Nuova cultura per l'architettura ecocompatibile : ipotesi di integrazione delle NTC inerente al bambù
Eloisa Martorana, Evelina Micono
Nuova cultura per l'architettura ecocompatibile : ipotesi di integrazione delle NTC inerente al bambù.
Rel. Mauricio Cardenas Laverde, Stefano Invernizzi, Valentino Manni. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2012
Abstract
Il bambù sta vivendo un momento di particolare interesse a scala internazionale: da un lato lo si sta riscoprendo nei Paesi in cui cresce ed è usato da secoli, dall'altro incuriosisce chi, fino ad ora, lo ha visto come un materiale esotico e lontano. Un contributo a tale entusiasmo è sicuramente dato dall'uso del bambù da parte di architetti famosi che, con i loro progetti di fama internazionale mostrano le potenzialità prestazionali e formali di questa "erba gigante". L'interesse aumentato negli anni recenti ha dato vita alla realizzazione di numerosi progetti, anche se prevalentemente a carattere temporaneo, magari in occasione di esposizioni e mostre; ciò a causa della mancanza di una normativa: non è possibile realizzare progetti permanenti a causa della mancanza dì un codice di riferimento e, di conseguenza, si preferisce progettare con materiali già sperimentati, investire in qualcosa che sia già noto e di "sicura approvazione"..
A livello psicologico l'uso del bambù può spaventare: nell'immaginario collettivo il culmo è visto come poco sicuro perché non lavorato ed utilizzato così come appare in natura. Come dimostrato dai primi test di laboratorio queste paure sono infondate, ma è necessaria una normativa che convinca gli addetti al settore edile e gli utenti della sicurezza delle potenzialità di questo materiale.
Anche in Italia il bambù è stato recentemente utilizzato in diverse occasioni, per creare spazi espositivi a carattere temporaneo e oggetti di design. Ad eccezione di qualche rara occasione in cui, per la realizzazione dei progetti, si è deciso di utilizzare il bambù italiano per limitare l'impatto dei costi di trasporto della materia prima, nella maggior parte dei casi il suo utilizzo come materiale da costruzione non si discosta da quello di qualsiasi altro prodotto edilizio d'importazione: però, a differenza di altri prodotti importati, "non sostituibili" nel ruolo che occupano in edilizia (come il silicio -nei pannelli fotovoltaici- e il vetro), l'onere economico legato al trasporto del bambù può comportare problemi a livello di un mercato, come quello europeo, con alle spalle una lunga tradizione edilizia, ricca di materiali e tipologie comprovate e più "tradizionali". Questa tesi si prefigge come obiettivo la stesura di un'ipotesi di normativa inerente all'uso strutturale del bambù, al fine di incentivare, con il nostro studio, l'approfondimento di un tema attuale (quale la progettazione antisismica), innovativo (l'introduzione di un nuovo materiale da costruzione, non ancora normato in Italia e in Europa) e in linea con le politiche della sostenibilità ambientale.
I principali fattori che hanno motivato un approfondimento nello studio di questo materiale, sono le interessanti architetture con esso finora realizzate e le eccellenti proprietà fisiche e meccaniche; inoltre, in un contesto in cui le risorse naturali sono in diminuzione, il bambù sembra emergere come alternativa al legno, oltre che per le qualità già citate, soprattutto per la rapida crescita che caratterizza questa pianta. Tuttavia, affinché tecnici, ingegneri e architetti possano cominciare a sfruttare il suo potenziale, servono standard, normative, codici nazionali e internazionali da seguire in fase progettuale, come già accade per qualunque altro materiale da costruzione. La realizzazione di normative riguardanti il suo utilizzo, è già avvenuta in quelle parti del mondo in cui il bambù è un materiale autoctono e il cui uso è radicato nella tradizione costruttiva locale: India, Cina, Giappone, Colombia sono già dotati di normative che specificano i calcoli da effettuare per il progetto e la verifica di una struttura in bambù, la corretta esecuzione delle opere (anche con l'ausilio di manodopera non qualificata) e le principali operazioni manutentive.
In Italia (e in Europa) non esiste attualmente nulla di tutto questo: non esistono linee guida per la progettazione, normative di riferimento e nemmeno precedenti realizzazioni di edifici in bambù capaci di incentivare le autorità competenti ad intraprendere la strada della conoscenza specifica di questo materiale.
Il nostro obiettivo è quindi delineare un percorso da seguire per la stesura in futuro di eventuali prescrizioni di carattere tecnico, cominciando ad evidenziare quali aspetti è possibile reperire in altre normative (NSR 2010 - Colombia - per la progettazione; standard ISO per l'esecuzione delle prove in laboratorio) e quali, per il rispetto di quanto prescritto dalle Norme Tecniche per le Costruzioni del 2008 in termini di qualità e sicurezza, è necessario approfondire in sedi più appropriate. Intendiamo dare, in questa sede, un contributo alla diffusione in Italia di questo materiale, cercando un dialogo tra le soluzioni costruttive di culture lontane e il contesto e la tradizione progettuale italiana.
Relatori
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