cui si dovrebbe preferire la riqualificazione alla demolizione. Si tratta di concetti che sono ripresi nel corso del capitolo successivo, in cui si sottolinea l'importanza di saper leggere i metodi costruttivi e i valori dell'esistente per compiere così un buon intervento di riqualificazione.
Nel quinto e sesto capitolo si entra più nel dettaglio analizzando la situazione in Italia e in Germania. Per ciascun Paese viene descritta la situazione dell'attuale stock edilizio residenziale e si spiega quanto questo settore influisca sui consumi energetici nazionali. In seguito, si fa un excursus sull'evoluzione cronologica delle norme nazionali sul risparmio energetico nel settore edilizio, per poi passare in rassegna i programmi nazionali di riqualificazione realizzati negli ultimi trent'anni e quelli in atto ancora oggi. Infine, ci si concentra sull'approccio e sulle azioni di due città: Torino per l'Italia e Berlino per la Germania. Due città molto diverse per storia e morfologia urbana, ma che rappresentano due modelli per i rispettivi Paesi per le politiche in atto e per gli interventi relativi al tema di riqualificazione e salvaguardia dell'ambiente.
Il Volume II è una sorta di manuale sintetico degli edifici residenziali del Novecento in Italia e in Germania, attraverso una periodizzazione delle loro tipologie spaziali e dei loro sistemi tecnologici. Una classificazione del patrimonio edilizio residenziale esistente è molto complessa, ma necessaria per un progettista che voglia cimentarsi nella pratica della riqualificazione. L'obiettivo di questo Volume è di far nascere un senso critico verso l'architettura residenziale che ci circonda, e in cui viviamo. La sua stesura mi è servita per analizzare i casi studio, avendo così un quadro più completo delle tecniche edilizie in Italia e in Germania, spesso differenti da come vengono descritte nella letteratura diffusa e nel corso studi universitari.
Nel Volume III sono descritti gli otto progetti di riqualificazione, quattro per Paese. Ciascun progetto è analizzato in tre fasi: si parte dalla presentazione dello stato preesistente, per capire le cause che hanno portato al bisogno di intervenire; dopo si passa all'analisi del tipo di approccio avuto dai progettisti e dalle amministrazioni locali; infine, sono presentati gli interventi, approfondendone uno o due per ciascun caso.
Alla fine del volume si trova un confronto grafico attraverso assonometrie, sezioni e schemi, realizzati dall'autore per ciascun caso studio, al fine di per avere un quadro immediato delle metodologie e dei differenti interventi eseguiti.
Questa analisi è tornata utile per apprendere al meglio come l'argomento della riqualificazione sia affrontato recentemente in maniera pratica, come i progettisti si rapportino con l'esistente e con le esigenze degli utenti e come sia rispettata l'identità dell'edificio; in particolare, è stato molto interessante capire il ruolo degli abitanti nei processi di riqualificazione.
Personalmente, ho vissuto questo lavoro come un interessante viaggio alla scoperta di un argomento di estrema attualità e importanza nel panorama sociale, ambientale e economico del nostro Paese. Proprio la sua attualità ha fatto sì che si siano presentate delle difficoltà durante il percorso. Nelle fasi di ricerca di informazioni e di materiale utile, ho avuto la possibilità di confrontarmi e di avere colloqui con professionisti del settore e docenti universitari, da cui ho ottenuto la medesima risposta: "L'argomento è molto interessante ed estremamente attuale, ma non posso aiutarti, né so cosa consigliarti". Si tratta di una lacuna addebitabile non tanto ai miei interlocutori, bensì più in generale all'informazione sul tema che ho riscontrato sia in Italia sia in Germania, soprattutto a livello letterario, considerato che le poche riviste e i pochi libri che si occupano di riqualificazione sono 'incentrati su interventi inerenti architetture di pregio e di valore, come fabbricati industriali, museali o terziari, tralasciando la questione dell'edilizia residenziale e dell'architettura minore. Si tratta, in sostanza, di trattazioni del problema poco esaurienti.
Tali difficoltà sono state riscontrate anche nel reperimento dei casi studio e dei relativi materiali, che mi hanno portato a bussare direttamente alle porte degli studi e degli uffici, e a visitare direttamente sei degli otto casi studio analizzati, di cui un paio ancora in fase di cantiere.
Un percorso sì lungo e tortuoso, ma che è servito per aumentare il mio senso critico su questo argomento e che mi ha portato a provare a dare una risposta su quale sia il tipo di riqualificazione in atto in Italia e in Germania, nonché a riflettere sulle quantità e sulle modalità con le quali esso venga affrontato, sia a livello politico sia a livello professionale e non, e che cosa questi due Paesi hanno imparato e potranno imparare l'uno dall'altro.
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