Sperimentazione di autocostruzione autoctona ed ecocompatibile: Panama
Giovanni Presti
Sperimentazione di autocostruzione autoctona ed ecocompatibile: Panama.
Rel. Clara Bertolini Cestari, Mario Grosso. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2013
Abstract
Tutto cominciò in Brasile per l’esattezza a Brasilia quando stavo per terminare il mio anno di Erasmus Mundus, programma di scambio internazionale tra università europee e brasiliane: è stato un anno fitto di esperienze sia a livello universitario sia di vita. Questa esperienza mi ha permesso di viaggiare e conoscere varie metropoli come San Paolo, Rio de Janeiro, Belo Horizonte, Recife, Salvador de Bahia e molti altri luoghi di altissimo valore paesaggistico come il Cerrado e la zona costiera di Maceo. Durante questo periodo ho avuto modo di conoscere e frequentare l’architetto colombiano Maurizio Castano, socio fondatore di “Habitat sin Fronteras”, un’associazione che si occupa di architettura orientata alla solidarietà sociale ed alla cooperazione allo sviluppo.
Habitat sin fronteras è una organizzazione non governativa creata da un gruppo di giovani con l’intento di migliorare la qualità della vita delle popolazioni che versano in situazioni di vulnerabilità sociale e povertà.
Coinvolto dall’entusiasmo e dai propositi di HFS, quasi per gioco ho partecipato ad un concorso di idee a Panama insieme all’architetto Maurizio Castano e all’architetto brasiliano Tauana Ramthum do Amarai. Il concorso consisteva nel riprogettare un’area verde privata ad uso pubblico con i materiali di recupero e di scarto della costruzione di un grattacielo a Panama city. Ci siamo classificati al secondo posto e grazie alla visibilità ottenuta con questo concorso, lo studio di architettura e ingegneria “aguaterra”, colpiti anche dal lavoro svolto in Colombia dall’architetto Maurizio Castano, ci hanno presentato all’impresa Pearì Island Limited S.A., la quale ci ha fatto una proposta inaspettata: la costruzione di una scuola materna sull’isola Pedro Gonzales, un’isola panamense facente parte dell’arcipelago di las Perìas, abitata da una piccola comunità di circa 300 persone: il villaggio El Coca!.
Avevamo la possibilità di portare avanti la sperimentazione sulla costruzione con materiali di recupero, ma soprattutto con materiali autoctoni, non solo abbattendo i costi, ma anche coinvolgendo la popolazione locale.
Era un progetto in linea con la filosofia di HFS: oltre a utilizzare per lo più materiali reperibili in loco abbiamo privilegiato la semplicità costruttiva, in modo da coinvolgere nella realizzazione dell’opera l’intera comunità e trasformare così la costruzione della scuola in un’ occasione di aggregazione sociale.
Attraverso questa esperienza di “autocostruzione”, essendo gli stessi utilizzatori finali ad eseguire tutte le fasi costruttive, abbiamo fatto sì che la comunità sentisse questa scuola come propria e funzionale alle loro esigenze e imparasse nel contempo a mantenerla e a gestirla, abituandosi al riutilizzo di materiali locali come il legname abbattuto per la costruzione dell’aeroporto.
La casa Caraeoi, questo alla fine il nome della scuola ispirato alle lumache disegnate dai bambini, ha contribuito a fornire agli abitanti stimoli e strumenti per imparare ad autogestirsi fuori dagli schemi dello spreco e del consumismo. Contemporaneamente ha insegnato a noi architetti, in questo caso “interpreti e non docenti”, che è possibile un progetto architettonico “autocostruito” con manodopera assolutamente non specializzata, indirizzato a fini socialmente utili e nel rispetto dell’ambiente. Il successo è stato tale, che abbiamo ricevuto un premio, il “Pad de Oro”, concorso bandito dalla “Sociedad Colombiana de Arquitectos de New York”.
- Abstract in italiano (PDF, 360kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 307kB - Creative Commons Attribution)
Relatori
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