Laura Bortoletto, Emanuela Chiambretto
TORINO E I LUOGHI DEL CINEMA: NUOVI PERCORSI PER LA VALORIZZAZIONE.
Rel. Maria Adriana Giusti, Fabio Del Proposto. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione), 2009
Abstract
La morfologia urbana della zona di comando di Torino, così denominata per le numerose funzione militari insediatesi nei secoli passati, porta ancora oggi al suo interno segni di destrutturazioni e confusioni architettoniche, che, nonostante la sua posizione strategica e la ricchezza culturale, non le attribuiscono il ruolo di prestigio che meriterebbe.
L'intento del nostro lavoro è stato quello di restituire valore e identità a quest'area che per scelte più o meno consapevoli, urbanistiche, architettoniche e non ultime politiche, si è sviluppata negli anni come un asse secondario, messo in ombra dalle direttrici e le funzioni che la circondano.
Non è inedito l'interesse posto nei confronti di tale area, infatti già nel 1952 la Città di Torino aveva indetto un concorso per la realizzazione al suo interno di una "zona culturale" e nuovamente nell'anno 2000 lo stesso comune aveva promosso uno studio di fattibilità, realizzato da parte della Compagnia di San Paolo, il quale prevedeva un "Programma per lo sviluppo del distretto dei Musei nel centro storico di Torino". Nonostante gli studi effettuati e le proposte avanzate, fin'ora questo territorio non ha visto il definitivo realizzarsi di un efficace progetto urbano di valorizzazione. Questo lavoro è nato da una stretta collaborazione con Film Commission Torino Piemonte e la RAI, Radio Televisione Italiana, (i professionisti della sede di Torino e quelli della sede di Roma) che hanno dimostrato grande interesse, nel seguire le nuove proposte di riqualificazione urbana e al tempo stesso di rilancio dell'economia torinese attraverso i media ed in particolare il mondo del Cinema. Si è da subito notato che il rilancio di questa porzione di città dovesse immancabilmente passare per il rilancio della cultura. In particolare, per le funzioni e le ricchezze presenti nell'area, si è pensato ad una specializzazione dell'offerta culturale che mettesse in primo piano l'arte del cinema e il mondo dei media. Si è ragionato sul fatto che mancasse soprattutto un disegno omogeneo. Si sono studiate, quindi, delle soluzioni per ricucire le de9trutturazioni presenti al suo interno q restituirle centralità. Si è elaborato un progetto che prevedesse linee guida a scala urbana nella visione lungimirante di uno sviluppo reversibile e guidato per il futuro. Inoltre, ci si è concentrati nel progetto di realizzazione di una piazza (fulcro della rete urbana) ai piedi della Mole Antonelliana, all'interno del vuoto dietro il Teatro di Torino, ex Scribe. Si è scelto di non intervenire attraverso una "ricostruzione", ma piuttosto di considerarlo come elemento nodale di una maglia/rete urbana più estesa che lo mettesse in stretta relazione con il disegno urbano. Il Teatro di Torino, ex Scribe, appare oggi completamente in stato di abbandono e svalorizzato, per questo è stato da noi studiato nelle fasi storiche e nei suoi significati ed è stato rapportato alle architetture che lo circondano. Per fare ciò si è intervenuto sull'oggetto attraverso la proposta di un restauro conservativo, e una rifunzionalizzazione idonea a rispondere alle esigenze moderne dei numerosi enti culturali. Il Teatro e la piazza così valorizzati (considerati appetibili spazi per le attività degli enti culturali) rappresenterebbero un importante nodo per attirare un maggior numero di fruitori nell'area.
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Relatori
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