Fossano: i palazzi della via Maestra nel Settecento tra continuità e innovazione
Samuele Lomuscio
Fossano: i palazzi della via Maestra nel Settecento tra continuità e innovazione.
Rel. Patrizia Chierici. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2009
Abstract
Dal Borgo Nuovo alla città
"Dove oggi sorge la città di Fossano, un tempo non esisteva nulla tranne un modesto villaggio sopra le alte rive della Stura, posto in una località amena, fertile, salubre e ricca di acque e di sorgenti".
Con queste parole il celebre abate fossanese Emanuele Tesauro descrive, alla metà del Seicento, il sito in cui nel 1236 venne fondata la villanova, "inserita a pieno titolo nel grandioso processo di fondazioni nuove che segna profondamente, fra XII e XIV secolo, i tratti urbanistici dell'Occidente europeo".
L'evento è ricordato dalla lapide risalente a quel periodo, attualmente conservata nel palazzo comunale, che reca l'iscrizione : "In nome del re e della regina celeste e di S. Giorgio martire patrono del popolo fondato fu il luogo di Fossano l'anno del signore 1236 addì 7 dicembre".
L'epigrafe celebrava, dunque, il momento in cui nasceva il comune di Fossano con il beneplacito dell'imperatore Federico II.
Nell' insediamento che si andava così a formare accanto al nucleo preesistente, il borgovecchio, si trasferirono numerose famiglie dai territori limitrofi.
Nel 1236 gli abitanti di Romanisio, "un fiorente centro della vicina pianura, col benestare dell'abate di San Dalmazzo detentorc di diritti feudali su gran parte del loro territorio, avevano avviato le trattative per trasferirsi nella villanova di Fossano" e ottennero il consenso di insediarsi sui terreni dall'altra parte del fossato che circondava il borgovecchio.
Pochi anni dopo molte famiglie nobili arrivarono a Fossano, e tra queste dobbiamo ricordare gli Operti ed i Bolleri che portarono con se gli abitanti di Villa Mairana e parte di quelli di Sarmatorio.
Alcune casate giunsero in città tra il 1247 e gli anni cinquanta e "ottennero varie agevolazioni fiscali oltre che il privilegio di poter costruire una casa merlata".
In particolare alla famiglia Santa Giulia, giunta a Fossano nel 1260, pare che fosse stato assegnato il nucleo originario "del palazzo grande della piazza di tre facciate con i merli".
Dopo il 1248, la platea non è più quella esistente nel borgovecchio, ma bensì la grande e spaziosa Contrada Maestra, oggi via Roma. Tracciata ex novo, diventò l'asse principale del nuovo insediamento, dove furono collocati la chiesa del patrono, San Giovenale, trasferita da Romanisio, che divenne la nuova parrocchia collegiata, il palazzo del comune, la torre civica ed il mercato coperto.
Relatori
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