Costruire con la paglia : casi studio internazionali e l'esperienza italiana
Lucia Emmanueli
Costruire con la paglia : casi studio internazionali e l'esperienza italiana.
Rel. Clara Bertolini. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione), 2010
Abstract
Questa tesi vuole indagare sull'approccio alle nuove costruzioni in "balle" di paglia, in particolare in Italia, dove tale tecnica costruttiva è stata introdotta nel nostro paese da poco più di una decina d'anni.
L'utilizzo della paglia nel mondo delle costruzioni ha una lunga storia, storia che ha superato la diffidenza per questo materiale che ha le radici nella cultura popolare: i tre porcellini e il lupo.
Per secoli la paglia ha coperto i tetti di edifici in tutta Europa, e da oltre cent'anni, grazie all'innovazione tecnologica che ha messo a punto il metodo per imballare la paglia e comprimerla in elementi parallelepipoidali, essa ha iniziato ad essere usata nelle costruzioni come componente di una sorta di mattoni.
Negli Stati Uniti, dove la tecnica costruttiva è nata, l'utilizzo delle balle di paglia nelle costruzioni è molto esteso, complice anche la presenza di molte certificazioni riguardo la capacità portante e il comportamento meccanico di questo materiale, in Europa, e in particolare in Italia ancora mancano.
La recente riscoperta di questo materiale deriva soprattutto dalla necessità di realizzare tecnologie sostenibili. In effetti la paglia è una risorsa rinnovabile che viene prodotta circa due o tre volte l'anno, con cadenze legate alla produzione dei cereali.
Nel progetto che tiene conto dell'intero ciclo vitale di un'architettura, la paglia risulta essere tra le soluzioni più performanti, in quanto biodegradabile in fase di dismissione, con un insignificante consumo di energia per le trasformazioni, direttamente applicabile in edilizia, consente di coniugare tradizione e modernità.
L'alto potere isolante delle balle di paglia, capace di mantenere l'edificio fresco d'estate e caldo in inverno, permette infatti di realizzare edifici in cui è possibile ridurre considerevolmente i consumi energetici e di conseguenza le spese di riscaldamento/condizionamento.
Inoltre la paglia permette all'edificio di "respirare" grazie alla permeabilità naturale al vapore, regalando il comfort di un ambiente sano.
Un'eccellente coibentazione che rivesta tutto l'edificio è infatti il segreto della Casa Passiva, ossia una casa che seppur non dotata di fonte termica tradizionale, basandosi sull'eliminazione delle dispersioni di calore mantiene al suo interno temperature costanti.
Numerosi sono infatti gli esempi di Case Passive realizzate in balle di paglia: gli edifici progettati da M. Schwarz e W. Schmidt in Alto Adige sono in classe energetica A+, e hanno vinto il premio CasaClima.
Durevole e rigenerabile, la paglia detiene tutte le caratteristiche per diventare il materiale da costruzione del futuro, perché permette di vivere in modo sano e risparmiare energia utilizzando una tecnica costruttiva a basso costo e che si presta molto bene all'autocostruzione.
Con queste premesse, il mio interesse per l'applicazione di questo materiale in architettura, con tutte le sue valenze tecniche ed tecnologiche è maturato durante la mia esperienza in ambito Erasmus (ho trascorso sei mesi a presso la Turku University of Applied Sciences, Turku, Finlandia) e successivamente attraverso la mia esperienza nel corso della partecipazione ad un workshop di costruzione con le balle di paglia, durante la quale ho cercato di analizzare l'aspetto tecnologico e in particolare quello pratico di questo sistema costruttivo.
Pertanto il lavoro che ho condotto può costituire un supporto per chi, come me, intende sviluppare ambiti tecnologici poco conosciuti, specie nel nostro Paese.
Relatori
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