Villa della Regina a Torino: analisi storica, rilievo vegetazionale e fìtosanitario. Proposte manutentive
Salvatore Conforto
Villa della Regina a Torino: analisi storica, rilievo vegetazionale e fìtosanitario. Proposte manutentive.
Rel. Marco Devecchi, Paolo Cornaglia, Cristina Mossetti. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Progettazione Di Giardini, Parchi E Paesaggio, 2013
Abstract
Negli ultimi decenni si è puntato molto sul progetto di affermare e rendere nota l’immagine del Piemonte, e ancor più del resto del suo capoluogo Torino, quale centro promotore e conservatore di arte, con l’intento di ribadire il ruolo della capitale come città d’arte e non solo città dell’industria. Villa della Regina è rimasta per troppo tempo incastonata sulla collina torinese alle spalle della Gran Madre come un fantasma dello splendore di un tempo, splendore mantenuto vivo nella memoria collettiva attraverso le parole di chi intuiva lo sfarzo sotto la veste di abbandono in cui la residenza ha versato per lungo tempo nel Novecento.
Il recupero di questa “vigna”, da troppo tempo esclusa da ogni percorso turistico e di interesse culturale, è stato il motivo trainante di questo lavoro di ricerca. Lo studio è stato condotto con l’intento di concentrare l’attenzione sul restauro della componente vegetale del Giardino della Villa, al fine di tenere aggiornato la status fitopatologico del giardino e consigliare interventi manutentivi e conservativi delle specie botaniche. La villa era un simbolo: essa rientrava nel sistema territoriale sabaudo. Tale sistema era la risultante di un’arguta e fortemente perseguita politica della famiglia ducale sabauda a livello europeo. Siamo nel Seicento, secolo di massima espansione e affermazione della casata ducale, di forti condizionamenti politici, di affermazione sul territorio piemontese di una famiglia regnante e del suo Stato. Villa della Regina non può essere “capita” senza prendere in considerazione oltre tre secoli della sua vita, senza inserirla nel contesto del quale ha preso vita e nel quale ha raggiunto il proprio splendore artistico e architettonico: proprio quella magnificenza che oggi si sta recuperando e si vuole valorizzare. Per affrontare oggi la ristrutturazione della Villa, per programmarne un valido utilizzo e una degna valorizzazione è fondamentale rispettarne la storia, lo spirito artistico e architettonico, pertanto è irrinunciabile il ricorso alla ricerca storica, archivistica e documentaria. La storia del complesso è la base sulla quale oggi è costruita la sua rinascita. In considerazione di questo elemento la parte prima del lavoro di tesi è una ricerca e un confronto della documentazione disponibile. Obbligatorio un “inquadramento storico” (capitolo I) per dare risalto all’ambiente e ai condizionamenti intervenuti all’epoca della costruzione della Vigna e nel suo essere a pieno titolo “gioiello” sabaudo. Villa della Regina non può essere svincolata dalla corona di delitie, le quali sono una manifestazione di una politica di governo e di una forma di loisir, al tempo stesso mezzo per affermare il potere e per godere dei vantaggi derivanti da un tale condizione di forza. Non solo, la villa è anche lo specchio di una personalità forte e colta, di un mecenate e di un uomo politico: Villa della Regina nacque come Vigna del Cardinal Maurizio, dimora privilegiata e luogo di riunione per la sua Accademia filosofica. Essa divenne residenza amata di principesse, duchesse e tre regine, luogo nel quale esercitarono alcuni tra i maggiori artisti ed architetti di corte, spazio in cui arte, cultura, politica e piacere hanno convissuto continuamente per due secoli. Villa della Regina è un anello di una catena molto più ampia, un elemento della Corona di delitie sabauda, legata a un preciso momento storico, ad una particolare condizione politica che appare oggi assai lontana nella memoria collettiva. Nonostante ciò essa è memoria, testimonianza artistica, politica e storica. La rivalutazione della cultura passa attraverso la storia e di queste si nutre, da questa ne trae esempio. La valorizzazione delle residenze Sabaude è solo un aspetto di un programma di più ampio respiro, ma queste residenze sono parte del territorio, degne di ritrovare il loro splendore. Il solo modo per bloccare gli effetti dell’incuria e per rendere efficace un restauro è prevedere un riuso del bene artistico-culturale che al contempo assolva un duplice affetto. Come prima conseguenza ci permette di monitorare la salute ed effettuare costantemente la manutenzione concedendo il vantaggio di interventi più piccoli e mirati di conservazione. Secondo risultato, strettamente connesso al primo, concerne il fatto che il riuso contribuisce ad una migliore conservazione e garantisce nuova vitalità al bene, poiché prevede che questo, inteso come forma manifesta dell’arte, tomi ad essere pubblico, liberamente fruibile, a tutti gli effetti un bene culturale.
Villa della Regina rappresenta la realizzazione pratica di questo concetto di restauro. Questa maison de plaisance ha una storia che ha permesso che nascesse l’esigenza di farla tornare a splendere, di farla tornare ad essere una testimonianza artistica inserita in un ambito territoriale del quale è pienamente parte.
Relatori
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