Progettare nei cinque sensi: lo stimolo percettivo nei bambini
Paloma Asenjo de Macedo
Progettare nei cinque sensi: lo stimolo percettivo nei bambini.
Rel. Anna Marotta. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2011
Abstract
II mio percorso universitario mi ha dato la possibilità di poter studiare e conoscere molteplici argomenti di grandi complessità, che hanno possibilitato un arricchimento del mio bagaglio culturale e mi hanno fornito una base per svolgere la professione dell'architetto. È con base a questo bagaglio culturale e tutto ciò che ho imparato nella mia carriera come studentessa di architettura che propongo trattare temi che sono degni di attenzioni data la grande importanza sull'architettura.
Nonostante le persone danno una considerabile importanza alle qualità tangibile di praticamente tutto ciò che le circonda nella vita, e anche nell'architettura, per lo più, loro prendono una decisione oppure sono prese dalle sensazioni le cui non si sono accorti: un sapore, un odore o il suono. Le esperienze sensoriali risultano risposte immediate, potente e cosi importante che possono cambiare la nostra vita per sempre. E è proprio questa esperienza emozionale, che si fa concreta con una comunicazione multisensoriale coinvolgendo i cinque sensi, un argomento essenziale a essere approfondito.
Da molto tempo si fa una allusione che l'architettura basata sulla fruizione superficiale viene pensata e realizzata per il solo senso della vista, mentre la nostra esperienza del mondo si basa su una complessa integrazione dei sensi, ma la verità è che soltanto un'architettura che preveda un'esperienza polisensoriale può essere significativa: uno spazio che si può misurare con gli occhi, il movimento il tatto, gli odori, i suoni e anche i gusti. Cioè che realizzi una simultaneità di sensazioni che mettano in rapporto l'intera percezione del nostro corpo con l'ambiente costruito. Il processo di progettare non può non tenere conto di processi polisensoriali nella fruizione del luogo, oltre al piacere estetico visivo. Plasmare un mondo attraverso la globalità della percezione oltre alla sola astrazione visiva sarà un passo verso una trasformazione nello spazio che si modella in sintonia con il nostro sentire.
Il mio percorso di lavoro si inizia con una parte essenzialmente dedicata ad una prima comprensione di cosa sono i sensi, quali sono, la comunicazione tra il cervello e i messaggi sensoriali, gli stimoli attraverso i sensi e il rapporto fra la sensazione e la mente, facendo anche un'analisi sulla sensibilità sinestesica. Poi faccio un'attenzione a come percepiamo la realtà che ci circonda, definendo cos'è la percezione in generale, in termini psicologici e all'analisi dei modi con cui l'uomo si rapporta quotidianamente con la realtà che lo circonda: tra l'atto della progettazione e quello della fruizione di un'opera architettonica si richiamano infatti costantemente le leggi della sensazione e della percezione, di modo che è stato necessario affrontare un breve studio di come queste due sfere si differenzino e di come ambiente e soggetto interagiscono tra di loro.
Relatori
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