Linee guida per la progettazione degli spazi verdi urbani
Paolo Ressi, Luca Marco Sorrenti
Linee guida per la progettazione degli spazi verdi urbani.
Rel. Carlo Socco. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2005
Abstract
Quale sarà il futuro e l'utilizzo del giardino pubblico e del verde urbano in generale?
Se in passato le aree verdi urbane sono state troppo spesso considerate e pensate in funzione di mero standard urbanistico, come assenza di costruito, oggi è ora di ridare loro un ruolo primario all'interno del tessuto urbano, in considerazione del fatto che i parchi non sono delle entità funzionali a se stanti, bensì si relazionano sia con il contesto territoriale che con quello umano o sociale.
Il verde, grazie alla sua capacità di assolvere a numerose funzioni dello spazio pubblico, può intervenire nella realizzazione delle città non più come semplice arredo ma come strumento urbanistico di primaria importanza nella rigenerazione urbana. Infatti, i parchi e i giardini urbani, oltre ad aumentare il livello di qualità estetica della città, introducendo colori, profumi e dando forma al paesaggio, assolvono anche ad altre importanti funzioni:
- funzioni ecologiche e sanitarie (riducono la pressione provocata dai fattori di inquinamento atmosferico, migliorano e rendono più salubre il microclima, accrescono il valore ecologico e di biodiversità dell'ambiente urbano);
- funzioni sociali (favoriscono le relazioni e la coesione della comunità);
- funzioni ricreative e culturali (legate alle esigenze dei cittadini di giocare, praticare attività sportiva, rilassarsi e contemplare la natura, imparando a conoscerla, a viverla e a rispettarla).
La possibilità di assolvere efficacemente a queste funzioni è subordinata però alla qualità del processo progettuale e alla successiva gestione e manutenzione.
Il nostro studio infatti, si è concentrato sul ruolo che la progettazione può avere nella risoluzione di quei problemi e di quei fattori che spesso allontanano i cittadini dal giardino pubblico, in quanto:
- percepito come luogo poco sicuro;
- dotato di attrezzature e arredi quantitativamente e qualitativamente insufficienti;
- privo di zone dove potersi rilassare,
- spesso inaccessibile per le categorie di persone più deboli (bambini, anziani e disabili: quelle stesse categorie che potrebbero trarre i maggiori benefici dalla fruizione di questi spazi all'aperto).
In altre parole la scarsa frequentazione della maggior parte dei giardini pubblici urbani, specialmente quelli più piccoli, di vicinato o di quartiere, è dovuta al fatto che non sono in grado di rispondere alla concorrenza delle strutture private per lo sport e la ricreazione, dove la dotazione di attrezzature, il livello di comfort e di qualità estetica è generalmente superiore.
Per invertire questa tendenza è necessario proporre negli spazi verdi pubblici livelli di qualità funzionale ed estetica elevati mediante una progettazione che sia frutto della collaborazione di diverse competenze disciplinari relative all'architettura, alla botanica, alla scenografia, all'idraulica all'illuminotecnica, alla pianificazione territoriale, alla sociologia, alla psicologia, alla pedagogia ecc.
Il progettista inoltre, per migliorare la progettazione del giardino pubblico, può avvalersi delle "buone idee" e delle "buone misure", quali elementi chiave n grado di riconoscere le esigenze e i desideri dei cittadini. Esempi di giardini "modello" già realizzati costituiscono infatti, un valido aiuto nell'individuare quelle caratteristiche di funzionalità, essenzialità, sicurezza, economicità e pregevolezza che ogni spazio pubblico deve possedere.
E' da questa premessa che nasce l'utilità di elaborare un manuale di riferimento che fornisca una serie di indicazioni tecniche, utili alla elaborazione del progetto di un giardino pubblico urbano.
La struttura della nostra tesi è quindi così costituita: nel capitolo I sono stati esaminati il ruolo e le funzioni del giardino pubblico urbano; nel capitolo 2 ci siamo occupati della fase preliminare del progetto che ha come obiettivo l'analisi e il rilievo delle caratteristiche principali del sito oggetto dell'intervento e dell'ambiente circostante, al fine di sfruttarne al massimo le potenzialità e ridurne le problematiche: dall'inquadramento territoriale al rilevamento di elementi infrastrutturali, di fattori di pressione ambientale e di elementi di pregio architettonico, naturale e paesaggistico, all'analisi delle condizioni climatiche.
Senza dimenticare per chi si sta progettando, nel capitolo 3, abbiamo individuato le diverse categorie di utenza del giardino pubblico (bambini. adolescenti, giovani, anziani, persone che presentano difficoltà motorie o sensoriali, ecc), ne abbiamo analizzato le relative esigenze, le attività che possono praticare e le difficoltà che possono incontrare nell'accesso e nella fruizione di tali spazi pubblici.
Nel capitolo 4 è stato affrontato il tema della morfologia del territorio e come questa sia in grado di influenzare la percezione dell'ambiente.
Nel capitolo 5 abbiamo poi fornito indicazioni tecniche per la realizzazione di spazi, percorsi e attrezzature sicure ed "accessibili a tutti", indistintamente adatti alle esigenze di normodotati e disabili. A tal fine abbiamo rivisitato i concetti stessi di barriere architettoniche e di disabilità, evitando una visione eccessivamente settoriale e limitata nei confronti delle persone disabili che in passato ha portato troppo spesso a progettare soluzioni "speciali".
Al contrario di quello che molti pensano, è possibile infatti progettare luoghi e attrezzature sicuri ed accessibili ad un'utenza ampliata e allo stesso tempo non monotoni o banali, appropriandosi anche degli strumenti proposti dalla progettazione plurisensoriale. In tal senso l'applicazione delle indicazioni fornite dalla normativa risulta quindi indispensabile ma non sufficiente; diventa inevitabile la conoscenza di un complesso di caratteristiche dimensionali e morfologiche che contraddistinguono le diverse utenze possibili.
Per risolvere invece il problema del conflitto tra le diverse utenze del giardino riteniamo inoltre che sia necessario operare delle differenziazioni all'interno dello spazio collettivo, prevedendo aree distinte per le diverse età. Questo non significa necessariamente isolare o impedire l'interazione sociale, ma consente di realizzare ambienti protetti e sicuri e di rispondere in modo più efficace alle specifiche esigenze.
Nella seconda parte abbiamo allegato il seguente materiale tecnico e normativo, la cui consultazione può essere utile per i progettisti:
- indicazioni fornite dall'attuale normativa di riferimento relativa al terna dell'accessibilità e all'abbattimento delle barriere architettoniche negli spazi pubblici (DPR 24 luglio 1996 n. 503, DM 14 giugno 1989 n. 236) e alla progettazione dei parchi e delle aree gioco all'aperto ( Norma UNI 11123 del 2004);
- schede recanti informazioni tecniche e progettuali relative alle attrezzature per il gioco e l'attività sportiva e agli arredi che possono essere collocati all'interno del giardino pubblico urbano;
- schede sulle principali specie vegetali utilizzabili, indicando le principali caratteristiche botaniche, agronomiche ed estetiche ed individuando per ognuna gli impieghi consigliati e sconsigliati;
- schede relative alle principali operazioni per la manutenzione ordinaria e straordinaria del materiale vegetale considerato.
Relatori
Tipo di pubblicazione
Corso di laurea
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