Stefania Screnci
Una biblioteca del XXI secolo. Progetto di una biblioteca nel centro di Liegi.
Rel. Antonio De Rossi, Sergio Pace, Elena Carmagnani. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Progettazione Urbana E Territoriale), 2010
Abstract
Un progetto di architettura è come un iceberg. La sua parte visibile, la sua forma, risulta estremamente collegata alla parte immersa. La parte che emerge è tutto ciò di esplicito, il risultato concreto di un programma che si traduce nella comunicazione specifica in materia di architettura. La parte immersa, senza la quale nulla è possibile, è per di più implicita e incosciente, è il substrato, è la percezione, è un odore, è una passeggiata, è una svista. L'unione delle due cose si trasforma in progetto di architettura, ma il passaggio da una all'altra resta un mistero.(CR) Raccontare attraverso il progetto la storia di un luogo vuol dire prendere una posizione, ma la direzione scelta non è mai definitiva e come in un viaggio si sussegue di andate e di ritorni e il progetto camaleonticamente continua a mutare.
Perché il progetto è Khorakhané: una continua navigazione senza né capo né coda, la continua ricerca e interpretazione del libro del mondo, ma per la stessa ragione del viaggio continuiamo a viaggiare.(CR) Il tema del mio progetto sarà quello della nuova biblioteca pubblica di Liegi.(CR) Prima di tutto cercherò di rappresentare, attraverso il mio progetto, che cosa sia una biblioteca urbana e in secondo luogo mi concentrerò sul termine pubblico che genererà alcune riflessioni sul concetto di collettività.(CR) Dopo la rivoluzione elettronica, che ha spinto la società verso l'individualismo e l'isolamento, è difficile immaginarsi come un edificio così complesso possa contribuire a far riscoprire il piacere dell'aggregazione e della socialità
Relatori
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