Cultura dell'abitare: Occidente e Oriente
Stefano Baldi, Silvia Simonetti
Cultura dell'abitare: Occidente e Oriente.
Rel. Piergiorgio Tosoni. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2004
Abstract
CULTURA DELL'ABITARE: OCCIDENTE E ORIENTE
La nostra trattazione nasce dalla convinzione che non si possa progettare la casa senza conoscere il modo di viverla e senza conoscere le modalità processuali per usarla nelle condizioni ambientali e culturali che caratterizzeranno la sua vita. Nel primo capitolo abbiamo analizzato l'abitazione occidentale in linee generali nel suo cambiamento attraverso i secoli, dal XV al XVIII secolo/ per poi esaminare in maniera puntuale, portandoci temporalmente più prossimi a noi, la tipologia abitativa in Gran Bretagna (casa appartata), in Nordamerica (casa integrata), in Italia e nel Mediterraneo (casa estroversa) sottolineando come, a proposito di abitazioni, non sia possibile cogliere linee generali indiscutibili, in quanto ovunque entrano in gioco abitudini e tradizioni che sono vecchie eredità da cui non ci si libera. Siamo pervenuti così all'individuazione di "modelli" abitativi che hanno caratterizzato le singole epoche o che sono stati essi stessi caratterizzati dalle epoche: il modello monarchico per il Seicento, il modello aristocratico nel primo Settecento, il modello borghese nell'Ottocento, fino ad arrivare al modello nomadico del Ventesimo secolo.
Nel secondo capitolo abbiamo approfondito il tema dell'abitazione occidentale moderna in termini storici e sociologici nonché attraverso la poetica di architetti importanti e noti quali Wright, Aalto, Le Corbusier e Scarpa. Siamo partiti dal Razionalismo degli anni Venti, dallo studio degli alloggi minimi secondo l'ideale di comfort e funzionalismo, fino all'analisi profonda della cucina di Francoforte mettendo in evidenza il fatto che la casa contemporanea è una reinterpretazione di "tipi" già dati secondo una nuova concezione spaziale, pur rimanendo saldi alcuni principi che caratterizzano tutta la produzione: essenzialità, semplicità, accidentalità, immediatezza e luce. Inoltre studiare le trasformazioni della casa vuoi dire studiare le trasformazioni della società e della famiglia, dalla fase preindustriale ad oggi, dei bisogni e delle aspirazioni.
Nel terzo capitolo abbiamo spostato l'attenzione sull'Oriente ed in particolare sul Giappone, su come la filosofia Zen abbia influenzato ogni aspetto della vita ed in particolare dell'architettura dall'epoca dei samurai ad oggi. Abbiamo studiato il senso del "ma" (lo spazio vuoto), dell' "oku" (recondito), delV'en" (transizione), del "miegakure" (asimmetria) e del "wabi-sabi" (povertà). In seconda istanza abbiamo analizzato la casa del te'in quanto è il modello di base a cui si ispira l'abitazione tradizionale giapponese; sia l'appartamento che l'unità singola, povera, dalle tinte naturali, spirituale ancor prima che materiale fino ad arrivare alla casa vera e propria di cui abbiamo esaminato ogni elemento costruttivo e sensoriale e ogni tradizione e usanza che l'ha portata ad avere l'aspetto attuale. Inoltre come per l'Occidente abbiamo cercato i caratteri salienti nelle opere di architetti illustri come Ando, Ito, che per quanto utilizzino strumenti moderni, restano assolutamente tradizionali.
Nel quarto ed ultimo capitolo, abbiamo cercato di sintetizzare gli aspetti dell'una e dell'altra cultura, i diversi stili di vita contemporanei e di sottolineare gli aspetti profondamente diversi o profondamente simili tra Occidente ed Oriente, mettendo a confronto l'apparente frammentarietà del mondo nipponico e l'apparente continuità di quello Europeo.
Relatori
Tipo di pubblicazione
Corso di laurea
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