Viabilità panoramica : teorie e metodi per la sua tutela attraverso la pianificazione
Margherita Bertrandi
Viabilità panoramica : teorie e metodi per la sua tutela attraverso la pianificazione.
Rel. Claudia Cassatella. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Ambientale, 2012
Abstract
L'idea di questa tesi nasce da una riflessione elaborata durante l'esperienza di tirocinio svolta presso la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Torino, Asti, Cuneo, Biella e Vercelli.
Nel corso di questa mia esperienza mi sono occupata di esaminare le istanze inoltrate ai sensi dell'art. 146 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio e - sulla base del procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica - ai sensi del D.P.R. 139 del 9/07/2010. Si trattava di pratiche inoltrate alla Soprintendenza dai Comuni per ottenere il parere vincolante ai fini del rilascio dell'autorizzazione paesaggistica.
Il lavoro da me svolto consisteva nel supportare l'attività del funzionario nell'esame delle istruttorie e nella stesura dei pareri vincolanti1; in questo modo mi è stato possibile proseguire un percorso già iniziato nel corso della mia laurea triennale approfondendo ulteriormente il tema della tutela paesaggistica e esplorando come questa viene affrontata da un altro Ente pubblico.
Data la mia formazione legata al settore della pianificazione, territoriale, urbanistica ed ambientale mi sono più volte interrogata, nell'esame delle pratiche, non tanto sulle scelte architettoniche effettuate dal progettista, quanto piuttosto sulle ragioni dell'imposizione del vincolo e sull'effettiva efficacia dell'autorizzazione paesaggistica quale strumento per garantire una corretta tutela del paesaggio. E' appunto a partire da questi interrogativi che nasce la volontà di esplorare il tema della viabilità panoramica quale bene paesaggistico tutelato, cercando di approfondire come questo viene affrontato dalla pianificazione alle diverse scale e come ciò si riversa sul progettista e, conseguentemente, sull'Ente incaricato di esaminare la pratica per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica. Quando si pensa alle strade panoramiche vengono in mente tratte stradali da cui è possibile ammirare paesaggi mozzafiato che rimangono impressi nella memoria, ma quali sono gli strumenti di tutela che vengono utilizzati per preservare tali paesaggi? Attualmente si tratta di territori tutelati principalmente da Decreti Ministeriali, ma esistono altri metodi per sottoporli a tutela? Qual è il modo giusto per tutelare la viabilità panoramica?
Da qui lo sviluppo di un percorso che parte dallo studio di quello che è il binomio strada-paesaggio e come questo è stato affrontato dalla letteratura internazionale a partire dagli anni '60 del '900 cercando di inquadrare il tema non solamente dal punto di vista della pianificazione, ma più in generale nell'ambito dell'architettura del paesaggio.
Tappa successiva del mio studio è stata l'esplorazione del rapporto che intercorre tra strada e panorama e come questo si sia evoluto nel tempo legandosi inevitabilmente al concetto di itinerario turistico e di turismo di massa in generale. Il discorso è entrato poi nel merito della questione procedendo all'analisi degli strumenti utilizzati per la tutela della viabilità panoramica esplorando, da un lato le esperienze esemplari alla scala internazionale, e dall'altro la situazione alla scala nazionale analizzando sistematicamente le esperienze regionali per capire come i nuovi Piani Paesaggistici Regionali concorrono, o potrebbero concorrere ad una migliore tutela della viabilità panoramica.
Perdendomi inevitabilmente in quelli che sono i meccanismi che caratterizzano la macchina amministrativa italiana, oltre ad esaminare i diversi strumenti di pianificazione alle diverse scale territoriali, ho esaminato il procedimento di gestione del vincolo in senso più stretto andando a valutare le metodologie di studio che il progettista dovrebbe mettere in pratica per lo studio dell'impatto visivo di un intervento percepibile da un itinerario panoramico. Ho quindi proceduto ad una ricerca sulle possibili metodologie specifiche per lo studio del paesaggio scenico comparando da un lato la metodologia per la valutazione di impatto paesaggistico proposta dal Landscape Institute e dall'altra quella americana del Federai Highway Administration per la valutazione dell'impatto scenico causato dalle infrastrutture stradali sul paesaggio.
Lo studio si conclude quindi con l'esame di un vincolo, nello specifico La Strada dei Vini, non a caso punto di partenza della riflessione che ha stimolato questo stesso lavoro.
Ho cercato di capire, a seguito degli studi condotti, come il tema è e come potrebbe venire affrontato cercando di dare una risposta, anche dal punto di vista applicativo alla domanda da cui ha preso il via questo lavoro: qual è il modo corretto per tutelare la viabilità panoramica?
Gli esiti di questo lavoro sono dunque molteplici: da un lato ho cercato di esplorare nel modo più sistematico possibile come il tema della viabilità panoramica viene affrontato dai diversi strumenti di pianificazione cercando di comprendere come attualmente il tema viene sostenuto dal punto di vista della sua tutela; e dall'altro ho presentato una proposta metodologica applicata ad un caso nello specifico simulando i possibili modi in cui i diversi Enti responsabili possono intervenire.
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